Al Santuario di Mamã Muxima, tra tende e rosari in attesa di Leone XIV

Nella vasta area intorno al piccolo luogo di culto risalente al XVII, dove la Vergine è venerata con il nome di Madre del Cuore, come la chiamano gli angolani in lingua kimbundu, giovani e adulti da qualche giorno si sono accampati per aspettare il Pontefice e prendere parte alla preghiera mariana. Gioie esperanze di migliaia di fedeli, entusiasti di potersi raccogliere con il Papa

Tiziana Campisi – Inviata a Luanda

Muxima si raggiunge dopo oltre due ore di viaggio da Luanda, quando lungo la strada si diradano abitazioni e baracche e il paesaggio cambia e si ammirano baobab ed euforbie nel verde intenso della vegetazione che diventa sempre più fitta. Poi d’improvviso si apre un’ampia radura brulla. Qui già migliaia di ragazzi e giovani, ma anche adulti, donne soprattutto, si sono accampati per aspettare il Papa, che oggi pomeriggio, 19 aprile, verrà al Santuario di Mamã Muxima per la preghiera del Rosario. Sorprende la distesa variopinta di tende da campeggio, piccole, esposte al sole caldissimo, che non scalfisce nessuno. Tutti sono alle prese con il montaggio dei loro ripari, predispongono giacigli, allestiscono angoli per cucinare, in un clima di gioia e allegria, in fibrillazione, perché qui passerà Leone XIV per giungere nell’antico luogo di culto, che compare alla vista solo scendendo verso le sponde del fiume Kwanza. Nel cantiere che sta realizzando la grande Basilica promessa dal governo angolano nel 1992 a Giovanni Paolo II durante la visita nel Paese, appare ancora più piccolo, mentre gru, escavatrici e impalcature occupano la vasta area intorno. I lavori dovrebbero essere ultimati nel 2027, e nella nuova chiesa ci saranno 4.600 posti a sedere e un piazzale per 200 mila pellegrini.

Le tende da campeggio dove i fedeli attendono l'arrivo del Papa
Le tende da campeggio dove i fedeli attendono l'arrivo del Papa

La storia del santuario

Nel Santuario di Mamã Muxima costruito dai portoghesi, in stile coloniale, insieme ad una piccola fortezza sulla riva sinistra del più grande corso d’acqua dell’Angola, nel XVII secolo, si venera l’Immacolata Concezione, ma per tutti gli angolani è Mamã Muxima, la Madre del Cuore, nella lingua Kimbundu, una delle più parlate nel nord del Paese. Era un piccolo snodo commerciale e nella chiesetta venivano battezzati gli schiavi prima di essere condotti verso la costa, dove iniziavano il loro viaggio senza ritorno verso il continente americano. Nel tempo la devozione nelle popolazioni indigene è cresciuta, anche per il diffondersi delle voci di eventi prodigiosi attribuiti alla Vergine invocata come Mamã Muxima. Oggi il santuario mariano, dichiarato monumento nazionale nel 1924, è il più caro alla pietà popolare angolana. Da tutta l'Angola affluiscono pellegrini, che chiedono grazie, guarigioni, riconciliazione in famiglia, pace interiore, protezione dai pericoli della vita e rimangono per più giorni vicini alla Madre del Cuore, accampandosi nelle vicinanze del Santuario e sopportando anche disagi, come prova di affetto verso di lei. E c’è anche chi omaggia con fede Maria percorrendo in ginocchio la spianata adiacente al luogo di culto.

Una veduta del Santuario di Mamã Muxima
Una veduta del Santuario di Mamã Muxima

Un luogo caro agli angolani

"Questo è un luogo molto importante per gli angolani; la storia di questo santuario è intrecciata con quella del Paese", spiega padre Alberto Mpindi Lubanzadio, rettore del Santuario. "La Vergine di Muxima si è presa cura degli angolani; si è presa cura di noi quando il nostro Paese era in guerra – continua il religioso - l’Angola ha vissuto una terribile guerra civile e ora vive in pace; tuttavia c'è ancora del lavoro da fare per la riconciliazione”. Ma gli angolani “sanno perdonare il passato e ricominciare”, prosegue il rettore, “e dove c'è una minaccia, vedono un'opportunità. Sono riusciti a trovare Dio” attraverso Mamã Muxima, che intercede per il popolo qui dove gli africani perdevano la libertà. “Questo oscuro passato di schiavitù e occupazione straniera è ormai alle nostre spalle - sottolinea padre Mpindi Lubanzadio - e oggi Muxima è un luogo di pace”.

La Mamã Muxima
La Mamã Muxima

Le speranze e le attese dei pellegrini

Nell’improvvisato campo di tende che crescono di ora in ora sulla terra rossa, Marcellina João Monteiro è contenta perché “Papa Leone arriverà presto". Spera “che l'Angola conosca la pace e la felicità, che i suoi leader abbiano amore per il popolo sofferente”, che il Papa illumini i cuori e le menti e che ci sia più attenzione per quanti soffrono in tutto il mondo. Poco più avanti, Pedro Juvenil sta piantando la sua canadese. Ogni anno viene a Muxima per il pellegrinaggio nazionale ed è convinto che il Papa “porterà un messaggio di fede e di speranza” e che il suo messaggio "cambierà molte cose di cui abbiamo bisogno qui in Angola”. Auspica che migliorino in particolare “i servizi sociali e le strutture sanitarie di base”. Teresa Neto è venuta a Muxima per ricevere la benedizione di Leone XIV. Come lei, anche Laura Ngula, è arrivata qui "per vedere il nostro Papa, il nostro vescovo”. Entusiaste pure due studentesse dell'Università Cattolica dell'Angola, che amano partecipare ai pellegrinaggi e negli eventi importanti come questo, offrono il loro aiuto come possono. Insomma, migliaia di angolani stanno vegliando a Muxima per l’arrivo del Papa: con lui vogliono chiedere l’intercessione della Madre del Cuore perché nel mondo ci sia pace.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Photogallery

Il santuario di Mamã Muxima e l'area del raduno dei pellegrini in attesa di Leone XIV
19 aprile 2026, 08:00