Silenzio di meraviglia e adorazione
Paolo Ondarza - Città del Vaticano
Sembra una scena ritratta dal vero, quasi uno schizzo. L’immediatezza e l’alta intensità poetica, favorita dal bagliore di una lucerna accesa, contraddistinguono «L’Adorazione dei Pastori» di Rembrandt. L’incisione realizzata ad acquaforte e bulino intorno al 1564 è conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana. In primo piano è la Sacra Famiglia mentre sulla sinistra un gruppo di pastori venerano Gesù Bambino. L’uso del chiaroscuro conferisce rilievo e volume alle figure, definite per mezzo di un tratteggio veloce che crea un sapiente equilibro tra il bianco e il nero.
Da Leyda ad Amsterdam
Affermato pittore e incisore olandese, Rembrandt Harmenszoon van Rijn si formò dapprima a Leyda, sua città natale, poi ad Amsterdam dove per sei mesi fu accolto nella bottega di Pieter Lastman. Questi gli permise di entrare in contatto con la pittura italiana ed europea e con le suggestioni caravaggesche dalle quali lui stesso era stato influenzato grazie ad Adam Elsheimer. Decise successivamente di stabilire il suo studio proprio ad Amsterdam, dove si circondò di un gran numero di allievi per poi dedicarsi alla produzione di ritratti, soggetti storici e religiosi.
Maestro della luce
Tanto nella pittura quanto nell’incisione – sono noti quasi un migliaio di suoi fogli – egli si impose sulla scena artistica stabilendo un linguaggio espressivo nuovo e superando i suoi predecessori. Fulcro delle sue sperimentazioni è la luce, che si fa audace fino a raggiungere un’intensità e una drammaticità mai toccate prima.
(Leone XIV – Ai donatori del presepe e dell’albero - 15 dicembre 2025)
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