Alla Lateranense convegno sulla custodia del Creato nell’era dell’IA
Vatican News
Le ricadute dell’intelligenza artificiale su qualsiasi ambito della vita e delle attività umane si moltiplicano a velocità algoritmica e interrogano con sempre maggiore insistenza anche l’orizzonte della fede. In particolare “nel passaggio d’epoca segnato dalla crisi ecologica e dalla rivoluzione digitale, la domanda sul creato torna ad essere una domanda sull’umano: sui suoi limiti, sulle sue responsabilità, sul suo futuro”. Lo scrivono gli organizzatori del quinto Convegno Multidisciplinare Salus Hominis che l’Università Lateranense ospita il 12 e il 13 marzo prossimi.
Criteri condivisibili di ecologia integrale
Si tratta di un confronto accademico che intende mettere in relazione teologia della creazione, ecologia e intelligenza artificiale, in cui “discipline diverse - si legge in un comunicato - si interrogano su ciò che oggi plasma l’esperienza del mondo: le tecnologie intelligenti, i nuovi ecosistemi informativi, le forme di potere e di decisione che esse abilitano, le conseguenze culturali e ambientali che ne derivano”. Il titolo “La creazione gene in attesa” è tratto da un passaggio della Lettera ai Romani e in “questa cornice - si sottolinea - la tradizione biblica e patristica non è evocata come ornamento, ma come chiave ermeneutica per leggere il presente e orientare il futuro”. Analogamente anche i tre verbi del sottotitolo - “Custodire, abitare, trasfigurare il creato nell’era dell’Intelligenza Artificiale” - “aprono un percorso che attraversa la riflessione teologico-filosofica e si misura con le questioni emergenti dell’IA (algoritmi, informazione, responsabilità), per elaborare criteri condivisibili di ecologia integrale, dove la giustizia per le persone e per i territori incontra un orizzonte di speranza”.
I temi dei lavori
Il convegno - che, affermano gli organizzatori, “riconosce al simbolico e all’artistico - in dialogo con l’estetica del creato e la musica - un ruolo decisivo nell’elaborazione culturale di visioni del mondo e criteri di responsabilità” - si articola in quattro sessioni, “Fondamenti teologico-filosofici della creazione nella storia della salvezza”, “Ecologia, tecnologia e nuovi immaginari culturali nell’era digitale”, “Giustizia, diritto e tutela del creato”, “Dal locale al globale: sensibilità e prospettive internazionali”. A intervenire ai lavori sono studiosi di area biblica, teologica, filosofica, giuridica ed estetica “per una riflessione interdisciplinare sul tema della creazione, della crisi ecologica e delle responsabilità antropologiche, morali e culturali del nostro tempo”.
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