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Specola, il telescopio vaticano accessibile agli studenti delle università gesuite

Il “Vatican Advanced Technology Telescope” (VATT), situato sul Monte Graham in Arizona, negli Stati Uniti, ha di recente completato la robotizzazione e automazione, rendendo possibile il suo utilizzo da remoto. Il risultato è stato reso possibile da una donazione della “Thomas Lord Charitable Trust”

Vatican News

La Specola Vaticana rende disponibile il suo telescopio principale agli studenti delle università gesuite. Recentemente, la Specola ha completato con successo la robotizzazione e automazione del suo “Vatican Advanced Technology Telescope” (VATT), situato sul Monte Graham in Arizona (USA). Questo risultato è stato possibile grazie alla generosità della “Thomas Lord Charitable Trust”. Ciò significa, tra le altre cose, che gli astronomi possono ora utilizzare il telescopio da remoto, senza dover essere fisicamente presenti sulla montagna. Gli astronomi della Specola Vaticana stanno già sfruttando queste nuove capacità. Il nuovo sistema di automazione (chiamato “Don”, in memoria di Don Alstadt della Thomas Lord Charitable Trust) consente anche ad altri di utilizzare il VATT da remoto.

L'incontro a Castel Gandolfo

Durante i lavori sul sistema “Don” nel 2024, Kim Bepler visitò per la prima volta la Specola Vaticana a Castel Gandolfo come parte di una delegazione della Fordham University. In seguito, ha offerto un finanziamento per permettere agli studenti delle università gesuite di utilizzare il VATT a distanza. Bepler sostiene diverse iniziative gesuite. Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione della Fordham University e ha sostenuto generosamente la Scuola Estiva del 2025 della Specola Vaticana. A gennaio, un incontro tra Bepler, il direttore della Specola Vaticana Richard D’Souza, e il presidente della Vatican Observatory Foundation Guy Consolmagno, ha portato allo sviluppo di un programma per collegare il VATT a Castel Gandolfo e, più in generale, per permetterne l’uso da parte delle università gesuite di tutto il mondo, in particolare quelle che altrimenti non avrebbero accesso a un telescopio di ricerca avanzato. Per avviare il progetto, Bepler ha offerto un generoso contributo in onore del Reverendo Joseph (“Joe”) M. McShane, presidente emerito della Fordham University e membro del Comitato per lo Sviluppo della Vatican Observatory Foundation.

Colmare un vuoto storico

Questa nuova iniziativa, chiamata “Jesuit Observatory Experience (JOE)”, porterà la potenza del VATT direttamente nelle aule delle università gesuite. Il programma è sviluppato da D’Souza e da altri astronomi della Specola Vaticana. Diverse università gesuite negli Stati Uniti parteciperanno a un progetto pilota questo autunno. Se il programma avrà successo, JOE sarà esteso a livello globale. JOE colmerà anche un vuoto storico. Un tempo le università gesuite gestivano regolarmente i propri osservatori. Tuttavia, la natura della ricerca astronomica è cambiata e l’inquinamento luminoso ha reso i cieli delle aree popolate troppo luminosi. Oggi la ricerca si svolge principalmente con grandi telescopi situati in luoghi remoti. JOE riporterà l’accesso a strumenti di ricerca astronomica nelle istituzioni gesuite come la Fordham. Il Prof. Robert Duffin di Fordham è uno dei docenti di astronomia (insieme a professori delle università di Creighton e La Moyne) che parteciperanno al progetto pilota autunnale. Il dipartimento di fisica e astronomia della Fordham è entusiasta del programma e, a marzo, il vicedirettore della Specola Vaticana Paul Gabor, ha accompagnato Duffin in una visita al VATT. Grazie alla generosità di Kim Bepler, della Thomas Lord Charitable Trust e di tutti coloro che sostengono la Specola Vaticana attraverso la Vatican Observatory Foundation, il programma JOE permetterà al VATT di servire una nuova e più ampia parte della Chiesa cattolica e della comunità astronomica, restituendo alle università gesuite l’accesso a un osservatorio astronomico di ricerca.

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20 aprile 2026, 17:00