Global Alliance, dal Borgo Laudato si' una alleanza per l'ecologia integrale
Gianmarco Murroni - Città del Vaticano
I raggi del sole, filtrati dai rami di maestosi lecci e olivi che dominano l’area, illuminano i prati su cui iniziano ad affacciarsi i primi timidi fiori di campo, mentre il silenzio di quella natura viene interrotto dal canto di uccelli e dai richiami di asini e cavalli. Uno squarcio di primavera si apre a Castel Gandolfo nel quadro di un inverno che si avvicina alla sua conclusione: così il Borgo Laudato si’ ha accolto rappresentanti di università internazionali ed esponenti delle principali organizzazioni mondiali impegnate nella lotta alla crisi climatica per l’evento Global Alliance, organizzato per le giornate del 9 e 10 marzo dal Centro di Alta Formazione Laudato si’ e dall'Università di Notre Dame. “Abbiamo avuto circa 90 rappresentanti di 60 università del mondo, molte di queste cattoliche, e altri centri di ricerca sulla Laudato si’. C'è un entusiasmo generale per quanto riguarda quello che è stato condiviso”, è il bilancio del cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di Alta formazione Laudato si’, al termine della due giorni di confronto e riflessione con l'obiettivo di costruire un approccio integrato alla sostenibilità.
L’eredità della Laudato si’
“Il primo giorno è stato una ricchezza enorme di contenuti, le università e i centri di studi hanno esposto quello a cui stanno già lavorando per conto delle loro istituzioni, avviando delle piste di ricerca interessantissime che partono dalle scienze applicate, vanno poi alla filosofia, antropologia, scienze umane fino alla teologia. Approfondimenti che partono da testi importanti della Laudato si’, quasi completando quella che è stata un po' l'eredità che Papa Francesco ci ha lasciato, affidandoci il compito di continuare a lavorare per la conversione ecologica - spiega il cardinale Baggio - Questo entusiasmo, ovviamente, adesso deve essere plasmato in obiettivi chiari tramite lavori di gruppo che proseguiranno poi anche dopo questa conferenza. Un processo di collaborazione che vogliamo avviare tra i vari centri di ricerca e le istituzioni”.
Il futuro del mondo
Le varie conferenze, partendo dall’ambiente, si sono poi sviluppate affrontando temi come la finanza climatica, la cancellazione del debito pubblico o il neocolonialismo, tematiche apparentemente distanti dal concetto di cura del creato ma che in realtà non lo sono affatto, “innanzitutto perché fanno parte comunque di quella che è l'eredità della Laudato si’ che non è solo un'Enciclica ecologica, ma è un testo che riguarda anche la giustizia sociale, la finanza, il cambiamento economico necessario, le cui indicazioni erano già contenute nella Evangelii gaudium, il primo documento di Papa Francesco. Queste sono una serie di sfide che ci insegnano che tutto è interconnesso. Non è possibile parlare di ecologia senza parlare di finanza, non è possibile parlare di finanza senza parlare di antropologia, di demografia, di scienze umane, di sociologia. Non è possibile parlare di tutte queste discipline senza guardare al futuro del mondo e quindi al settore privato, a quello che è il commercio, i mercati, gli investimenti che devono essere fatti e ritornando, ancora una volta, su quella che è la responsabilità di ciascuno di noi anche nelle piccole cose per attuare la custodia del creato”.
Testimoni di ecologia integrale
Un confronto per pensare tutti insieme a delle soluzioni efficaci per i problemi del pianeta, ma che a un certo punto, dalla bellezza e dall’armonia del Borgo Laudato si’, è sembrato dare risposte piuttosto che cercarle: “In questo senso, il segno che ha voluto Papa Francesco che si chiama Borgo Laudato sì, questo spazio in cui cerchiamo di mettere in pratica i principi dell’Enciclica, è stato di fatto ispiratore. Sono state tante le domande poste dai partecipanti, tra cui come poter replicare alcune delle pratiche che abbiamo già messo in atto e stiamo mettendo in atto in questi giorni proprio nel Borgo. C'è molto interesse perché tutte le nostre istituzioni, le nostre università cattoliche, gli altri centri di ricerca possono fare delle trasformazioni al proprio interno, nelle strutture, nei modi di fare, diventando testimoni proprio dell'ecologia integrale”.
Restaurazione delle relazioni
Chiaramente, lo sguardo è anche rivolto al mondo, a ciò che sta accadendo nel pianeta da un punto di vista ambientale, ma anche a livello umano con le tante guerre che stanno affliggendo il mondo. Anche qui, la natura del Borgo Laudato si’ indica ancora una volta la strada giusta da seguire: “Non ci possiamo dimenticare che tutto nasce dal concetto di creazione da parte di Dio, con un piano originale che in qualche modo gli esseri umani hanno rovinato, il nostro peccato originale. Alla fine tutta la storia della salvezza è nient'altro che la restaurazione di un rapporto armonico che noi abbiamo perso con Dio, con noi stessi, con gli altri esseri umani e con il resto della creazione. Ed è proprio questo lo sforzo che viene identificato come ecologia integrale, la restaurazione di queste relazioni che in qualche modo si sono perse. Noi impariamo dalla natura, in cui esiste ancora un concetto di armonia e di adattamento al suo interno che cerca sempre di restaurare quella armonia iniziale perché fa parte del progetto originario. A questo punto, ci rendiamo conto che nel mondo siamo praticamente gli unici esseri viventi che stanno rovinando questa armonia, invece di aiutarla”.
Promuovere processi di cura del creato
Si chiude, dunque, l’evento Global Alliance, ma da dove riparte il Borgo Laudato si' da domani? “Noi saremo di nuovo al lavoro perché durante questo evento abbiamo ricevuto dai partecipanti un sacco di indicazioni. Avremo la responsabilità di continuare a organizzare questo processo che si mette in moto adesso con le università che sono state qui presenti e con altre che, a causa dei conflitti di cui parlavamo prima, non hanno potuto partecipare fisicamente. Ora cominceremo con loro dei processi che saranno locali, regionali e globali e che porteranno sicuramente alla strutturazione di nuovi programmi educativi che parleranno di ecologia integrale, a nuove ricerche che ci faranno conoscere meglio gli impatti di quello che sta succedendo oggi, a nuove linee di coscientizzazione da parte della popolazione attraverso gli strumenti che verranno generati. Il Borgo e il Centro di Alta formazione Laudato si’, in questo caso, avranno l'onere e la responsabilità di continuare a promuovere tutti questi processi”.
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