Gesù, il Tutto che la Chiesa è chiamata a mostrare
Paolo Ondarza – Città del Vaticano
L’Adorazione dei Magi è la più grande incisione eseguita da Jacques Bellange, realizzata dopo il 1611, quando, nominato pittore di corte da Carlo III di Lorena, risiedette nel Palazzo Ducale di Nancy, nel nord-est della Francia. In quel frangente compose numerosi disegni e circa quarantotto incisioni ad acquaforte, testimonianze del suo personalissimo stile grafico.
Lo sguardo alla Madonna con Bambino
A introdurre la scena sono tre splendide figure poste di spalle: un uomo a cavallo, un paggio, che regge sul braccio sinistro un pappagallo e nella mano destra un arco, e uno dei Magi. Abbigliati con sontuose vesti orientaleggianti, i tre sapienti rivolgono lo sguardo alla Madonna e al Bambino al cui fianco compare un altro dei Magi, che, inginocchiatosi, ha appena adagiato il suo dono.
La luce che enfatizza la scena
Sguardi e gesti mettono in relazione le diverse figure adoranti. La luce enfatizza la scena e conferisce consistenza alle figure, esaltandone le linee. Forti i richiami all’arte classica: i piani prospettici sono segnati dalla presenza del gradino in primo piano, dal gruppo scultoreo sulla destra e dalla colonna scanalata sul lato opposto.
L'eco di Fontainebleau
I soggetti religiosi costituiscono la maggior parte della produzione di Jacques Bellange: le sue sofisticate composizioni, caratterizzate da uno spiccato decorativismo e dalla presenza di figure sinuose, ricordano i manieristi della Scuola di Fontainebleau.
(Benedetto XVI, 6 gennaio 2007)
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