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Brasile, assistenza sanitaria a una donna indigena Brasile, assistenza sanitaria a una donna indigena

Santa Sede all’Onu: “La salute dei popoli indigeni è un imperativo morale"

In occasione del 25° Forum permanente delle Nazioni Unite sulle questioni indigene, la Santa Sede richiama governi e comunità internazionale alla tutela piena della salute dei popoli indigeni e condanna gli effetti dei conflitti armati sulle comunità

Vatican News

La Santa Sede ha accolto con favore la decisione di dedicare la 25.ma sessione del Forum permanente delle Nazioni Unite sulle questioni indigene, al tema della salute dei Popoli Indigeni, con particolare attenzione al contesto dei conflitti armati. Nel documento presentato dalla rappresentanza permanente della Santa Sede è stato ribadito come la promozione della salute rappresenti “un profondo imperativo morale”, radicato nella dignità inviolabile di ogni persona umana.

Il diritto alla salute in senso pieno

Secondo la Santa Sede, il diritto alla salute deve essere inteso nel suo significato più ampio: fisico, mentale, culturale e spirituale. In questa prospettiva, i popoli indigeni hanno diritto, senza discriminazioni, a migliori condizioni economiche e sociali, compresi salute e servizi igienico-sanitari. Devono inoltre poter partecipare allo sviluppo e alla definizione dei programmi sanitari che li riguardano e conservare le proprie medicine tradizionali.

Le fasce più vulnerabili

Nel suo intervento, la Santa Sede ha ribadito la necessità di misure efficaci per migliorare le condizioni economiche e sociali dei Popoli indigeni, soprattutto per anziani, donne, bambini, giovani e persone con disabilità. Pertanto i governi sono chiamati a rimuovere le barriere culturali, economiche, linguistiche e informative che ostacolano l’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità.

Cure rispettose delle culture indigene

Accanto al tema dell’accesso alle cure, la Santa Sede ha insistito sulla necessità di un’assistenza sanitaria culturalmente sensibile. L’imposizione di modelli sanitari che ignorano la dignità e i diritti dei popoli indigeni - afferma il documento - rischia di trasformarsi in “una nuova forma di colonizzazione”.

L’impatto dei conflitti armati

Ampio spazio è stato dedicato agli effetti devastanti delle guerre sulle comunità indigene. La Santa Sede osserva che, nelle situazioni di conflitto armato, i popoli indigeni sono particolarmente vulnerabili. La violenza, infatti, può portare alla distruzione delle infrastrutture sanitarie, allo sfollamento delle famiglie, all’esposizione a traumi, malattie infettive e malnutrizione. Da qui il richiamo netto al rispetto rigoroso del diritto internazionale umanitario e la condanna degli attacchi deliberati contro le popolazioni civili, compresi gli ostacoli agli aiuti umanitari.

Il richiamo di Papa Leone XIV

Nella parte conclusiva dell’intervento, la Santa Sede cita Papa Leone XIV, che nel Messaggio per il Giubileo dei popoli indigeni aveva affermato: “Nell’assemblea delle nazioni, i popoli indigeni devono poter presentare la propria ricchezza umana, culturale e cristiana, con coraggio e libertà”. L’auspicio espresso davanti al Forum è che l’appuntamento delle Nazioni Unite contribuisca a promuovere azioni concrete capaci di onorare la dignità donata da Dio a ogni persona e di favorire il bene comune.

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22 aprile 2026, 11:40