Fondazione Ratzinger, don Roberto Regoli nuovo presidente
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
È il professor don Roberto Regoli, noto storico della Chiesa, il nuovo presidente della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, l’organismo istituito il 1° marzo 2010 allo scopo di promuovere e incoraggiare lo studio, la conoscenza e la diffusione della teologia e dell’opera di Joseph Ratzinger e Benedetto XVI, attraverso anche progetti, conferenze e seminari. Professore di storia contemporanea alla Pontificia Università Gregoriana, dove dirige il Dipartimento di storia della Chiesa e la Rivista Archivium Historiae Pontificiae, autore di studi e volumi di rilievo internazionale sulla storia del Papato, della Curia Romana e della diplomazia pontificia per i secoli XIX-XXI, Regoli assume l'incarico svolto negli ultimi dieci anni da padre Federico Lombardi, 83 anni, il quale aveva ricevuto il mandato dopo la fine della sua direzione – altrettanto decennale - della Sala Stampa della Santa Sede.
Rinnovi e avvicendamenti
“Volto pubblico e sereno della Fondazione, che in questi dieci anni ha guidato con prudenza e sicurezza il percorso delle iniziative istituzionali”, lo descrive infatti lo stesso Regoli in una nota, pubblicata oggi, 27 gennaio, e accompagnata da un comunicato in cui si annuncia il rinnovo degli organismi istituzionali della Fondazione, scadute - come previsto dallo statuto - dopo cinque anni. “Essendo terminato nel 2025 il quinquennio precedente, la Segreteria di Stato, a cui la Fondazione fa ferimento, ha provveduto al loro rinnovo e agli avvicendamenti opportuni”, si legge nel documento.
Oltre alla nomina, da parte del Segretario di Stato, di don Regoli come nuovo presidente del Consiglio di Amministrazione, sono stati rinnovati come membri monsignor Georg Gänswein, attuale nunzio in Lituania e per anni segretario particolare di Benedetto XVI, il professor Achim Buckenmaier; l’avvocatessa Francesca Bazoli; il dottor Alberto Gasbarri, già direttore amministrativo della Radio Vaticana e organizzatore dei viaggi apostolici.
Sono membri del Comitato Scientifico, su nomina del Papa, i cardinali Kurt Koch e Angel Fernández Artime, poi gli arcivescovi Rino Fisichella e Bruno Forte e il vescovo Rudoli Voderholzer. Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti è invece Aurelio Ingrassia, nominato dalla Segreteria per l'Economia; i membri – nominati invece dalla Segreteria di Stato - Andrea Filippi e Giuseppe Mascarucci. Hanno terminato i loro mandati i cardinali Gianfranco Ravasi e Luis Ladaria come membri del Comitato Scientifico, don Giuseppe Costa e il dottor Renato Poletti come membri del CdA e il presidente del Collegio dei revisori, Alessandro Roppo.
Il grazie a padre Lombardi
A tutti cosoro che hanno svolto in questi anni un “prezioso servizio” presso la Fondazione Ratzinger va la gratitudine del neo presidente Regoli, il quale anzitutto ringrazia Papa Leone e il cardinale Parolin “per la loro attenta benevolenza verso l’istituzione” e per “la fiducia” accordatagli. Un ringraziamento speciale anche a padre Lombardi: “Sappiamo che può rimanere per tutti noi un punto di riferimento. A lui auguriamo di raccogliere con abbondanza quanto ha seminato”, scrive il professor Regoli.
Verso le celebrazioni per il centenario della nascita di Joseph Ratzinger
E annuncia “un quinquennio avvincente” con la celebrazione del centenario della nascita di Joseph Ratzinger (1927-2027), a cui si sta provvedendo già da mesi con la programmazione di iniziative convegnistiche, pubblicazioni, mostre e concerti che coinvolgeranno molti paesi di tutti i continenti. “L’eredità di Ratzinger, teologo e Papa, è molto viva, anche pastoralmente, in quanto fonte e conferma di molti percorsi personali di conversione nel mondo”, afferma la nuova guida della Fondazione vaticana. “La vivacità del suo pensiero non ha solo qualcosa da dire, ma può apportare un contributo significativo ai dibattiti teologici e culturali del nostro tempo”. L’auspicio e anche l’impegno è che la voce del Pontefice bavarese “possa continuare a risuonare anche tramite la Fondazione” non solo nelle aule universitarie, ma anche e soprattutto tra i giovani "che bisogna aiutare a riscoprire la bellezza della fede, prima di tutto, in Cristo e nella Chiesa”.
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