Smartphone e intelligenza artificiale Smartphone e intelligenza artificiale  (ANSA)

La Santa Sede: educare a riconoscere i rischi di pregiudizi razziali nell'IA

In una dichiarazione alla riunione commemorativa per i 60 anni della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, la Delegazione della Santa Sede alle Nazioni Unite chiede un rafforzamento dell’alfabetizzazione digitale, per promuovere la consapevolezza di “come gli algoritmi possano influenzare le percezioni e incidere sulla dignità umana”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

La piaga della discriminazione “fondata su errate supposizioni di superiorità razziale”, opera oggi anche nell’ambito digitale, con modelli di intelligenza artificiale che possono riprodurre “stereotipi e pregiudizi presenti nei dati sui cui si basano”. Partendo dall’analisi di Papa Leone nel suo Messaggio per la 60.ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, la Delegazione della Santa Sede alle Nazioni Unite, in una dichiarazione alla riunione commemorativa per i 60 anni della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, tenuta ieri, 23 marzo, a New York, chiede “un rafforzamento degli sforzi educativi, in particolare nel campo dell’alfabetizzazione digitale, affinché si promuova la consapevolezza di come gli algoritmi possano influenzare le percezioni e incidere sulla dignità umana”.

Contro il razzismo, riconoscere la dignità di ogni individuo

La Santa Sede ribadisce la sua “piena e ferma condanna del razzismo e della discriminazione razziale in tutte le loro forme”. E segnala che a 60 anni dalla proclamazione di questa ricorrenza, la persistenza del razzismo “trae forza dalla mancanza di riconoscimento del fatto che la dignità intrinseca di ogni individuo non dipende dall’utilità o dalle circostanze”. E se, a prima vista, il razzismo “sembra continuare a manifestarsi come discriminazione fondata su errate supposizioni di superiorità razziale”, a livello più profondo, questa piaga opera attraverso meccanismi più sottili e complessi, come quelli presenti in ambito digitale.

Politiche e pratiche a difesa dei diritti di tutti

Attraverso i modelli di intelligenza artificiale, “plasmati dalla visione del mondo di coloro che li costruiscono”, denuncia il Papa, si possono imporre pregiudizi come quelli razziali. Alla luce di queste sfide, conclude al Santa Sede, non è sufficiente mobilitare la volontà politica, “se non è accompagnata da un autentico impegno a riconoscere l’uguale dignità e i diritti di ogni persona”. Come ha affermato Leone XIV nel suo discorso ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede di quest’anno “gli esseri umani sono creati a immagine e somiglianza di Dio, che, chiamandoli all’esistenza per amore, li ha allo stesso tempo chiamati ad amare”. Allora tradurre questa convinzione in politiche e pratiche “può indebolire le radici del razzismo e rafforzare i legami della nostra famiglia globale”.

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24 marzo 2026, 12:35