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Biblioteca Vaticana, il valore del dono tra arte e diplomazia

Nel segno dell’incontro e del confronto prosegue l'intesa tra Fondazione Colnaghi e Biblioteca Vaticana per la riqualificazione strutturale della Sezione Archivi. A celebrarla per il secondo anno un evento filantropico: "Nuntius". Capolavori di Velázquez e Giambologna in dialogo con le opere delle collezioni pontificie

Paolo Ondarza – Città del Vaticano

Veicoli di pace, di affermazione di status e identità. Simboli di incontro tra culture diverse. I doni diplomatici, oggi come ieri, sono lo specchio di un’esperienza relazionale tra Stati, ambasciatori silenziosi capaci di favorire il confronto nella differenza. Ad essi è dedicato l’evento culturale Nuntius, realizzato dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e dalla Fondazione Colnaghi.

L'evento "Nuntius" alla Biblioteca Vaticana
L'evento "Nuntius" alla Biblioteca Vaticana

Dopo il progetto Codex del 2025, prosegue la collaborazione quinquennale tra le due istituzioni che prevede il rinnovamento degli spazi archivistici della biblioteca del Papa. Nella Sala degli Scrittori alcuni capolavori selezionati dalla BAV convivono per alcuni giorni accanto ad altri provenienti dalla Fondazione Colnaghi.  L’iniziativa è culminata in una cena di gala per i sostenitori della Fondazione e alcuni ospiti selezionati.

Ascolta l'intervista a Candida Ludovica Chi

“In qualche modo i nostri patroni – spiega Candida Ludovica Chi, direttrice della Fondazione Colnaghi e parte del gruppo dottorale dell’École Pratique des Hautes Études di Parigi - contribuiscono a questa missione collettiva per il restauro della Sezione Archivi, che permetterà di valorizzare e preservare sempre più il patrimonio della Biblioteca Apostolica”.

Il dono come relazione

“Il dono – prosegue riferendosi al tema di quest’anno - è un'esperienza relazionale, un'esperienza intellettuale, un'esperienza di diplomazia culturale, in cui c'è un incontro e non uno scontro tra personalità, tra regnanti, tra visioni, tra traiettorie diverse”.

L'evento "Nuntius" alla Biblioteca Vaticana
L'evento "Nuntius" alla Biblioteca Vaticana

Il ritratto riscoperto di Velázquez

Tra i capolavori spicca un ritratto di diplomatico spagnolo eseguito da Diego Velázquez. Questo personaggio – nota Candida Ludovica Chi – posò per il pittore almeno tre volte. “L'opera è uno scambio diplomatico. Fu donata al cardinale Francesco Barberini, nipote di Urbano VIII, legato pontificio in Spagna. Esistono due versioni a figura intera dello stesso ritratto: una si trova all'Hispanic Society; l'altra in Brasile. Quest’opera è stata riscoperta e il prossimo anno farà parte del catalogo di una mostra in America. Rappresenta un tassello importante nella ricostruzione della produzione di Velázquez e nel contempo esemplifica il dialogo arte-diplomazia”.

L'evento "Nuntius" alla Biblioteca Vaticana
L'evento "Nuntius" alla Biblioteca Vaticana

I cavalli di Giambologna

Nell’allestimento sono presenti anche due bozzetti equestri di Giambologna. Siamo alla corte dei Medici, alla fine del Cinquecento. Alla vigilia della sua unica missione diplomatica, il principe Francesco I riceve dall’artista i due modelli, pensati come progetto per future sculture monumentali. "I due cavalli rappresentano un ulteriore momento di scambio diplomatico, perché per linea successoria alla morte di Francesco andarono a suo fratello Ferdinando, poi a Cosimo II dei Medici e poi furono donati alla corte inglese”.

L'evento "Nuntius" alla Biblioteca Vaticana
L'evento "Nuntius" alla Biblioteca Vaticana

Dalla Cina alla Francia

Da un palazzo reale cinese giunge infine una placca in bronzo di un antico tempio. “Come altri oggetti del genere, queste placche vennero espoliate e successivamente vendute ad un’asta che si tenne a Beijing”. Il manufatto di grandi dimensioni “riporta otto dragoni e motivi che richiamano il bassorilievo rinascimentale italiano e all'interno alcuni caratteri cinesi con un motto che esalta l'orgoglio, l'onore. Questo bronzo finì in Francia dove per molto tempo un imprenditore locale tentò di ridonarlo alla Cina”.

L'evento "Nuntius" alla Biblioteca Vaticana
L'evento "Nuntius" alla Biblioteca Vaticana

Arte e cultura, veicoli di pace

Un tema, quello della diplomazia culturale, molto caro alla Biblioteca Apostolica Vaticana. In tempi di guerre e tensioni internazionali, l’arte e la cultura possono costruire ponti. Ne è convinto il prefetto della BAV, don Mauro Mantovani: "In una biblioteca come la nostra l'arte e la cultura si mostrano come veicoli di pace già per il fatto che favoriscono l'incontro tra persone di diverse tradizioni, di pensiero e di religione, di nazioni a volte anche in conflitto". Condividere l'interesse verso il buono, il vero e il bello significa "costruire ponti tra i popoli e anche tra le generazioni, a partire dagli studiosi che popolano i nostri ambienti. Si apre così uno spiraglio di speranza per coltivare l'umano e interpretare in modo adeguato il rapporto tra il progresso della conoscenza, lo sviluppo delle nuove tecnologie e il contributo indispensabile delle discipline umanistiche e storiche".

Ascolta l'intervista a don Mauro Mantovani

Secondo Mantovani il valore aggiunto di Nuntius, oltre al progetto di ristrutturazione della Sezione Archivi del dipartimento manoscritti della BAV, è proprio il dialogo: "tra studiosi, bibliofili ed esperti d'arte, mecenati e appassionati di storia e di cultura, col comune intento di sperimentare e percorrere le vie di una ricerca di qualità, di uno studio sempre più interdisciplinare, in senso autentico, e della diplomazia culturale".

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19 maggio 2026, 12:36