Il cardinale Farrell: governare è discernere e servire
Vatican News
«Compito di chi governa deve essere quello di promuovere un discernimento comune per comprendere sempre meglio cosa è essenziale al carisma e cosa invece è secondario e contingente»: con queste parole il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, ha introdotto oggi, giovedì 21, nell’Aula Nuova del Sinodo, i lavori dell’Incontro annuale con i moderatori delle associazioni di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità. Un appuntamento che tocca da vicino la vita delle realtà associative.
Interpreti del volere di tutti
«Per alcuni di voi - ha detto il porporato - il compito di governo comporta responsabilità molto ampie e un potere decisionale che ha grande impatto nella vita dei vostri gruppi, per altri i compiti di governo sono molto più circoscritti. Per tutti rimane la chiamata a mettersi a servizio dell’associazione». Il prefetto ha ricordato che «l’autorità che sono chiamati ad esercitare il moderatore e i componenti dell’organo centrale di governo» è un’autorità “delegata” «che l’associazione affida ad alcuni membri, non proviene “dall’alto”, non ha un’origine sacramentale, divina».
Nella sua introduzione, ha evidenziato i compiti che spettano ai moderatori, sintetizzabili in cinque punti. «Il governo di un’associazione di fedeli è incaricato della guida e rappresentanza; del perseguimento dei fini associativi; dello sviluppo dell’associazione; della custodia fedele del carisma; e del bene spirituale e umano dei membri». Per quanto riguarda la guida e la rappresentanza, il moderatore «è incaricato di guidare l’associazione». I responsabili «durante gli anni del loro mandato devono indicare una direzione da seguire. Insieme alla guida c’è la rappresentanza, nel senso che chi governa deve farsi interprete del sentire e del volere di tutti di fronte alla società e alla Chiesa».
Praticare coerenza con i fini associativi
Il porporato ha ricordato che il compito del governo è il perseguimento dei fini associativi. «Chi governa deve far sì che l’associazione o il movimento rimangano orientati verso quei fini, quelle finalità apostoliche specifiche per le quali si sono costituiti. Chi governa non può imprimere una “svolta” così radicale nella vita dell’associazione tale da portare la stessa ad un completo stravolgimento delle proprie finalità».
Terzo compito del governo «è lo sviluppo dell’associazione. La Chiesa — ha proseguito — non può mai puntare solo alla conservazione dell’esistente, ma è per sua natura missionaria. In un’omelia pronunciata quando era ancora priore generale dell’ordine di Sant’Agostino, Robert Prevost, diceva: “Lo stile della leadership, nella mentalità di quanti preferiscono la conservazione, è innanzitutto manageriale, ben organizzato ed efficiente: in questo caso i leader cercano di mantenere ogni cosa in ordine e di far sì che tutto fili liscio. Una comunità, invece, se dotata di una visione profetica e di una vita dedicata alla missione, perseguirà un tipo diverso di leadership: lo stile di chi guida sarà prima di tutto trasformante, capace di offrire la visione di ciò che può essere, con la volontà di andare lontano e di affrontare molti rischi per far sì che la visione diventi realtà”. Questo è lo spirito che deve animare anche ogni associazione o movimento».
Fedeli al carisma
Quarto compito di chi governa «è la custodia fedele del carisma. Questo aspetto, ha spiegato il Prefetto, riguarda le realtà che sorgono da un carisma, ma si può estendere anche a tutte le realtà laicali qui rappresentate se si parla, invece di “carisma”, di “patrimonio spirituale” specifico di un’associazione o movimento. Dunque, chi governa deve vivere in prima persona il carisma dell’associazione e assimilarlo in modo che esso informi la propria vita spirituale». Infine, il quinto punto riguarda il bene spirituale e umano dei membri. «Compito di chi governa — ha proseguito — significa semplicemente mettere sempre al centro le persone». Infine, il cardinale Farrell si è detto consapevole «che la considerazione di tutte le responsabilità che spettano a chi governa possono spaventare. Si tratta in effetti di compiti nobili, alti. Ma non bisogna scoraggiarsi. Avete la vicinanza di tanti capaci collaboratori, il sostegno della Chiesa e dei suoi pastori e l’assistenza dello Spirito Santo — ha concluso — al quale dovete chiedere, in modo speciale, il dono della prudenza, del consiglio e della sapienza, che certamente vi saranno donati.
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