L’anniversario della Rerum novarum, un documento per la dignità umana
Eugenio Bonanata – Città del Vaticano
Sono passati 135 anni dalla sua promulgazione, ma la Rerum Novarum di Leone XIII costituisce uno strumento ancora molto valido per affrontare l’evoluzione sociale, tecnologica ed economica in atto con lo sguardo del Vangelo, della solidarietà, del bene comune e dello sviluppo umano integrale. “Ogni epoca ha le sue cose nuove, ma la domanda sulla dignità dell’uomo resta sempre la stessa”, afferma padre Giacomo Costa Accompagnatore spirituale delle Acli nazionali e collaboratore della Segreteria generale del Sinodo. “Una domanda fondamentale – prosegue - per ogni impegno e ogni lettura della realtà da parte di tutti i credenti e di tutti i cristiani”.
Fu Papa Pecci ad inaugurare questa prospettiva di osservazione radicata nella fede nell’intento di non lasciare indietro nessuno e di permettere a ciascuno di contribuire alla definizione di questo cambiamento. “Leone XIII – precisa padre Costa - aveva capito che la Chiesa non poteva osservare da lontano tutti i processi dell’epoca: la rivoluzione industriale, l’emergenza della questione operaia, l’accumulo delle ricchezze nelle mani di pochi, la disgregazione progressiva dei legami sociali”. Da questa attenzione si sviluppò la dottrina sociale della Chiesa. E anche il Concilio Vaticano II segnalò la necessità di concentrare maggiormente l’attenzione sui segni dei tempi.
L'eredità raccolta da Leone XIV
Dal canto suo, Papa Leone XIV, all’indomani della sua elezione, incontrando i cardinali, spiegò che aveva scelto questo nome proprio per proseguire sulla strada tracciata dal suo predecessore. “Oggi – disse – la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”. L'enciclica insiste molto sulla dignità del lavoratore come persona e non come mera merce. Tuttavia, oggi, in un'economia dominata da algoritmi, piattaforme e automazione, come si può concretizzare questo principio quando milioni di posti di lavoro rischiano di scomparire? “Di certo – risponde padre Costa – la Chiesa non dice come fare e non offre soluzioni. Però aiuta a ricordare che la tecnica non è mai neutra e che ogni innovazione porta una certa idea di umanità, di società di bene comune”.
Il contributo della Dottrina sociela della Chiesa
Quale umanità stiamo costruendo attraverso questi strumenti e questi cambiamenti? Secondo il religioso, l’insegnamento della Chiesa aiuta a porsi domande del genere offrendo punti di riferimento nel fronteggiare i grandi temi nelle varie epoche. “Questo affinché nelle prospettive economiche e tecnologiche venga integrata anche la questione etica in modo centrale cercando di rispettare tutti e quindi di costruire insieme un’umanità sostenibile”. Il discorso tocca inevitabilmente la dimensione politica, come lo stesso Papa Leone XIV ha ricordato durante il suo recente viaggio in Africa e in particolare nel discorso alle autorità, il corpo diplomatico e la società civile in Guinea Equatoriale pronunciato lo scorso 21 aprile. “È compito inderogabile delle Autorità civili e della buona politica rimuovere gli ostacoli allo sviluppo umano integrale, del quale la destinazione universale dei beni e la solidarietà sono principi fondamentali”. A tale proposito - avverte padre Costa -“la dottrina sociale non offre un programma politico preconfezionato e non pretende di sostituirsi alla politica, ma chiede che non vengano dimenticate le persone concrete, soprattutto quelle più fragili. È uno strumento essenziale che chiede continuamente se la crescita stia producendo più dignità, più giustizia, più pace e più possibilità di vita buona per tutti”. Anche Leone XIV, sempre in Guinea Equatoriale, citando la Rerum novarum, ha sottolineato che oggi l’esclusione rappresenta il nuovo volto dell’ingiustizia sociale. E aggiunse che la missione della Chiesa è “contribuire alla formazione delle coscienze, mediante l’annuncio del Vangelo, l’offerta di criteri morali e di autentici principi etici, nel rispetto della libertà di ogni individuo e dell’autonomia dei popoli e dei loro governi”. L’obiettivo della Dottrina sociale – sempre seguendo le parole del Papa – “è educare ad affrontare i problemi, che sono sempre diversi, perché ogni generazione è nuova, con nuove sfide, nuovi sogni, nuove domande”.
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