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L'illustrazione dell'accordo sulla protezione dei vulnerabili ad Aparecida L'illustrazione dell'accordo sulla protezione dei vulnerabili ad Aparecida 

In Brasile una nuova sinergia a tutela delle persone vulnerabili

Ad Aparecida, i vescovi e i religiosi del Brasile insieme alla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori hanno sottoscritto un impegno sul fronte degli abusi e per creare una cultura della trasparenza e della cura per i più deboli

Juliana Mastelini, Silvonei José – CNBB - Aparecida

La Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), la Conferenza dei Religiosi del Brasile (CRB) e la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori della Santa Sede hanno firmato ieri 21 aprile, ad Aparecida, un protocollo d'intenti e un impegno delle istituzioni per la promozione della cultura della protezione, della prevenzione e della cura della Chiesa in Brasile.

Il documento è stato firmato durante la 62ª Assemblea Generale della CNBB dal presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, monsignor Thibault Verny, dal presidente della CNBB, cardinale Jaime Spengler, e dalla presidente della CRB, suor Maria do Disterro Rocha Santos; con l’obiettivo di promuovere iniziative congiunte tra le istituzioni per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Il documento riconosce che la promozione di ambienti sicuri fa parte della missione evangelizzatrice della Chiesa e della sua cura pastorale, pertanto sostiene la necessità di costruire una cultura di prevenzione, protezione e cura.

Sette impegni

In base al protocollo firmato, articolato in sette clausole, le conferenze e la Pontificia Commissione si impegnano congiuntamente, tra l’altro, a promuovere e rafforzare processi permanenti di informazione pastorale, teologica e istituzionale nei vari ambiti della Chiesa; a incoraggiare la cooperazione tra diocesi, istituti, società e organismi ecclesiali, favorendo la comunione e la responsabilità nella missione; attuare buone pratiche istituzionali e pastorali che contribuiscano a creare un clima di relazioni sane e a promuovere la cultura della cura nella Chiesa e collaborare alla promozione di azioni preventive e formative per la protezione dei minori e delle persone vulnerabili, in linea con le indicazioni della Chiesa.

Presentazione della Pontificia Commissione

Prima della firma del protocollo, i rappresentanti della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori hanno illustrato ai vescovi la politica di protezione e assistenza negli ambienti ecclesiali. La Commissione, istituita nel 2014 da Papa Francesco, ha lo scopo di accompagnare le diocesi, gli organismi e le istituzioni ecclesiali di tutto il mondo e di proporre al Papa iniziative a tutela dei minori. Il presidente della Pontificia Commissione, monsignor Thibault Verny, ha sottolineato ai vescovi che affrontare la questione richiede umiltà e fraternità. «Umiltà perché non siamo qui per dare lezioni con aria di superiorità sulla prevenzione e sulla situazione degli abusi. Dobbiamo fare del nostro meglio, perché la questione è cruciale.  Fraternità perché desideriamo camminare con voi, fianco a fianco, e ascoltarvi», ha affermato il presidente della commissione.

Secondo il presule, uno dei principali ostacoli in questa lotta è considerarsi perfetti. Riconoscere la verità non è sempre facile, ma è il primo passo per mettersi in cammino. «Quando la Chiesa opera con la verità in aiuto alle vittime, annuncia la Buona Novella». Sottolineando che la prevenzione e l’assistenza alle persone vulnerabili sono un compito che spetta a tutti, il presidente ha offerto la disponibilità della Commissione Pontificia per i vescovi, affermando che la Chiesa del Brasile ha un ruolo profetico in questo ambito.

L’appello ai vescovi

Successivamente, il segretario, monsignor Luis Manuel Ali Herrera, ha presentato la storia e la missione della Commissione. Ha sottolineato che essa non funge da Tribunale ecclesiastico né da istituzione accademica, ma promuove iniziative di protezione con l’obiettivo di affiancare le diocesi nella prevenzione e nell’accompagnamento delle vittime. «La Commissione lavora a fianco delle conferenze che necessitano di sostegno». Claudia Giampietro, ufficiale della Pontificia Commissione per la Tutela, ha rivolto un appello ai vescovi, sottolineando che il contributo che essi offrono, in quanto pastori, nessuno altro lo può dare. «Voi conoscete il Brasile, questo Brasile che conta più cattolici di qualsiasi altro Paese al mondo, e lo conoscete in un modo che nessuno a Roma può eguagliare».

Nel suo intervento, ha poi invitato i vescovi al dialogo e a riflettere sul tema alla luce della realtà che vivono, conoscono e affrontano nelle loro diocesi. «La domanda che pongo non è semplicemente per dire come fare, ma come rendere più visibile ciò che già esiste. La visibilità, nel caso della prevenzione, non è una questione primaria, è un atto di giustizia per chi eventualmente ha bisogno di trovare una porta aperta.”

In ricordo di Papa Francesco

In occasione della firma del protocollo, il segretario generale della CNBB, monsignor Ricardo Hoeppers, ha ricordato l’anniversario della scomparsa di Papa Francesco, che si è tanto adoperato per la difesa dei più vulnerabili. «Nel ricordare Papa Francesco e nel firmare questo protocollo, possiamo rafforzare la speranza che egli ha lasciato nei nostri cuori: quella di essere una Chiesa per tutti, tutti, tutti».

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22 aprile 2026, 10:42