Zayed 2026: un premio alla pace, all’istruzione e all’aiuto umanitario
Vatican News
Le delegazioni della Repubblica di Armenia e della Repubblica dell’Azerbaigian hanno ricevuto oggi, mercoledì 4 febbraio, presso il “Founders Memorial” di Abu Dhabi, il Premio Zayed per la Fratellanza Umana 2026. La Commissione giudicante ha voluto riconoscere l’importanza dell’accordo di pace firmato dai due Paesi caucasici lo scorso 8 agosto 2025 a Washington, negli Stati Uniti. Hanno ricevuto il riconoscimento internazionale, creato nel 2019 e giunto alla settima edizione, anche l’attivista per l’istruzione delle ragazze afghane, Zarqa Yaftali, e l’organizzazione non-profit palestinese Taawon.
Un accordo di pace dopo decenni di conflitto
Ricevendo il premio a nome dell’Azerbaigian, il presidente Ilham Aliyev ha sottolineato il significato del riconoscimento, ricordando che porta il nome dello sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, padre fondatore degli Emirati Arabi Uniti, ed è sostenuto da Sua Santità Papa Leone XIV e dal Grande Imam di Al-Azhar, sceicco Ahmed Al-Tayeb.
Rievocando oltre tre decenni di conflitto tra Armenia e Azerbaigian, il presidente Aliyev ha affermato che gli ultimi sei mesi hanno segnato un nuovo capitolo per entrambi i Paesi caucasici. “Siamo stati in guerra per più di 30 anni. Ora viviamo in pace da sei mesi”, ha detto. “Stiamo imparando a vivere in pace. Posso dirvi che è una sensazione speciale”, ha aggiunto.
Il capo di Stato ha sottolineato inoltre che la pace è stata raggiunta grazie alla determinazione politica e al sostegno internazionale, aggiungendo che l’accordo può fungere da modello per altri. “Il nostro esempio dimostra che la pace è possibile nonostante conflitti duraturi, sofferenze e diffidenza. La pace è possibile quando c’è una forte volontà politica da entrambe le parti”, ha dichiarato.
Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha definito il premio “un grande onore”, osservando che è stato istituito in seguito allo storico Documento sulla Fratellanza Umana firmato congiuntamente da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar. Ha affermato che questo fatto simboleggia il sostegno dei mondi musulmano e cristiano alla pace tra Armenia e Azerbaigian. Sebbene il premio sia stato formalmente consegnato ai leader, il primo ministro Pashinyan ha sottolineato che appartiene ai popoli di entrambi i Paesi: “È davvero un risultato che appartiene a tutti i popoli”. Pashinyan ha infine dedicato il Premio "ad ogni armeno e azero che ha osato sperare nella pace, unico sollievo per tutti e la più grande forma di rispetto per le vittime”.
In difesa dell’istruzione delle ragazze afghane
Zarqa Yaftali è stata premiata per il suo impegno di lunga data nella difesa del diritto all’istruzione per le ragazze e le donne in Afghanistan. Nel suo discorso alla cerimonia, ha definito il premio “non solo un trionfo personale, ma una profonda responsabilità”. “Con umiltà”, ha dedicato poi l’onorificenza alle donne e alle ragazze afghane che continuano a lottare per i propri diritti: “Questo onore appartiene alle coraggiose donne dell’Afghanistan che, anche quando vengono private dei loro diritti più basilari, continuano ogni giorno a far sentire la propria voce con dignità, resilienza e coraggio", ha dichiarato l’attivista.
Yaftali ha ricordato che solo fino a pochi anni fa le ragazze frequentavano liberamente la scuola e le donne erano attive nella vita pubblica, anche nei settori dell’istruzione, dei media e della giustizia. “Oggi, la realtà si è ribaltata”, ha detto, descrivendo la sistematica privazione dei diritti delle donne come una situazione grave che “non deve mai essere accolta con il silenzio”.
Facendo riferimento poi alle dichiarazioni dello sceicco Ahmed Al-Tayeb, ha ricordato che impedire alle donne l’accesso all’istruzione contraddice l’insegnamento islamico: “La ricerca della conoscenza è per ogni persona, uomo e donna”, ha affermato, esprimendo apprezzamento per il sostegno morale offerto dai leader religiosi.
Guardando al futuro, Yaftali ha detto di immaginare un tempo “in cui ogni ragazza e ogni donna sia libera di imparare, di guidare e di occupare il suo giusto posto, non per concessione, ma per diritto”. Fino a quel giorno, ha concluso, resta una responsabilità condivisa “stare al loro fianco e non permettere che il loro silenzio diventi normalità”.
Servizio umanitario ad un milione di palestinesi
L’organizzazione palestinese no-profit Taawon è stata premiata per il suo lavoro umanitario e di sviluppo a favore di oltre un milione di palestinesi ogni anno in Cisgiordania, a Gaza e nei campi profughi in Libano. Attraverso i suoi programmi nei settori dell’istruzione, della sanità, della cultura e dello sviluppo comunitario, Taawon ha cercato di preservare la dignità umana e sostenere la resilienza, in un contesto di drammatiche difficoltà.
Il Premio Zayed per la Fratellanza Umana è un riconoscimento internazionale indipendente che onora persone e istituzioni di ogni provenienza impegnate a promuovere i valori della solidarietà, dell’integrità, dell’equità e della speranza. Nella Commissione giudicante, di livello internazionale, figura anche il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui