Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, alla Università Lumsa di Roma Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, alla Università Lumsa di Roma

Parolin: a Minneapolis violenza inaccettabile

Il clima di massima tensione in Minnesota, la posizione della Santa Sede sul Board of Peace per la stabilizzazione in Medio Oriente, i colloqui diplomatici in Danimarca sulla questione Groenlandia: alcuni dei temi affrontati dal cardinale segretario di Stato Parolin questa sera, 28 gennaio, alla Lumsa, dove ha risposto alle domande dei giornalisti a margine di un incontro su etica ed economia

Antonella Palermo - Città del Vaticano

“La posizione della Santa Sede è sempre per evitare qualsiasi tipo di violenza, evidentemente, e quindi non possiamo accettare episodi del genere. Semplicemente questo, lo sapete”. Il cardinale Pietro Parolin risponde così ad una domanda sulle vicende che riguardano le operazioni degli agenti dell’ICE in Minnesota, negli Stati Uniti, che hanno causato la morte di due cittadini statunitensi. “Le difficoltà, i problemi, le contraddizioni si risolvono in altro modo”, ha aggiunto il segretario di Stato che si pone in linea con quanto già dichiarato dai vescovi americani, per cui è concorde con il definire la situazione “inaccettabile”.

Board of Peace, ci sono "criticità"

Le dichiarazioni del cardinale Parolin sono in risposta alle domande dei cronisti in occasione dell’incontro “Etica ed Economia”, organizzato dal Dipartimento GEPLI dell’Università LUMSA, a Roma, in collaborazione col Movimento delle Scuole Etica ed Economia nel mondo. Il segretario di Stato commenta poi la lettera aperta a lui inviata ieri dalla Rete dei Preti contro il genocidio che invita la Santa Sede a non far parte del Board di Peace sulla ricostruzione di Gaza, che si sta costituendo sotto la regia di Trump. Gli viene chiesto se il Vaticano ha valutato la propria posizione in merito, se parteciparvi o meno: “Bisogna sempre rispondere dopo un minuto… lasciateci pensare un attimo”, ha risposto Parolin, aggiungendo che comprende la loro preoccupazione. Quindi ribadisce ciò che aveva dichiarato alla stampa giorni addietro sulla stessa questione. Poi precisa: “Di fronte a questa proposta c'erano veramente dei punti critici che dovevano essere presi in considerazione e che poi sarebbero stati appunto considerati in vista di una risposta. La risposta non è ancora stata data, però credo che non si può dimenticare le criticità di questo piano”. 

Viene poi anche sollecitato sul rischio che le squadre dell’ICE arrivino anche in Italia in occasione delle imminenti Olimpiadi invernali. “Sì, sì, l'ho letta la notizia, ma so che c'è anche una polemica a riguardo. Non entriamo in polemica”, ha affermato.

Groenlandia, si va verso una soluzione

Parolin, rientrato due giorni fa dalla Danimarca per le celebrazioni del primo evangelizzatore Sant’Ansgar nel IX secolo, conferma che ha incontrato il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen, come era previsto dal programma della visita, il quale gli ha illustrato in particolare la situazione relativa alla Groenlandia. “Mi ha raccontato dei suoi contatti a Washington che sono stati molto apprezzati. Ho sentito poi dei commenti anche da parte, soprattutto dei vescovi luterani, sia di altre persone che dicevano che l'opinione pubblica danese è stata molto contenta delle posizioni assunte. Senza scendere nei dettagli, credo che si va verso una soluzione, un accordo. Adesso i termini precisi non li conosco - sottolinea -, però mi pareva che anche il ministro degli Esteri fosse piuttosto positivo in seguito a questi dialoghi che ci sono stati. Speriamo che sia così”.

Casa Sollievo della Sofferenza, comprensione crisi lavoratori

Un cronista gli chiede poi precisazioni circa la Casa Sollievo della Sofferenza, a San Giovanni Rotondo (FG) di proprietà della Santa Sede. Gli viene ricordato il deficit dell’Ospedale con una acuta crisi dei lavoratori: “Noi stiamo tentando in tutti i modi di risolvere il problema e di aiutare l'ospedale ad uscire dalle difficoltà in cui si trova”, risponde e, in merito alle critiche di mancanza di trasparenza finanziaria, risponde con la promessa di consultare il presidente del Consiglio di amministrazione per “chiedere maggiori informazioni” e ribadendo l’impegno a prendersi carico della preoccupazione dei lavoratori.

Un mondo più giusto è possibile se è più solidale

“Un mondo più giusto sarà possibile solo se sarà un mondo più solidale, e un'economia più efficiente solo se sarà un'economia più umana”. È la convinzione espressa dal cardinale nel suo intervento all’incontro nell’ambito del quale è stato presentato il libro di Tullio Chiminazzo, "Impresa e Società - Le persone intelligenti fanno il Bene" (Armando editore), strumento che, osserva il segretario di Stato, si colloca proprio in questo orizzonte offrendo chiavi di lettura chiare, anche attraverso confronti e sintesi, per comprendere il salto evolutivo oggi necessario. Parolin cita la celebre frase di Paolo VI: “Lo sviluppo è il nuovo nome della pace” per richiamare un percorso che, dice, “se condiviso dalla maggioranza degli abitanti della casa comune, può condurre verso un nuovo umanesimo economico, nella prospettiva di una pace duratura, che nasce dallo sviluppo integrale”.

Integrare etica ed economia per una pace giusta 

Si tratta, in sostanza, di approfondire sempre più quel legame tra etica ed economia: l'etica, se vuole incidere nella storia, deve entrare nel cuore dei processi economici reali, sottolinea il segretario di Stato, il quale avverte che non si tratta di “un'aggiunta esterna o di una correzione morale a posteriori, ma di una visione integrata, capace di generare sviluppo autentico”. Il solido riferimento da tener presente è quello contenuto nella Dottrina Sociale della Chiesa e che il cardinale ricorda unendo, con un filo ideale e spirituale, la Rerum Novarum di Papa Leone XIII, la Centesimus Annus di San Giovanni Paolo II, la Laudato si' di Papa Francesco, fino a quella che espressione, definita “incisiva”, di Papa Leone XIV, che ha esortato tutta l'umanità alla responsabilità di operare per giungere a una pace “disarmata e disarmante”. L’invito del segretario di Stato vaticano è pertanto recuperare quell’acquisizione già emersa nei primi anni Novanta, per cui il pianeta non può più essere abitato come uno spazio di contrapposizioni, ma deve diventare una casa comune, nella quale nessuno sia strutturalmente escluso dalla vita sociale ed economica. Una cornice in cui si inserisce l’efficacia della solidarietà che “si rivela così un autentico moltiplicatore di utilità economiche, oltre che di umanità”.

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28 gennaio 2026, 19:30