Un momento della presentazione del documentario "Una rosa per il mondo" nella Filmoteca vaticana. Un momento della presentazione del documentario "Una rosa per il mondo" nella Filmoteca vaticana. 

"Una rosa per il mondo", presentato il primo docufilm su santa Rosa da Lima

Il documentario, proiettato alla Filmoteca vaticana, è opera del regista peruviano Luis Enrique Cam che riscopre la prima santa del Nuovo Mondo come una figura più attuale che mai. In un mondo segnato dalle divisioni, la storia della santa patrona del Perù è un forte richiamo all’unità e a una fede vissuta nella quotidianità

Patricia Ynestroza – Città del Vaticano

Rosa da Lima: patrona del Perù, santa per il mondo intero. E’ stato proiettato ieri nella Filmoteca vaticana il documentario Una rosa para el mundo del regista peruviano Luis Enrique Cam che, nella sua opera, racconta la prima santa del Nuovo Mondo come una figura più attuale che mai. In un tempo segnato dalle divisioni - è il messaggio lanciato ieri - la storia della santa peruviana rappresenta un forte richiamo all’unità e a una fede vissuta nella quotidianità.

La proiezione, organizzata dall’ambasciata peruviana presso la Santa Sede, è stata introdotta dall’ambasciatore Jorge Ponce San Román che, proprio oggi, prima dell’udienza generale, ha presentato le Lettere Credenziali a Leone XIV. All’evento in Filmoteca hanno preso parte numerosi membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e mons. Javier Domingo Fernández González, capo del protocollo della Segreteria di Stato. Per il Dicastero per la Comunicazione, è intervenuto il vicedirettore editoriale Alessandro Gisotti che ha ringraziato il regista e gli organizzatori per la proiezione del documentario. Un’opera, ha sottolineato, che aiuta a conoscere meglio la devozione per Santa Rosa in Perù e nel mondo con un nuovo impulso grazie al Pontificato di un Papa così fortemente legato al Perù.

Nel contesto della presentazione del documentario Una rosa per il mondo, presso la Filmoteca Vaticana, Vatican News ha intervistato il cineasta peruviano Luis Enrique Cam, regista di quest’opera che esplora la vita, la spiritualità e l’impatto universale di Santa Rosa da Lima, a 400 anni dalla sua morte. Il progetto non mira solo a ricostruire la storia della santa peruviana, ma anche a rivelare come la sua figura continui a ispirare persone di culture e continenti diversi. Una rosa per il mondo non è soltanto una biografia storica, ma un invito a scoprire come una vita apparentemente silenziosa possa trasformare intere comunità e diventare un simbolo universale di fede, unità e speranza.

L’origine di una storia necessaria

L’idea del documentario è nata nell’ambito delle commemorazioni per i quattro secoli dalla morte di Santa Rosa da Lima. Per Cam, il progetto è scaturito da un’inquietudine personale: la presenza quotidiana della santa in Perù contrasta con la scarsa conoscenza approfondita della sua vera vita. "Noi peruviani conviviamo con Santa Rosa negli ospedali, nei commissariati e negli spazi pubblici, ma sappiamo molto poco della sua storia", afferma il regista. È stata proprio questa curiosità a spingerlo a intraprendere una ricerca durata oltre un anno, che ha rivelato una figura straordinaria la cui influenza supera i confini nazionali.

Uno degli aspetti che lo ha maggiormente colpito è stata la constatazione della devozione internazionale suscitata dalla santa. Nella casa natale di Lima, pellegrini di diverse nazionalità lasciano lettere e desideri nel pozzo di famiglia, testimonianza di una fede viva che ispira il titolo del documentario: Una rosa per il mondo.

Un prima e un dopo nello sguardo del regista

Per Luis Enrique Cam, il processo di ricerca ha segnato un profondo cambiamento personale. Visitare i luoghi in cui visse santa Rosa, così come quelli legati ad altri santi peruviani come San Martino de Porres, gli ha permesso di comprendere la dimensione umana e spirituale di questa devozione.

