Cerca

La celebrazione ecumenica per la pace a Roma La celebrazione ecumenica per la pace a Roma

Medz Yeghern, Koch: il sangue dei martiri cristiani armeni sia seme di unità futura

Il cardinale prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani invia un messaggio per la celebrazione ecumenica per la pace nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola, in occasione dell’anniversario del “Grande Male”, che ricorre il 24 aprile. Nel suo intervento avverte che la persecuzione dei cristiani "non solo non si è fermata", ma in alcune parti del mondo si è intensificata

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Il sangue dei martiri armeni – testimonianza di una persecuzione ai danni di tutta la comunità cristiana che, oggi, “non solo non si è fermata, ma si è addirittura intensificata in alcune parti del mondo” – possa diventare il seme “dell’unità futura dell’unico Corpo di Cristo, lacerato da tante divisioni”. È questo l’auspicio espresso dal cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, in un messaggio letto questa sera, 23 aprile, inviato per la celebrazione ecumenica per la pace nel mondo presso la Basilica di San Bartolomeo all’Isola, a Roma, in occasione dell’anniversario del “Medz Yeghern” (Grande Male), che ricorre il 24 aprile. L’evento è stato promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Rappresentanza della Chiesa Armena presso la Santa Sede, con la partecipazione del Pontificio Collegio Armeno e dei Padri Mechitaristi di Venezia

Riconoscere le opere virtuose nella Chiesa

Il messaggio di Koch si è aperto con una citazione del decreto sull’ecumenismo Unitatis redintegratio, che affermava come “riconoscere le ricchezze di Cristo e le opere virtuose nella vita degli altri, i quali rendono testimonianza a Cristo talora sino all’effusione del sangue, è cosa giusta e salutare”. Erano parole con le quali il Concilio Vaticano II non solo "si inchinava" davanti ai martiri di tutte le tradizioni cristiane, ma, come scritto nella costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen gentium, riconosceva con loro “una vera unione nello Spirito Santo”.


Il martirio, cuore pulsante del cristianesimo

Una convinzione che si rinnova nella commemorazione del “grande e sanguinoso martirio dei cristiani armeni all’inizio del secolo scorso”, ha scritto il cardinale, riprendendo l’etimologia greca del termine: “testimoni” che sono memoria di come il martirio non sia un “fenomeno marginale del cristianesimo”, ma piuttosto “il suo cuore pulsante, nel quale la Chiesa si identifica con Cristo, supremo Testimone dell’amore di Dio”.

Un momento della celebrazione ecumenica
Un momento della celebrazione ecumenica

L'attuale persecuzione dei cristiani

Il cardinale prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ha inserito i martiri armeni all'interno del “martirologio comune” di cui parlava Giovanni Paolo II, che unisce i cristiani al di là delle loro divisioni “in un vero ecumenismo del sangue”. Nonostante “la fine delle grandi dittature del XX secolo”, ha scritto il porporato, la persecuzione dei cristiani è diventata ancora più intensa in alcune parti del globo. Tuttavia, come la Chiesa primitiva era convinta che “il sangue dei martiri è seme di cristiani”, è auspicabile che il sacrificio di tanti “testimoni di oggi” diventi il preludio alla futura comunione “dell’unico Corpo di Cristo”, martoriato da numerose divisioni.

L'accompagnamento di chi ha dato la vita

L’auspicio finale del porporato è che i martiri possano accompagnare i cristiani “sul cammino verso la piena comunione, e possa il loro sangue avvicinare il giorno benedetto in cui berremo tutti dallo stesso calice di Salvezza”.

Un momento della celebrazione ecumenica
Un momento della celebrazione ecumenica

Impagliazzo: vivere la memoria alla luce della Pasqua

Alla celebrazione ecumenica è intervenuto anche il presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, che ha invitato a vivere la memoria del Grande Male alla luce della risurrezione di Gesù, specialmente nel tempo attuale di Pasqua. Un evento, quello tenutosi nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola, che ha rappresentato inoltre un'occasione di preghiera "per la pace oggi".

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

23 aprile 2026, 20:00