Cerca

La Pontificia Università Urbaniana La Pontificia Università Urbaniana

Alla Pontificia Università Urbaniana un corso sui "Delicta graviora"

Al via ieri, con un’introduzione dell’arcivescovo Kennedy, segretario per la Sezione disciplinare del Dicastero per la Dottrina della fede, il corso che proseguirà fino a giugno. Tra i delitti presi in esame, quelli contro i Sacramenti, quelli commessi da chierici che divulgano materiale pedo-pornografico o che commettono abusi contro i minori

Vatican News

Approfondire sul piano sostanziale e procedurale le questioni di diritto connesse ai delicta graviora, riservati al Dicastero per la dottrina della fede. È l’obiettivo del corso avviato dalla Pontificia Università Urbaniana, in Roma. Le lezioni sono iniziate ieri, 12 gennaio, con un’introduzione dell’arcivescovo John Joseph Kennedy, segretario per la Sezione disciplinare del Dicastero per la Dottrina della fede, seguita da un inquadramento storico affidato al professor Sebastián Terráneo, docente di Storia del diritto canonico presso la Pontificia Università Cattolica Argentina. Esse proseguiranno fino a giugno, interessando in particolare gli operatori di Curie diocesane e Tribunali ecclesiastici, i responsabili di Ordini religiosi e gli studenti che già hanno ottenuto la licenza in Diritto canonico.

I delitti esaminati

Tra i docenti figurano diversi Officiali del Dicastero per la Dottrina della fede, che nelle lezioni potranno offrire informazioni e dati utili a facilitare l’applicazione delle norme ai casi concreti. Tra i delicta esaminati, quelli perpetrati i contro i sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione; i delitti commessi dai chierici che acquisiscono e divulgano materiale pedo-pornografico e anche quelli di chi, violando la disciplina della Chiesa cattolica, tenta di conferire l’ordine sacro a una donna. Vi sono inoltre inclusi gli abusi sessuali commessi da un chierico contro minori di 18 anni di età.

Delitti che attentano alla santità dei Sacramenti

Più nel dettaglio, come ricorda l'Agenzia Fides, i “Delicta Graviora”, richiamati nel Codice di Diritto Canonico e nel Codice dei Canoni delle Chiese orientali, sono sempre commessi contro realtà vitali per la Chiesa, a partire dai Sacramenti dell’Eucarestia, della Penitenza e dell’Ordine, e tra essi rientrano anche gli abusi sessuali contro i minori. Ad esempio, rientrano tra i “delitti più gravi” l’asportazione o la conservazione a scopo sacrilego o la profanazione delle ostie consacrate, la violazione diretta del sigillo sacramentale nel sacramento della Confessione, o - tra i Delitti contro lo stesso Sacramento - l’assoluzione concessa dal confessore al proprio complice nel peccato contro il sesto Comandamento del Decalogo ("Non commettere atti impuri").

I cambiamenti negli ultimi 25 anni

Sempre Fides rammenta che nel 2001, col Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela, Papa Giovanni Paolo II aveva riservato alla Congregazione (oggi Dicastero) per la Dottrina della Fede la competenza per trattare e giudicare nell’ambito dell’ordinamento canonico i delitti particolarmente gravi, per i quali la competenza era precedentemente attribuita anche ad altri Dicasteri o non era del tutto chiara. Al Motu Proprio del 2001 era allegato il documento Normae de gravioribus delictis, aggiornato e riformulato nel 2010 con l’approvazione di Papa Benedetto XVI, che ne dipose la promulgazione. In quel nuovo documento, per la prima volta, venivano inseriti tra i Delicta Graviora anche quelli contro la fede (eresia, apostasia e scisma) e l’attentato conferimento dell’ordine sacro a una donna, come pure l’ascolto indiretto della confessione di un'altra persona o la sua registrazione o divulgazione. Inoltre le norme dei 2010 sui delicta graviora inserivano tra i delitti più gravi anche la detenzione e divulgazione da parti di chierici di materiale pedopornografico, e elevavano da 10 a 20 anni i termini per la prescrizione dei casi denunciati di abusi sessuali di chierici su minori, da calcolare dopo il 18° anno di età delle vittime.

Nel 2021 Papa Francesco ha promulgato una nuova versione delle Norme sui delitti più gravi riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede, aggiornando e modificando il testo promulgato nel 2001 da Giovanni Paolo II, e rivisto nel 2010 da Benedetto XVI. Le norme promulgate nel 2021 non hanno aggiunto nuovi delitti riservati alla Congregazione per la Dottrina della fede, introducendo elementi nuovi riguardanti per lo più aspetti di procedura, volti a facilitare il corretto svolgimento dell’agire penale della Chiesa per l’amministrazione della giustizia.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

13 gennaio 2026, 11:30