Parolin: grande preoccupazione per la tragedia infinita in Iran
Vatican News
"Grande preoccupazione" di fronte alla "tragedia infinita" che sta scuotendo l'Iran per la quale ci si chiede "come sia possibile accanirsi contro il proprio stesso popolo". L'impegno a favore di una soluzione pacifica in Venezuela, dove la Santa Sede aveva tentato di arrivare a un "accordo" che non causasse spargimento di sangue. Il valore del multilateralismo per risolvere la situazione in Groenlandia. La necessità di "aiutare i ragazzi", perché tragedie come il drammatico accoltellamento di uno studente a La Spezia non si ripetano più. Si è espresso così il cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della celebrazione eucaristica con l’esposizione delle reliquie di san Pier Giorgio Frassati tenutasi questo pomeriggio, 17 gennaio, presso la chiesa della Domus Mariae a Roma.
La "tragedia infinita" in Iran
Sull’Iran, il porporato ha espresso un sentimento di “grande preoccupazione”. “Mi chiedo – ha osservato – come sia possibile accanirsi contro il proprio stesso popolo, che ci siano stati così tanti morti, è una tragedia infinita”. Da qui l’auspicio che si possa giungere a una soluzione pacifica alla situazione attuale.
Il tentativo di accordo con il Venezuela
Riferendosi al Venezuela, il cardinale Parolin ha ribadito l’impegno costante della Santa Sede a favore di una soluzione pacifica della crisi. “Avevamo tentato di trovare una soluzione che evitasse qualsiasi spargimento di sangue, trovando magari un accordo anche con Maduro e con gli altri esponenti del regime, però questo non è stato possibile”. L’auspicio espresso dal porporato è che la situazione attuale di “grande incertezza” evolva verso la “stabilità”, un recupero economico, “perché la situazione economica è veramente molto precaria”, e inoltre una “democratizzazione del Paese”
Il multilateralismo per risolvere la questione della Groenlandia
Quanto alla Groenlandia e alle tensioni che attraversano la politica internazionale, il segretario di Stato ha richiamato con forza il valore del multilateralismo. “Non si possono utilizzare soluzioni di forza”, ha ammonito, ricordando lo spirito di cooperazione che ha caratterizzato il secondo dopoguerra e che oggi appare in progressivo indebolimento. Risolvere controversie e fare valere le proprie posizioni esclusivamente con la forza, oltre a non essere “accettabile” avvicinerà sempre di più a “una guerra all'interno della politica internazionale”.
Aiutare i ragazzi
Infine, soffermandosi sul drammatico decesso di un giovane studente accoltellato a La Spezia, il cardinale ha sottolineato l’importanza dell’educazione come risposta primaria. Accanto alle necessarie misure di sicurezza, che da sole non bastano, occorre “aiutare i ragazzi a riflettere, a valorizzare ciò che è positivo, senza lasciarsi trascinare”. Una linea chiara, riassunta in una formula: «più educazione che repressione”.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui