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L'arcivescovo Paul Richard Gallagher, prima di rientrare a Roma dal Liechtenstein, si è recato a pregare sulla tomba di mons. Stocker in Svizzera L'arcivescovo Paul Richard Gallagher, prima di rientrare a Roma dal Liechtenstein, si è recato a pregare sulla tomba di mons. Stocker in Svizzera 

Dieci anni fa tornava alla casa del Padre monsignor Stephan Stocker

Officiale della Segreteria di Stato, monsignor Stocker è morto il 10 gennaio 2016, all’età di 55 anni, colpito da un infarto durante una delle sue amate escursioni domenicali in una zona vicino Subiaco. Prelato benvoluto da tutti per la sua spontaneità e bontà d’animo, era molto stimato per le sue qualità sacerdotali e la sua grande professionalità

Vatican News

Nel pomeriggio di domenica 10 gennaio 2016, festa del Battesimo di Gesù, è tornato alla Casa del Padre monsignor Stephan Stocker, Officiale della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. All’età di 55 anni è stato colpito da un infarto mentre si trovava in montagna, durante una delle sue amate escursioni domenicali in una zona vicino Subiaco.

Nato a Zurigo il 16 luglio 1960, era stato ordinato sacerdote il 29 maggio 1988 da san Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro. Celebrò la sua prima santa messa nel Santuario della Mentorella, proprio su quelle montagne che tanto amava. Le esequie sono state celebrate il 13 gennaio 2016 nella Cappella del Governatorato di Santa Maria della Famiglia, presiedute dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, il quale nell’omelia, riferendosi proprio al Santuario della Mentorella, disse: «Mi piace pensare che adesso monsignor Stephan sale le vette con un altro devoto di questo Santuario e amante della montagna, San Giovanni Paolo II».

Molti sono stati coloro che hanno partecipato, insieme a Papa Francesco, anche alla veglia di preghiera la sera precedente il funerale. Monsignor Stocker era benvoluto da tutti; colpiva quella sua spontaneità e la bontà d’animo. I superiori e i colleghi hanno potuto apprezzare le sue qualità sacerdotali oltre alla grande professionalità. Nei suoi anni di servizio diplomatico nella Santa Sede è stato inviato in missione nelle nunziature apostoliche in Camerun, nei Paesi nordici, in Germania e nei Paesi Bassi (1999-2010) e dal 2010 fino al 2016 ha prestato servizio nella Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato.

Ciò che più ha contraddistinto monsignor Stephan è stata la sua fede nel Signore risorto che trovava la sua massima espressione nella preghiera preferita del beato Rupert Mayer. Egli l’aveva fatta sua fin dal giorno dell’ordinazione sacerdotale: «Signore, accada quello che Tu vuoi, e come Tu vuoi io camminerò; aiutami solo a comprendere la Tua volontà. Signore, quando vuoi Tu, allora è il momento; e dove vuoi Tu, io andrò. Signore, quello che Tu vuoi, io lo accetto, e ciò che Tu vuoi per me è il mio guadagno. Mi basta appartenere a Te. Signore, poiché Tu lo vuoi, è bene così; e poiché Tu lo vuoi, io ho coraggio. Il mio cuore riposa sicuro nelle Tue mani».

Le spoglie mortali del prelato svizzero riposano nel cimitero di Tinizong, nella sua diocesi di Chur, nel Cantone dei Grigioni, dove la sua memoria è custodita gelosamente innanzitutto dai suoi due fratelli Peter e Christoph.

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10 gennaio 2026, 15:00