Parolin ai giovani: imparate dai vostri fallimenti e impegnatevi in politica
Daniele Piccini - Roma
Dall’intelligenza artificiale alla qualità e alla responsabilità della stampa, dall’impatto dei fallimenti nella vita dei giovani fino al modo di portare la pace nel mondo. Questi i temi toccati dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, che questa sera, 21 gennaio, all’Auditorium Antonianum di Roma, ha potuto dialogare con circa 700 studenti italiani delle scuole di secondo grado, presenti in rappresentanza di tutti i loro coetanei che aderiscono ai progetti promossi dall’Osservatorio for independent thinking. L’incontro, intitolato “Un dialogo internazionale per connettere i giovani al futuro”, è stato organizzato come evento di chiusura dei festeggiamenti per il 25.mo anniversario dalla fondazione dello stesso Osservatorio.
Intelligenza artificiale al servizio dell’uomo
Spazio a tante domande, profonde e ben formulate, in un’ora e mezzo di dialogo. La prima - posta da Matteo Turato, 18 anni, studente da Gemona del Friuli - sull’intelligenza artificiale, che il cardinale Parolin, definisce argomento “di grande attualità”. È un tema, risponde il porporato, “che occupa e preoccupa anche la Chiesa e sul quale stiamo cercando di riflettere. Vorremmo costituire un think tank della Santa Sede. Il contributo della Chiesa è un approccio etico: che l’IA sia a servizio della dignità umana e non diventi un pericolo”.
Una stampa che formi ed informi
Poi la “disinformazione dilagante” e la responsabilità dei mass media. “I mezzi di comunicazione di massa – spiega il cardinale rispondendo ad una studentessa di 18 anni, pure lei di Gemona, Alice Pia Ziraldo - hanno una grandissima responsabilità: non dovrebbero limitarsi all’informazione, ma anche avere un pensiero e un assillo di formazione delle persone. E poi evitare la demonizzazione degli altri, ma aiutare a fare capire il loro pensiero”.
Gli errori, maestri di vita
Arianna da Grosseto, rispetto ai suoi coetanei, sterza su temi più esistenziali e chiede dell’impatto che i fallimenti possono avere sui giovani. “Il fallimento fa parte della vita – argomenta il porporato – è dunque importante che i giovani mettano in conto che la vita è fatta anche di questi passaggi dolorosi. Forse dipende pure dalla società che chiede molto ai giovani, che poi non si sentono all’altezza dei loro compiti. Questo oggi è diventato molto problematico”. Poi il cardinale svela il segreto del giusto approccio nei casi di insuccesso: “Il fallimento è un’occasione per imparare dalla vita. Possiamo imparare dagli insuccessi e capire il perché dei nostri fallimenti”, conclude.
Impegnarsi in politica dà i suoi frutti
Successivamente arriva una domanda carica di ansia e di senso: la pone Giacomo D’Elia, giovane studente di un liceo di Castellammare di Stabia, che si dice preoccupato dei numerosi conflitti mondiali e riceve dal segretario di Stato vaticano una risposta sorprendente. “Voi giovani impegnatevi nella politica - esorta il porporato - non consideratela come qualcosa da rifiutare, ma come uno strumento per mettersi al servizio della comunità internazionale. Dovete sentire la politica come uno strumento efficace per cambiare il mondo e qualcosa in cui spendervi”.
Le mediazioni di pace della Santa Sede
Infine una domanda che cerca disperatamente speranza. Veronica Meringolo, da Bisignano, chiede alcuni esempi di quando il dialogo diplomatico, nella storia dell’umanità, è stato efficace ed ha aperto davvero vie di pace. Il cardinale Parolin cita due azioni di mediazione della Santa Sede coronate da successo. “Negli anni ’80 - rammenta - la Santa Sede è stata chiamata in causa nella questione del canale di Beagle, tra Argentina e Cile, e Papa Giovanni Paolo II accettò l’invito alla mediazione che poi portò alla pace. Anche nella questione dei confini tra Perù e Ecuador, la Santa Sede riuscì a portare i due Paesi ad un accordo pacifico”, termina il porporato, accendendo con la sua risposta un sorriso di speranza e sollievo sul volto della giovane Veronica.
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