I tredici ospiti del podcast "Specchi" sull'Anno Santo. I tredici ospiti del podcast "Specchi" sull'Anno Santo.

“Specchi”, le storie e i volti che raccontano la speranza

Nel podcast, realizzato in occasione dell’Anno Santo, questa virtù prende forma e voce nelle scelte quotidiane di chi, nonostante tutto, continua a rialzarsi. Nelle tredici storie, segnate anche dalla malattia, dalla necessità di dover fuggire e dalla privazione della libertà, non mancano i momenti del dolore. Ma queste ferite sono sempre riscattate dal coraggio e dalla fede. Da una forza capace di rendere ogni caduta un passo possibile verso il futuro

Vatican News

Un viaggio tra gli eventi Anno Santo 2025, che si è chiuso lo scorso 6 gennaio, e attraverso 13 storie personali per scoprire la speranza giubilare riflessa nella vita. Si snoda attraverso questo duplice binario il percorso del podcast "Specchi", ritmato dalle parole di Francesco e Leone XIV e curato da Benedetta Capelli, Fabio Colagrande e Amedeo Lomonaco. Il racconto sonoro propone tredici biografie che non nascondono la fatica, la paura, le cadute. In nessuna di queste storie la speranza è stata una parola magica. È stata, piuttosto, una scelta: restare, rialzarsi, fidarsi, rimettersi in cammino.

La forza del ricordo

Il primo dei Giubilei tematici nel calendario dell'Anno Santo è stato quello dedicato alla comunicazione. Giustino Parisse, giornalista de “Il Centro” quotidiano d’Abruzzo, nel terremoto de L’Aquila del 2009 ha perso i figli e il padre. “Mi ha aiutato la fede, pur con i dubbi, e lo scrivere; poi anche, per certi versi, la forza che mi dà il ricordo dei miei figli”. Oggi continua a raccontare la sua terra per non farla morire tra le macerie dell’oblio.

Tra fragilità e poesia

A febbraio del 2025 a Roma si celebra il "Giubileo degli artisti e della cultura". A Sanremo, intanto, si apre la 75.ma edizione del Festival della canzone italiana. Tra gli artisti in gara c’è anche il cantautore Simone Cristicchi che partecipa alla kermesse con un brano, intitolato "Quando sarai piccola", che descrive il rapporto di amore tra una madre e suo figlio quando l'età e la malattia avanzano. "Io credo – spiega nel secondo episodio di Specchi - che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi in prima persona che dobbiamo salvare la bellezza".

Accanto agli ultimi

In occasione del Giubileo del mondo del volontariato, la testimonianza di Vincenzo Trapani Lombardo, medico ematologo, si riflette nell’impegno nell’Unitalsi e nel presidio medico di Arghillà, quartiere di Reggio Calabria nato negli anni '80 come zona residenziale e divenuto ben presto terra di nessuno, abbandonato all’incuria e all’illegalità. ““Sono andato a fare delle visite domiciliari in ambienti dove vivevano 8 persone in 10 metri quadrati, un bagno senza finestra. Io faccio le cose che posso fare nel mio piccolo”.

Accettare anche la sofferenza

Il quarto episodio del podcast "Specchi", in occasione del Giubileo degli ammalati, è un doppio pellegrinaggio: quello verso la Porta Santa e quello vissuto tra le corsie e i reparti degli ospedali. A compierlo, incrociando le proprie parole con i passi verso la Basilica di San Pietro, è Andrea Rustichelli, giornalista del Tg3. Sarebbe dovuto partire per recarsi in Ucraina come inviato ma si è ritrovato, invece, in un reparto d’ospedale. “Nelle varie traversie della vita ci sono anche le difficoltà, c'è anche la morte; la mia preghiera è indirizzata a questo, ad accettare la pienezza della vita in ogni fase, in ogni situazione”.

Andare avanti

Nell’intervista realizzata in vista del Giubileo dello Sport lo schermitore colombiano Amelio Castro Grueso, protagonista con il Team paralimpico dei rifugiati ai Giochi Olimpici di Parigi nel 2024, si è posto due grandi traguardi: vincere la medaglia d’oro e scrivere un libro per raccontare la sua storia ed essere così di aiuto per quanti vivono prove e sofferenze. Ha perso l’uso delle gambe a causa di un incidente stradale ma non la speranza. "Ho capito che la grazia di Dio comunque mi è stata sempre accanto”.

Far prendere aria all'anima

Nel sesto episodio di “Specchi”, il protagonista è Federico Azzaro, 35 anni, giornalista, poeta e scrittore affetto da tetraparesi spastica. L’occasione è il Giubileo delle persone con disabilità, celebrato a Roma nell’aprile 2025 in piena Sede Vacante dopo la morte, il 21 aprile del 2025, di Papa Francesco. “Sono qui per dire a chi la vita non sorride che c’è sempre una finestra di speranza: dovete solo aprirla e far prendere aria alla vostra anima”.

