Felipe VI di Spagna assume il titolo di protocanonico di Santa Maria Maggiore
Lorena Pacho – Città del Vaticano
Il re di Spagna, Felipe VI, ha assunto questo venerdì il titolo di protocanonico del Capitolo della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, un onore riservato esclusivamente al capo di Stato spagnolo e che rafforza la relazione storica che il Paese ha mantenuto con questo tempio romano nel corso dei secoli. La cerimonia si è svolta secondo il protocollo previsto per questa occasione speciale: il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete della Basilica Papale, ha accolto i sovrani spagnoli all’ingresso della chiesa. Successivamente, il monarca è entrato solennemente all’interno.
Makrickas: un dono che attraversa il tempo
Dopo una lettura della Bibbia, il cardinale Makrickas ha pronunciato un discorso in cui ha sottolineato che il mantenimento del titolo di protocanonico da parte dei re di Spagna per oltre tre secoli “rinnova il legame singolare che unisce la nazione spagnola, la sua Corona e questo venerabile tempio mariano, il più antico dell’Occidente dedicato alla Santissima Madre di Dio”. Il porporato ha evidenziato che “la tradizione autentica non è immobilismo né ripetizione inerte, ma trasmissione viva di un dono che attraversa il tempo e si rinnova in ogni generazione, offrendo così un annuncio credibile. È memoria grata, responsabilità presente e apertura fiduciosa al futuro”.
Felipe VI: Papa Francesco faro etico per l’umanità
Successivamente ha preso la parola Felipe VI, che ha ringraziato il cardinale Makrickas e i membri del Capitolo per la loro ospitalità e per la dedizione con cui custodiscono “questo tesoro della cristianità e della cultura universale”. Il monarca ha ripercorso la storia del tempio romano e ha ricordato la “nevicata miracolosa”, ovvero la nevicata estiva che, secondo la leggenda, avvenne nell’agosto dell’anno 358 indicando il luogo esatto dove costruire la chiesa sul colle Esquilino.
Ha inoltre omaggiato la Cappella Paolina, dove si trova la “Salus Populi Romani”, Nostra Signora della Neve. “Alla sua protezione si affidava Papa Francesco all’inizio e alla fine di ogni viaggio apostolico, e sotto la sua protezione ha voluto che il suo corpo trovasse l’ultimo riposo”, ha ricordato il monarca. E ha continuato: “Il giorno della morte di Papa Francesco, ho sottolineato che il suo pontificato è stato un faro etico per l’umanità; un punto di riferimento per credenti e non credenti, per la sua vicinanza, saggezza e compassione, soprattutto verso i più bisognosi”.
Re Felipe e l’udienza di Papa Leone
Il re Felipe VI, che questo venerdì, prima della cerimonia, è stato ricevuto in udienza da Papa Leone XIV, ha dichiarato che lui e la regina Letizia hanno percepito “la stessa sensibilità” nel successore di Francesco. “Abbiamo parlato del tempo che stiamo vivendo; di questi giorni in cui abbiamo bisogno di tanta chiarezza; chiarezza nelle azioni e nelle parole; chiarezza nel cuore e nella coscienza”, ha spiegato il monarca. Ha poi invitato a perseguire il bene comune: “Manteniamo la speranza, al di sopra della realtà che ci assale ogni giorno, che tutti, ciascuno nelle proprie circostanze e responsabilità, sappiamo essere per gli altri un piccolo faro di concordia, generosità e dedizione al bene comune”, ha detto il re, lanciando un messaggio di fraternità “contro l’egoismo e l’indifferenza”.
Successivamente è stato letto un estratto della bolla papale Hispaniarum fidelitas, promulgata da Papa Pio XII il 5 agosto 1953, che fa riferimento al titolo di Protocanonico onorario, e Sua Maestà è stata invitata a sedersi tra gli altri canonici, in un posto d’onore. Al termine della cerimonia, i sovrani hanno vissuto un momento di raccoglimento davanti alla tomba di Francesco, che ha scelto questa basilica come luogo di sepoltura.
Un legame storico tra la monarchia spagnola e la basilica
Come spiega in un’intervista ai media vaticani padre José Jaime Brosel Gavilá, rettore della Chiesa nazionale spagnola a Roma e canonico della Basilica di Santa Maria Maggiore, questo tempio riflette il lungo legame tra la Spagna e la Chiesa cattolica nel corso dei secoli. I rapporti tra il paese iberico e la basilica risalgono all’epoca dei Re Cattolici, che contribuirono con parte dell’oro proveniente dall’America alla decorazione dello storico soffitto a cassettoni, ancora oggi conservato. Il cardinale Rodrigo de Borja, che in seguito sarebbe diventato Papa Alessandro VI, fu arciprete della basilica durante la costruzione del soffitto. Un’altra figura importante è Margherita d’Austria, moglie di Filippo III, che donò il primo grande reliquiario del tempio, quello della Santa Culla. Inoltre, sant’Ignazio di Loyola vi celebrò la sua prima messa, nel Natale del 1538, rafforzando il legame spirituale con la Spagna.
Alle origini dell’Opera Pia di Spagna
Nel 1603 il Capitolo della basilica chiese la protezione del re spagnolo Filippo III. Più tardi, nel 1647, Filippo IV istituì una rendita annuale nota come “Opera Pia di Spagna”, una fondazione permanente a favore della basilica; come segno di riconoscenza, il Capitolo commissionò una statua del monarca in bronzo realizzata da Gian Lorenzo Bernini, che ancora oggi si trova nel portico del tempio. “Questa relazione è stata ulteriormente rafforzata con la bolla Hispaniarum fidelitas, promulgata da Papa Pio XII nel 1953”, sottolinea Brosel, evidenziando questo documento papale che ribadisce i legami storici di devozione tra la Spagna e la basilica. Il titolo di Protocanonico spetta automaticamente al re di Spagna dal momento della sua ascesa al trono, precisa Brosel, anche se in questo caso Felipe VI non ne aveva ancora preso possesso formalmente.
Tre Messe solenni all'anno per la Spagna
Il sacerdote spagnolo spiega inoltre che la basilica celebra ogni anno tre messe solenni per la prosperità del popolo spagnolo e del suo capo di Stato: il 30 maggio, giorno di San Ferdinando; il 15 agosto, festa dell’Assunzione; e l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione.
La più antica basilica mariana dell’Occidente
La Basilica di Santa Maria Maggiore è considerata la più antica basilica dell’Occidente dedicata alla Vergine Maria. Fu costruita nel V secolo, poco dopo il Concilio di Efeso del 431, in cui Maria fu proclamata ufficialmente Madre di Dio (Theotokos).
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