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Lo sport in pista per la pace nel Principato di Monaco

I Piccoli Stati d’Europa hanno dato vita sabato 30 maggio ai Campionati di atletica leggera nello stadio Louis II dove, il 28 marzo, Leone XIV ha celebrato la Messa. A rappresentare un segno di fraternità e di speranza i testimoni della staffetta, benedetti dal Papa, con la scritta in latino “simul currebant”, consegnati da Athletica Vaticana al principe Alberto

di Giampaolo Mattei

Nel cuore dell’Europa ferita da guerre e tensioni, ecco una proposta semplice di pace attraverso l’esperienza sportiva: 19 piccoli Stati del vecchio continente, sabato 30 maggio, nel Principato di Monaco, hanno rilanciato l’appuntamento biennale per i Campionati di atletica leggera, giunti alla sesta edizione, con la nuova denominazione European Challanger Championship.

Le gare nello stadio Louis II, dove Leone celebrò la Messa

“Il segno concreto, molto più che simbolico, della manifestazione sono stati i testimoni della staffetta con la scritta, in latino, simul currebant che invita a correre insieme con speranza, proprio come Pietro e Giovanni nel passo evangelico” spiega Athletica Vaticana, la polisportiva della Santa Sede. Mercoledì scorso i testimoni sono stati benedetti personalmente da Papa Leone XIV che ha incoraggiato gli atleti della “sua” squadra a vivere la manifestazione internazionale nello stile della fraternità, come ha indicato nella Lettera La vita in abbondanza, sul valore dello sport, firmata il 6 febbraio per i Giochi invernali di Milano-Cortina.

Gli atleti con il Papa
Gli atleti con il Papa

Nell’accogliere la rappresentativa biancogialla, il principe Alberto II di Monaco ha ricordato la visita del Papa nel Principato, avvenuta lo scorso 28 marzo, e in particolare la celebrazione della Messa proprio nel prestigioso stadio Louis II, dove si sono svolte le gare. Lo stesso ha fatto l’arcivescovo di Monaco, monsignor monsignor Dominique-Marie David, che ha incontrato Athletica Vaticana: la Messa e l’abbraccio con la comunità cattolica - stamani, domenica mattina 31 maggio, nella chiesa di Saint-Charles organizzato con l’ambasciata del Principato presso la Santa Sede - è stato il momento conclusivo della presenza dell’associazione sportiva vaticana a Monaco. Con la condivisione del motto del Principato: Deo juvante (Con l’aiuto di Dio).

Athletica Vaticana in pista con atleti olimpici

Insieme con Athletica Vaticana sono scesi in pista atleti – alcuni di livello olimpico - di Albania, Andorra, Armenia, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Georgia, Gibilterra, Islanda, Kosovo, Liechtenstein, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Malta, Moldavia, Montenegro e San Marino. Gli atleti vaticani hanno ottenuto due quarti posti (Sara Carnicelli nei 5000 metri e Giuseppe Tetto nel lancio del giavellotto). Inoltre Emiliano Morbidelli è giunto decimo nei 5000 metri, Paolo Tetto dodicesimo nel lancio del peso e Giulia Pierantozzi sedicesima nei 100 metri. Con gli atleti anche Valentina Giacometti, vice presidente di Athletica Vaticana; Carlo Pellegrini e Claudio Carmosino, responsabile e direttore tecnico di Vatican Athletics.

Nello stadio Louis II dove il 28 marzo il Papa ha celebrato la Messa
Nello stadio Louis II dove il 28 marzo il Papa ha celebrato la Messa

È la quarta partecipazione di Athletica Vaticana in questo contesto, dopo le edizioni di San Marino 2021 (prevista nel 2020 e posticipata di un anno, come i Giochi olimpici, a causa del Covid), Malta 2022 e Gibilterra 2024. A organizzare la manifestazione sono European Athletics, la Federazione continentale presieduta dal bulgaro Dobromir Karamarinov, e l’Associazione sportiva dei Piccoli Stati d’Europa, diretta da Frank Carreras (Gibilterra) che mercoledì scorso ha incontrato Leone XIV.

Un contributo concreto per costruire la pace

“Lo sport conserva una straordinaria capacità inclusiva (...) diventando strumento di integrazione e di dignità. In questa prospettiva si colloca l’esperienza di Athletica Vaticana. Creata nel 2018 come squadra ufficiale della Santa Sede e sotto la guida del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, essa testimonia come lo sport possa essere vissuto anche come servizio ecclesiale, soprattutto verso i più poveri e i più fragili. Qui lo sport non è spettacolo, ma prossimità; non è selezione, ma accompagnamento; non è competizione esasperata, ma cammino condiviso (Leone XIV, La vita in abbondanza)”

Coordinata con il Dicastero per la cultura e l’educazione, al quale per la Santa Sede è affidata la cura dello sport, la presenza di Athletica Vaticana nel Principato di Monaco è avvenuta proprio sulla scia delle indicazioni del Papa nel corso della storica visita. Proprio i “piccoli” possono essere – ebbe ad affermare Leone XIV a Monaco -  “laboratorio di solidarietà” e “finestra di speranza”. Anche sportivamente. Con una “una vocazione all’incontro e alla cura dell’amicizia sociale, oggi minacciati da un diffuso clima di chiusura e autosufficienza”. È questo, forse, il piccolo ma concreto contributo dello sport per costruire la pace con la pazienza dei maratoneti.

La Messa presieduta il 31 maggio dall'arcivescovo di Monaco
La Messa presieduta il 31 maggio dall'arcivescovo di Monaco

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31 maggio 2026, 14:13