Mostrarsi in modo autentico

La storia dei una giovane ventenne di Reggio Emilia, Lucia Vecchi, è una voce che si salda con i temi del Giubileo dei missionari digitali e degli influencer cattolici e quello dedicato ai Giovani. “Io vedevo il mio profilo Instagram che era pieno di manichini, mi mettevo anche io molto in vetrina, come se dovessi mostrare una parte della vita perfetta. È necessario invece togliere questi schemi e avere anche il coraggio di farsi vedere per come si è, mostrando o la propria vita, mostrando un bene diverso, un amore più libero”.

Parole di carità

Il protagonista dell’ottavo episodio del podcast “Specchi” è fra Andrea Palmentura, carmelitano scalzo. Evangelizza con sobrietà e rigore, scrivendo post su Facebook che parlano di Vangelo e spiritualità. Racconta la sua esperienza durante il Giubileo dei missionari digitali. “Anche sui social - sottolinea - si combattono guerre inutili: la prima guerra è quella delle parole. Alla violenza verbale ho risposto con parole di carità”.

Conoscere la realtà

Nell’intervista realizzata in occasione del Giubileo dei migranti, si può ascoltare la testimonianza di Mor Amar, fuggito dalla Mauritania per motivi politici. È uno dei fondatori della cooperativa Sophia, un’impresa sociale che offre ai giovani migranti un accompagnamento sotto vari ambiti. “È importante prima di fare una scelta, prima di partire o di restare, conoscere bene la realtà - spiega - per i giovani è importante che, prima di partire, conoscano la realtà del Paese di destinazione”.

La Parola e la corsa

Per il Giubileo della vita consacrata, si ripercorre la storia di Francesca Villanova, Piccola Apostola della Carità, missionaria in Zambia. La sua passione per la corsa è diventata uno strumento di relazione e di annuncio: “Ho trovato più gente da catechizzare nella corsa che nella catechesi. Si diventa amici nella fatica di fare salite e discese”. “Ho vissuto storie non a lieto fine, ma dopo il non lieto fine c’è sempre stata tanta vita. La vita che ci ha promesso Cristo è abbondante, rigogliosa, piena”.

Rinascere per gli altri

In occasione del Giubileo del mondo del Lavoro, la voce in primo piano nel podcast “Specchi” è quella di Manuela Praticò, presidente della sezione Anmil di Reggio Emilia, che ha trasformato una tragedia sul lavoro in una testimonianza di speranza. Da quella ferita è nato un nuovo impegno. “Io credo infinitamente nella missione dell’Anmil... Se con la mia testimonianza riuscissi a salvare anche solo una persona, direi che ho già vinto la mia battaglia”.

Dagli abissi alla libertà

La testimonianza di Ciro si rispecchia in un percorso fatto di discese all’inferno delle dipendenze e di risalite provvisorie. Il suo è un cammino in cui non mancano cadute ma anche certezze via via più solide. “In fondo sono una bella persona”, afferma questo giovane oggi trentasettenne ripercorrendo la sua storia che è un riflesso nitido della speranza. Una delle voci più autentiche che scandiscono il Giubileo dei poveri.

Impastare il futuro

Per il Giubileo dei detenuti, è stata raccolta infine la testimonianza di Massimiliano Cirillo, ex detenuto oggi responsabile del panificio nella casa circondariale di Cuneo. Sottolinea che sfornare il pane è una grande emozione. "L’impasto non è tutti i giorni uguale. Poi, piano piano, quello che mi fa svegliare, mi fa andare tutti i giorni a lavorare, è far capire ai ragazzi che comunque c'è la vita, c'è speranza".

Cadere e rialzarsi

Negli ultimi due episodi, il 14.mo e il 15.mo, sono stati riproposti alcuni estratti di queste tredici storie legate ai Giubilei tematici e unite da unico filo rosso: la speranza che si riflette nelle vite di persone segnate da ferite profonde, cadute improvvise, inquietudini, domande irrisole. Storie illuminate anche, e soprattutto, dalla capacità di rialzarsi e di andare avanti con una speranza più forte di ostacoli apparentemente insormontabili. Dalla comunicazione all’arte, dal volontariato alla malattia, dallo sport alla disabilità.

La speranza non si ferma

Dall’universo dei giovani, a quello dei migranti, del lavoro. Dalla povertà alla detenzione. Questo è il viaggio compiuto attraverso “Specchi” lungo il solco dell’Anno Santo. Si chiude il filo narrativo del podcast ma ciò che ha raccontato continua. Continua ogni volta che qualcuno sceglie di non chiudersi nella rassegnazione. Ogni volta che una ferita diventa incontro. Ogni volta che una caduta diventa possibilità. E prosegue il cammino della speranza, nonostante i tormenti e le asperità che scuotono il mondo e la famiglia umana.
 

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06 febbraio 2026, 12:54