Uno scorcio di Venezia Uno scorcio di Venezia

Biennale, inaugurato il padiglione della Santa Sede a Santa Maria Ausiliatrice

Il padiglione è ispirato alla figura di Santa Ildegarda di Bingen. Il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, esorta richiamando Papa Leone a “tornare a servire il ritmo della vita, l’armonia della creazione e curarne le ferite”. Il presidente della Biennale Pierangelo Buttafuoco e il sindaco Luigi Brugnaro sottolineano il contributo della Santa Sede al dibattito sulla pace

Alvise Sperandio - Venezia

Dopo il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi oggi, 8 maggio, a Venezia è stata inaugurata anche la seconda sede del Padiglione della Santa Sede alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale. Nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, nel sestiere di Castello, non lontano dai Giardini, ha preso forma uno “scriptorium contemporaneo”, tra installazioni, archivi viventi e opere dedicate all’eredità spirituale e culturale di Santa Ildegarda di Bingen, monaca benedettina, mistica, teologa, compositrice musicale. A lei è ispirato il progetto “L’orecchio è l’occhio dell’anima”: tema formulato da Alexander Kluge mancato improvvisamente il 25 marzo.

Sono intervenuti il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, il patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia, il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e il sindaco Luigi Brugnaro. A sorpresa, durante la cerimonia, è giunta anche la cantautrice Patti Smith che, nel pomeriggio, è stata protagonista nella chiesa degli Scalzi di Sonic Prayer, performance ideata con Soundwalk Collective, una preghiera in musica. Santa Maria Ausiliatrice, in via Garibaldi, è stata concessa in comodato dal Comune fino al 2028 ed è già stata al centro del progetto vaticano per la Biennale Architettura 2025. Curatori dell’attuale esposizione di 24 artisti sono Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers.

Il cardinale José Tolentino de Mendonça: “Santa Ildegarda voce molto contemporanea”

Contemplazione, silenzio e riscoperta dell’ascolto sono il filo conduttore che lega le due sedi del Padiglione della Santa Sede. Una risposta alla società frenetica e rumorosa di oggi. Il cardinale Tolentino de Mendonça ha richiamato le parole di Papa Leone, eletto un anno fa: “Tornare a servire il ritmo della vita, l’armonia della creazione e curarne le ferite”. Parole che sono state da bussola per la progettazione del padiglione della Santa Sede e che ha scelto come protagonista una figura come Ildegarda che potrebbe apparire distante, essendo una mistica del dodicesimo secolo, ma che in realtà possiede una voce molto contemporanea, capace di illuminare gli interrogativi e i percorsi del presente.

Profeti culturali

Secondo il cardinale “il nostro tempo ha bisogno di nuovi maestri e il profilo polifonico di Ildegarda può esserci d’aiuto come antidoto all’esasperazione delle monodie, ispirandoci alla gestazione di nuove visioni”. “Il nostro tempo – ha proseguito - ha bisogno di profeti culturali, capaci di esprimere ciò che Ildegarda chiamava la lingua ignota, ovvero una forza immaginativa in grado di attivare paradigmi culturali che osano proiettare lo sguardo in avanti e dare avvio a pratiche innovatrici verso la fratellanza umana, la spiritualità e la benevolenza reciproca”. Tolentino de Mendonça ha ricordato che, nel proclamarla dottore della Chiesa il 10 maggio 2012, Papa Benedetto XVI ricordò il contributo di civilizzazione di Santa Ildegarda in particolare quando affermò che “l’intera creazione è un atto d’amore e che tutta la scala delle creature è attraversata come la corrente di un fiume dalla carità divina. Senza il giusto impulso d’amore, il mondo è destinato inaridirsi, con l’impulso dell’amore invece il mondo attiva nuove energie, creatività e ricostruzione”.

Monsignor Moraglia: “l’ascolto, spazio privilegiato dell’incontro con Dio”

Il patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha spiegato che “Ildegarda illumina bene il percorso di questa esposizione perché l’ascolto è stato sempre al centro delle sue riflessioni teologiche e delle sue visioni mistiche. Nella Regola benedettina, alla quale Ildegarda si è ispirata profondamente, la vita monastica inizia con l’imperativo: ‘Ascolta, o figlio, gli insegnamenti del maestro’. L’ascolto – ha sottolineato il patriarca - diventa così lo spazio privilegiato dell’incontro con Dio che si comunica non nel frastuono, ma nella sottile voce del silenzio”. Un ascolto che diventa presupposto e condizione per favorire l’incontro con tutte le altre creature e con il Creato, opera di Dio. “Nella visione di Ildegarda di Bingen ascolto, suono e silenzio – ha proseguito il presule - sono dimensioni teologiche che si intrecciano e svelano il legame profondo tra l’essere umano, la natura e Dio. In un mondo sovraccarico di rumori, non di rado inutili oltreché fastidiosi, il messaggio di Ildegarda risuona più attuale che mai: solo chi sa ascoltare può davvero comprendere e solo dal silenzio nasce la vera armonia, il suono migliore, la sinfonia più bella”.

Il presidente Buttafuoco e il sindaco Brugnaro: “Aspettiamo il Papa a Venezia”

Il presidente della Biennale Pierangelo Buttafuoco ha sottolineato che “la Santa Sede con il suo padiglione ci consente quella libertà di spirito e mentale e quella capacità di libertà per altri negata o impossibile a darsi”. Buttafuoco ha ricordato l’esperienza del padiglione della Santa Sede all’interno del carcere femminile de La Giudecca, sottolineando che il padiglione odierno si trova in uno dei luoghi di maggior cura di una città speciale qual è Venezia”. Buttafuoco ha aggiunto che “la parola troppo spesso proibita oggi è pace” e la triennale si offre come ulteriore messaggio di pace per l’incontro dei popoli in guerra. Poi l’invito a Papa Leone di andare a Venezia. Il sindaco Luigi Brugnaro, auspicando anche lui una visita a Venezia del Pontefice, ha ricordato che la concessione del padiglione nasce dall’idea che sia “luogo di incontro, ascolto, rispetto, valori che sono alla base della pace”. Ha promesso poi alla Santa Sede di consegnar due “Tese” all’Arsenale affinché il padiglione possa aprirsi in un luogo così importante per Venezia, ponendosi come luogo di cultura per la città”. Alla cerimonia hanno preso la parola anche i curatori e al termine è giunto il saluto di Patti Smith che nell’antico luogo, tuttora oggetto di un importante restauro, ha intonato qualche nota di ringraziamento, tra gli applausi del folto pubblico accorso per l’inaugurazione.

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08 maggio 2026, 21:37