Ingresso Biblioteca Apostolica Vaticana Ingresso Biblioteca Apostolica Vaticana   (© Ralib Victor Alyase - Radio Vatikan/Vatican News)

Il codice dei Palatini latini nella Biblioteca Vaticana

È recente l’acquisto dell’importante manoscritto presso una libreria di Vienna. Il codice contiene le vite di cinque santi e l’Historia Langobardorum di Paolo Diacono

Vatican News

Nelle settimane scorse, presso la libreria “Inlibris” di Hugo Wetscherek, a Vienna, la Biblioteca Apostolica Vaticana, riferisce un comunicato, ha potuto acquistare un codice originariamente appartenente a un fondo in essa conservato, quello dei Palatini latini. Il volume aveva richiamato l’attenzione del direttore dell’Universitätsbibliothek di Heidelberg, dottor Jochen Apel, che lo ha poi segnalato al Prefetto della Biblioteca Vaticana, don Mauro Mantovani.

Un manoscritto cartaceo di 115 fogli (più due fogli di guardia) contenente cinque Vite di santi (Ciriaco, Gallo, Mauro abate, Goar, Burcardo vescovo di Worms) e l’Historia Langobardorum di Paolo Diacono; per le vite dei santi il codice si distingue per la rarità del testo che tramanda. Opera di più copisti, fu prodotto in Germania – probabilmente a Worms, a cui sembra ricondurre la scelta dei testi agiografici –, all’inizio del sec. XVI. Della legatura datata 1556 si conservano i due piatti con il ritratto dell’Elettore Palatino Ottheinrich. La rilevanza dell’acquisizione si deve soprattutto al fatto che il codice è identificabile con quello che in Vaticana era segnato Pal. lat. 851, e che risultava mancante, insieme ad altri, dalla revisione del 1798. Vi era giunto, dopo un impegnativo viaggio coordinato da Leone Allacci, Scriptor Graecus della Vaticana, nel 1623 insieme agli altri della Biblioteca Palatina, donati da Massimiliano I di Baviera al papa Gregorio XV in segno di riconoscenza per il supporto ricevuto durante la Guerra dei Trent’anni.

L’atto di donazione, le motivazioni, l’allestimento degli spazi per accoglierla sono ricordati da un’epigrafe tuttora visibile nella Galleria di Urbano VIII, oggi nei Musei Vaticani. La storia biblioteconomica dei Palatini, dall’arrivo in Vaticana alla loro sistemazione definitiva, è ricostruibile attraverso gli inventari, in base ai quali è anche possibile confermare l’identificazione del Pal. lat. 851. Sui fogli di guardia, inoltre, diverse segnature ed ex libris attestano i passaggi e le vendite tra vari collezionisti, dalla fine del Settecento a oggi (Frederick North, quinto conte di Guilford, Sir Thomas Phillips, Maurice Burrus).

Un’operazione culturalmente e scientificamente importante, dunque, portata a termine in pochi giorni grazie al lavoro che tutte le persone coinvolte, dell’Universitätsbibliothek di Heidelberg, della Biblioteca Vaticana e dellalibreria Inlibris, hanno condotto insieme con prontezza, sintonia e professionalità, animate dal comune intento di porre il manoscritto a disposizione degli studiosi in una biblioteca, e in particolare in quella che conserva il fondo a cui il manoscritto appartiene.

La cooperazione tra la biblioteca tedesca e la Vaticana non è nuova, costantemente rinnovata nel tempo attraverso celebrazioni e progetti scientifici: dall’iniziativa di Leone XIII, che nel 1886, in occasione dei 500 anni della fondazione dell’Università di quella città, fece inviare in dono a Heidelberg i primi cataloghi dei Palatini appositamente pubblicati, alle celebrazioni di 100 anni dopo, quando fu prestato un ingente numero di volumi vaticani da esporre nella mostra allestita nella Heiliggeistkirche, fino al 2010, quando la Vaticana diede avvio alla campagna di digitalizzazione dei manoscritti (digi.vatlib.it). Il progetto pilota fu proprio quello condiviso con l’Universitätsbibliothek di Heidelberg (Bibliotheca Palatina – digital: https://digi.ub.uni-heidelberg.de/de/bpd/index.html), con il fine di tutelare i preziosi testimoni del passato per renderli ancora più accessibili nel presente e conservarli per il futuro. Storie che continuano a incontrarsi nel servizio che la Vaticana svolge per l’Umanità.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

25 gennaio 2026, 15:17