La papamobile negli Usa: viaggio di solidarietà per i bimbi vittime di guerra
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
“La carità, asse portante della vita cristiana, non deve restare nella teoria, ma deve realizzarsi nell'azione, diventare servizio”. Le parole dell’Elemosiniere, monsignor Luis Marín de San Martín, ben spiegano il senso di questa nuova iniziativa del Dicastero per il Servizio della Carità che opera da sempre su mandato del Papa.
Ieri, 28 aprile, lo stesso Prefetto ha consegnato nelle mani della presidente dell’organizzazione caritativa statunitense “Cross Catholic Outreach”, Michele Sagarino, le chiavi della papamobile. Proprio stamani, la presidente ha potuto salutare Papa Leone al termine dell’udienza generale, descrivendo la realtà dell’organizzazione che in passato ha aiutato anche la diocesi di Chiclayo. Il passaggio ha segnato di fatto l’inizio di “American Catholic Heroes: The Road Trip for Hope”, un viaggio attraverso gli Stati Uniti, circa 3.700 miglia da New York alla California per sostenere i bambini e le persone vulnerabili che sulla loro pelle vivono le conseguenze delle guerre ma anche per creare delle occasioni di preghiera. La stessa organizzazione poi provvederà ad organizzare, promuovere e gestire un’importante asta di beneficenza negli Usa, il cui ricavato andrà alle opere di carità del Dicastero.
Solidarietà ed evangelizzazione
L’iniziativa della consegna della papamobile ha, secondo monsignor Luis Marín de San Martín, un valore sociale in termini di solidarietà verso chi ha più bisogno e serve anche a “rafforzare i legami con il Santo Padre e promuovere l'evangelizzazione”. “Sono grato a Cross Catholic Outreach – afferma l’Elemosiniere – che da tempo collabora con il Dicastero per il Servizio della Carità, sostenendolo generosamente”. L’attività di questa organizzazione caritativa, nata quasi 25 anni fa, si estende in varie parti del mondo intervenendo, solo nel 2024, in 32 Paesi tra questi Malawi, Zambia, Haiti, sostenendo 279 progetti, investendo in programmi per la salute, l’agricoltura, fornendo cibo, acqua, educazione scolastica e soprattutto sostegno spirituale.
“Hopemobile”
La papamobile, fanno sapere gli organizzatori dell’iniziativa, diventerà così sulle strade degli Stati Uniti una “Hopemobile”, un’auto della speranza, perché va incontro a chi soffre. L'iniziativa, che si svolgerà tra giugno e luglio 2026, è in concomitanza con l’importante anniversario dei 250 anni dalla firma della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti sottoscritta nel 1776. Toccherà 13 città come New York e Washington, sosterà in luoghi come Notre Dame e St. Louis, spingendosi fino al sud-ovest e alla California.
L’operazione è stata voluta ed autorizzata in passato da Papa Francesco per destinare il ricavato ai poveri ma in modo particolare ai bambini vittime di guerre in tutto il mondo. “La santità cristiana – ha scritto Papa Leone nella Dilexi te, Esortazione Apostica sull’amore verso i poveri - spesso fiorisce nei luoghi più dimenticati e feriti dell’umanità. I più poveri tra i poveri occupano un posto speciale nel cuore di Dio. Sono i prediletti del Vangelo, gli eredi del Regno. È in loro che Cristo continua a soffrire e a risorgere. È in loro che la Chiesa ritrova la chiamata a mostrare la sua realtà più autentica”. È il mandato che il Dicastero per il Servizio alla Carità porta avanti sempre con grande dedizione.
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