Cerca

Un'immagine di un memoriale contro la tratta degli schiavi in Benin Un'immagine di un memoriale contro la tratta degli schiavi in Benin  (AFP or licensors)

"No ad ogni forma di schiavitù e discriminazione", l'appello della Santa Sede all'Onu

L'intervento della missione permanente alle Nazioni Unite di New York: "Secondo il diritto internazionale, la schiavitù moderna costituisce un crimine contro l’umanità, quando commessa nell’ambito di un attacco diffuso diretto contro una popolazione civile"

Vatican News

Nella Giornata internazionale di commemorazione delle vittime della schiavitù e della tratta transatlantica degli schiavi — durante la quale l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione proposta dal Ghana per riconoscere la schiavitù transatlantica come il «crimine più grave contro l’umanità» e per chiedere riparazioni — la missione permanente della Santa Sede all’Onu di New York ha rinnovato un appello forte alla memoria, alla verità storica e alla responsabilità giuridica.

Impegno concreto per la verità

«Secondo il diritto internazionale — osserva la missione permanente — la schiavitù moderna costituisce un crimine contro l’umanità, quando commessa nell’ambito di un attacco diffuso diretto contro una popolazione civile». Una condanna, dunque, netta e inequivocabile della schiavitù, non solo come fenomeno storico ma anche nelle sue forme contemporanee, ancora diffuse in diverse aree del mondo. Il richiamo alla memoria, sottolinea la Santa Sede, non è un esercizio puramente commemorativo: esso implica un impegno concreto da parte degli Stati a difendere la verità dei fatti e a garantire che le responsabilità siano riconosciute e perseguite. Di qui, il riferimento alle parole di Papa Leone XIV, che ha ribadito come fin dai tempi apostolici, la Chiesa ha visto nella liberazione degli oppressi un segno del Regno di Dio. 

Promuovere i diritti

«La Santa Sede sostiene che la promozione dei diritti debba essere rafforzata anche dal riconoscimento culturale e sociale delle persone e delle comunità afrodiscendenti, il che implica la valorizzazione della loro identità e della loro storia» ha affermato monsignor Juan Antonio Cruz Serrano, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione degli Stati americani (Osa), durante la riunione speciale del Consiglio permanente, nel contesto della IX Settimana interamericana delle persone afrodiscendenti nelle Americhe. 

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

26 marzo 2026, 12:10