Il 30 agosto, data centrale della festa di Santa Rosa, rappresenta un momento decisivo: migliaia di persone fanno lunghe file per lasciare le loro lettere cariche di speranza e fede. «È un’esperienza che trasforma chiunque», afferma ancora il cineasta peruviano.

Una narrazione che unisce un Paese

Il documentario racconta la storia di una donna che condusse una vita semplice e silenziosa, ma la cui morte riunì l’intera città. Per Cam, questo contrasto rappresenta il messaggio centrale dell’opera: una figura capace di unire una società al di là delle sue differenze. "Oggi abbiamo bisogno di guardare a ciò che ci unisce, non solo a ciò che ci divide", sostiene. In questa prospettiva, Santa Rosa appare come un simbolo di convergenza spirituale e sociale per il Perù e per l’America Latina.

Il regista del documentario "Una rosa per il mondo", il peruviano Luis Enrique Cam, durante la presentazione del suo lavoro.
Il regista del documentario "Una rosa per il mondo", il peruviano Luis Enrique Cam, durante la presentazione del suo lavoro.

Ricerca storica e accesso a luoghi inediti

Il progetto si è avvalso del contributo di storici specializzati e di un lavoro sul campo che ha incluso Lima e Roma. Uno dei maggiori risultati è stato l’accesso a conventi di clausura poco conosciuti dal grande pubblico.

Nel convento dove morì Santa Rosa, il team ha documentato immagini degli spazi conservati così com’erano all’epoca. Hanno inoltre visitato il convento di Santa Catalina, fondato anni dopo la sua morte, dove sono custoditi oggetti personali, reliquie, lettere e ricami realizzati dalla santa.

Tra le scoperte più significative spicca un antico ritratto attribuito a un artista anonimo, supervisionato dalla madre di Santa Rosa, considerato una delle rappresentazioni più fedeli del suo volto. Molti di questi reperti non erano stati filmati da oltre un secolo.

Parlando con il regista, egli ha mostrato una foto della santa: una replica che la madre di Santa Rosa portò al convento quando pronunciò i voti come religiosa di clausura, insieme ad alcuni oggetti appartenuti alla santa, tra cui questo quadro. Questa replica è stata presentata dal regista Cam a Papa Leone XIV questo mercoledì, al termine dell’udienza generale, per chiederne la benedizione.

Un quadro di santa Rosa da Lima, benedetto da Papa Leone XIV.
Un quadro di santa Rosa da Lima, benedetto da Papa Leone XIV.

Una devozione che attraversa i continenti

Una rosa per il mondo ha toccato più di dieci città in quattro continenti, mostrando diverse espressioni culturali di devozione. Una delle testimonianze più commoventi è stata registrata in un paese dei Paesi Bassi, dove dal 1669 si svolge ogni anno una processione in onore di Santa Rosa, per ringraziare la sua intercessione durante una storica pestilenza. "Vedere gli olandesi marciare con stendardi peruviani è stato profondamente emozionante", ricorda Cam.

Un messaggio attuale per il mondo di oggi

Per il regista, l’attualità di Santa Rosa risiede nella sua scelta di santificarsi nella vita quotidiana. Pur desiderando entrare in convento, comprese che la sua missione era in famiglia, servendo i malati come laica impegnata. "È un messaggio per chi vive immerso nelle attività quotidiane: la spiritualità si costruisce anche nella vita di tutti i giorni", spiega.

La Filmoteca Vaticana: una presentazione ricca di simbolismo

La presentazione del documentario alla Filmoteca Vaticana rappresenta una tappa importante per il regista. Roma, come centro del cattolicesimo, ha un significato speciale per la figura di Santa Rosa, profondamente legata al papato e alla tradizione domenicana. «Il fatto che quest’opera venga proiettata qui è un onore immenso», afferma.

Un percorso che è solo all’inizio

Sul futuro del documentario, Cam riconosce che la portata di un’opera audiovisiva è imprevedibile. Tuttavia, confida che la devozione per i santi peruviani continui a crescere e che Santa Rosa possa continuare a ispirare le nuove generazioni.

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20 gennaio 2026, 18:49