Leone XIV alla Messa del Mercoledì delle Ceneri Leone XIV alla Messa del Mercoledì delle Ceneri

Il nostro peccato e il peso di un mondo che brucia

L’omelia di Leone XIV alla Messa del Mercoledì delle Ceneri e la nostra responsabilità

Andrea Tornielli

“Come è raro trovare adulti che si ravvedono, persone, imprese e istituzioni che ammettono di avere sbagliato!” Le parole pronunciate da Papa Leone nell’omelia della Messa delle Ceneri fotografano una realtà del nostro tempo: viviamo circondati da persone, imprese e istituzioni di ogni livello che difficilmente ammettono di aver sbagliato. Noi facciamo un’enorme fatica ad ammettere di aver sbagliato e a chiedere perdono riconoscendo il nostro errore, i nostri errori. L’inizio della Quaresima è una grande occasione per i cristiani di riconoscersi peccatori, bisognosi di aiuto e di perdono, e colpisce come il Successore di Pietro abbia voluto sottolinearne la dimensione comunitaria: “La Chiesa esiste anche come profezia di comunità che riconoscono i propri peccati”. Invece di cercare sempre il nemico esterno, invece di guardare al mondo considerandoci sempre nel giusto e dalla parte giusta, siamo chiamati a un atteggiamento controcorrente e ad una “coraggiosa assunzione di responsabilità”, personale ma anche collettiva.

Perché è vero che il peccato “è personale”, come ha sottolineato il Papa. Ma è altrettanto vero – ha aggiunto riecheggiando l’enciclica Sollicitudo rei socialis di san Giovanni Paolo II – che esso “prende forma negli ambienti reali e virtuali che frequentiamo, negli atteggiamenti con cui reciprocamente ci condizioniamo, non di rado all’interno di vere e proprie ‘strutture di peccato’ di ordine economico, culturale, politico e persino religioso”.

Tra queste si potrebbero ad esempio iscrivere alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario che produce enormi squilibri e ingiustizie, definiti da Papa Francesco nella sua prima esortazione apostolica “un’economia che uccide”. O gli enormi interessi economici che muovono il grande mercato del riarmo, bisognoso di essere alimentato da conflitti permanenti.
Le ceneri sul capo di ciascuno e della comunità nel suo insieme ci invitano a sentire, ha detto ancora Leone XIV, “il peso di un mondo che brucia, di intere città disintegrate dalla guerra: le ceneri del diritto internazionale e della giustizia fra i popoli, le ceneri di interi ecosistemi e della concordia fra le persone, le ceneri del pensiero critico e di antiche sapienze locali, le ceneri di quel senso del sacro che abita in ogni creatura”.

Nell’intraprendere il cammino quaresimale è dunque importante questa con-partecipazione, nella coscienza che il peccato personale si amplifica e si cristallizza in “strutture di peccato”. È per questo che ricevendo la cenere sul capo siamo chiamati a un esame di coscienza sui nostri errori ma anche su quelli che si riverberano su larga scala. E dunque nel sentire il peso di un mondo che brucia possiamo chiederci, come comunità, come Paese, come Europa, come organizzazioni internazionali: abbiamo fatto tutto il possibile per porre fine alla tragica guerra in Ucraina, che ha avuto inizio con l’aggressione russa nel 2022? È stato fatto tutto il possibile per cercare soluzioni negoziate o l’unico vero obiettivo perseguito è oggi soltanto quello della folle corsa al riarmo? Come è stato possibile assistere, dopo l’attacco disumano perpetrato da Hamas contro gli israeliani, alla totale distruzione di Gaza con i suoi oltre settantamila morti? Perché non si è fatto nulla concretamente per porre fine alla strage? Com’è possibile accettare che vi siano Paesi dove la libera espressione della protesta popolare viene soffocata nel sangue con migliaia di vittime? E ancora, come è possibile accettare per quieto vivere o per appartenenze politiche, il perpetuarsi dell’ecatombe che avviene nel Mar Mediterraneo, con i migranti che vi affogano?
“Riconoscere i nostri peccati per convertirci – ha concluso il Papa - è già presagio e testimonianza di risurrezione: significa infatti non fermarci fra le ceneri, ma rialzarci e ricostruire”.

 

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19 febbraio 2026, 10:30