People evacuated from Russian border with Ukraine receive aid in Kursk

Krajewski e la carità alla "buona gente" dell’Ucraina

Il cardinale elemosiniere del Papa esprime la sua gratitudine per le tante donazioni arrivate dopo l’appello per la popolazione ucraina, provata dai bombardamenti, dalla mancanza di elettricità e dal freddo

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Una richiesta di aiuto lanciata solo alcuni giorni fa e una pronta risposta da parti di tante persone che ormai da quattro anni, dall’inizio del conflitto in Ucraina, portano quel popolo nel cuore. Le recenti immagini di città al buio, delle difficoltà dovute al freddo glaciale, di lunghe file di uomini e donne che attendono il loro turno alle mense non hanno lasciato indifferenti. L’appello lanciato sui media vaticani dal cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, di portare nella Basilica di Santa Sofia, la chiesa ucraina di Roma, abbigliamento termico, coperte, cibo in barrette ha sortito effetto.

Stanno per partire infatti numerosi tir diretti nel Paese dell’est Europa carichi di beni di prima necessità. Dall’inizio della guerra da via Boccea 478 oltre 260 mezzi si sono diretti verso l’Ucraina guidati da “coraggiosi” autisti, li ha definiti più volte così il cardinale, per la loro disponibilità a fare lunghi viaggi, a rischiare portando gli aiuti in zone anche molto pericolose, supportati in modo capillare dalla rete di parrocchie e dai tanti volontari che non si sono tirati indietro di fronte all’impegno preso.

Il premio per il popolo ucraino

A loro guarda l’elemosiniere, a volti sconosciuti, a vite preziose che hanno dato quello che avevano: dal proprio denaro a una parte del loro tempo donato per aiutare. È a questa “buona gente” che Krajewski ha pensato dopo aver ottenuto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky un’onorificenza per le attività di beneficenza in favore della popolazione.  “La medaglia non è per l’elemosiniere, io ho fatto solo il mio lavoro di sacerdote – afferma – è per le persone di buona volontà, per coloro che da Roma, ad esempio, hanno donato vestiti, viveri, per chi ci ha permesso di comprare gli ecografi, i generatori, otto ambulanze che sono state portate in Ucraina. Chi ha donato lo ha fatto sapendo che tutto sarebbe stato affidato in modo sicuro, perché tutto viene fatto secondo la logica del Vangelo”.

“La prima cosa – conclude il porporato - è amare Dio, amare il prossimo, e non si può amare Dio senza l’esercizio della carità”, “nucleo incandescente della missione ecclesiale” ha scritto Papa Leone nella Dilexi te.  “La carità – ha sottolineato ancora il Pontefice - è una forza che cambia la realtà. Non è possibile dimenticare i poveri, se non vogliamo uscire dalla corrente viva della Chiesa che sgorga dal Vangelo e feconda ogni momento storico”. Una sorgente che continua a dissetare cuori generosi.

 

 

 

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24 gennaio 2026, 09:00