Global Alliance, al Borgo Laudato si' insieme per il futuro del pianeta
Gianmarco Murroni - Città del Vaticano
Un’alleanza per sostenere l’ecologia integrale e la sostenibilità globale: è quella promossa dal Centro di Alta Formazione Laudato si’ e dall'Università di Notre Dame. Nella giornata di oggi, 9 marzo, rappresentanti di oltre 60 università di Europa, Asia, America e Africa, ed esponenti delle principali organizzazioni internazionali impegnate nella lotta alla crisi climatica si sono riuniti al Borgo Laudato si’ per due giorni di confronto, riflessione e scambio di esperienze nell’ottica di costruire un approccio integrato alla sostenibilità, basato sui principi dell’enciclica Laudato si’ e della Dottrina Sociale della Chiesa. La Global Alliance nasce con l’obiettivo di connettere università, centri di ricerca, comunità e istituzioni impegnate nella promozione di pratiche sostenibili, valorizzando le sinergie tra ricerca, educazione e azione comunitaria. La rete intende creare un’infrastruttura condivisa capace di amplificare l’impatto globale dell’ecologia integrale, unendo fede, scienza e giustizia sociale, per contrastare così degrado ambientale, disuguaglianze e ingiustizie ecologiche.
Alleanza per l’ecologia integrale
“Sono passati alcuni mesi, ma nel frattempo abbiamo lavorato tanto: proprio da settembre in avanti abbiamo cercato di mappare tutti quei centri studi, quelle università nel mondo cattolico, che sono interessate agli approfondimenti interdisciplinari sulla Laudato si’. Qui abbiamo 60 università che, rappresentando oltre 400 istituzioni, hanno prodotto degli studi e stiamo cercando in questi giorni di mettere insieme tutta la conoscenza che abbiamo prodotto”. Lo racconta il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di alta formazione Laudato si’, secondo cui il progetto mira a tradurre l’enciclica sociale di Papa Francesco in contenuti pratici: “La conversione ecologica che la Laudato si’ promuove è ancora lontana e ci accorgiamo che il mondo sembra andare in un'altra direzione. Ecco, speriamo che con il nostro piccolo contributo riusciremo di nuovo a sollevare questa grande necessità: dobbiamo convertirci all'ecologia integrale”. Come rispondere, dunque, a questa sfida? “Abbiamo bisogno di un'alleanza dove possiamo lavorare tutti insieme. Abbiamo bisogno di molto: non solo la conoscenza, ma anche produrre e disseminare in tutto il mondo”.
Segno tangibile di cambiamento
“È molto bello essere qui, immersi nella natura, sentendo i suoi profumi e parlare tutti insieme, con un gruppo internazionale di esperti, studiosi e persone che lavorano sul campo, di cosa si può fare per agire tutti insieme come cattolici perché la Laudato sì venga presa sul serio”. Suor Alessandra Smerilli, segretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale e membro del consiglio d’amministrazione del Caf Laudato sì, esprime la sua soddisfazione per i primi sei mesi ufficiali del progetto: “Papa Francesco aveva creato questo posto come un segno tangibile per far vedere che è possibile vivere secondo i principi della Laudato si' e quindi tutto il progetto, dalle costruzioni all'acqua, all'energia, alla produzione agricola, ma anche alla bellezza dei giardini e tutta la parte formativa ed educativa vuole comunicare questo”. Per suor Smerilli sono i desideri che “ci spingono a cambiare e qui, in questo posto, circondati da segni che ci dicono che si può vivere diversamente, emergono i desideri più profondi. Quello che mi auguro da questo incontro è che si vada via con grandi desideri, ma anche con grande voglia di metterli in pratica e di farlo insieme. Stiamo costruendo un'alleanza globale per la Laudato sì e non è poco: in un mondo dove ci sono tante divisioni, metterci tutti insieme per dire ‘possiamo farcela’ diventa fondamentale”.
Modello di riferimento
"Questi sono due giorni assolutamente incredibili, abbiamo l'opportunità di condividere con queste persone tutti i messaggi della Laudato si’, capire come si interpreta nel resto del mondo e cercare di fare una sintesi. Dal Borgo parte un modello che può essere di riferimento per tutto il mondo”, spiega l'ingegnere Antonino Errigo, segretario generale del Caf Laudato si’. Un modello, quello del Borgo, che si compone di tre pilastri fondamentali: “Innanzitutto l’educazione inclusiva; poi l’economia rigenerativa; infine, la sostenibilità ambientale. Oggi abbiamo la prima vera opportunità di diffondere questo modello e prendere anche delle idee che possano aiutarci a migliorare”. Il miglioramento riguarda anche le tecniche e le tecnologie messe a disposizione: “Iniziano a vedere un progresso nel nostro lavoro. Ad esempio, abbiamo finalizzato il piano fotovoltaico e il piano solare: nel Borgo è presente il primo edificio NZEB del Vaticano, ad altissima prestazione energetica. Stiamo anche finalizzando il sistema idrico con un impianto di irrigazione smart che raccoglie le acque piovane e purifica le acque nere. Tutto questo sarà al servizio dell'agricoltura che sarà sia tradizionale che rigenerativa”.
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