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In mostra i documenti vaticani che raccontano i Giubilei

Un'esposizione straordinaria, frutto della collaborazione tra i Musei Vaticani e l’Archivio Apostolico Vaticano, allestita nelle Sale Paoline, aperte in esclusiva al pubblico, e visitabile lungo tutto il corso del Giubileo della Speranza. Padre Ronzani: "L'Archivio custodisce le grandi disposizioni dei Pontefici, ma anche la vita quotidiana dei fedeli e di coloro che sono stati raggiunti dal bene che la Chiesa lungo la storia ha distribuito da un punto di vista spirituale e temporale"

Paolo Ondarza - Città del Vaticano

Dopo molti anni le tre Sale Paoline dell’Archivio Apostolico Vaticano, adiacenti al Salone Sistino della Biblioteca Vaticana e accessibili lungo il percorso di visita dei Musei Vaticani, aprono al pubblico. Per la prima volta ospitano un evento espositivo: si intitola “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”.

Le Sale Paoline dell'Archivio Apostolico Vaticano
Le Sale Paoline dell'Archivio Apostolico Vaticano

L’evento espositivo nelle Sale Paoline

I tre ambienti furono la sede del “nuovo” Archivio papale della Santa Sede, costituito da Paolo V Borghese tra il 1610 e il 1612. Già adibite a residenza dei Bibliotecari di Santa Romana Chiesa, rimasero inutilizzate dopo la morte del cardinale Cesare Baronio nel 1607. “Analogamente a quella della Porta Santa, – spiega a Vatican News il Prefetto dell’Archivio Apostolico, Padre Rocco Ronzani - questa apertura è per noi molto significativa. Rappresenta l'apertura dell'Archivio non solo agli studiosi e ai competenti, ma a un numero più grande di persone che possa apprezzare la documentazione che conserviamo.  Insieme alla Biblioteca e ai Musei Vaticani, noi siamo una sorta di condominio all'interno di questa parte del Palazzo Apostolico. È molto bello che istituzioni di cultura, di ricerca collaborino alla missione di mettere a disposizione di tutti la ricchezza dell'immenso patrimonio che la Santa Sede possiede e che rappresenta la storia della Chiesa e la storia dell'umanità”.

Ascolta l'intervista a Padre Rocco Ronzani

L’Archivio Apostolico si apre al pubblico

L’Archivio Apostolico, un tempo era detto Segreto perché riservato all’uso del Pontefice. “L'Archivio è aperto alla ricerca degli studiosi almeno dal 1881”, prosegue Padre Ronzani, “ma di step in step, nel tempo l'apertura si è ampliata al più vasto pubblico e la mostra vuole essere proprio un ulteriore passo”.

Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”

I documenti conservati da questa prestigiosa istituzione sono protagonisti della decorazione ad affresco delle Sale Paoline, arredate con splendidi armadi di pioppo recanti le armi gentilizie della casa Borghese e affrescate nella parte superiore con scene a carattere storico.

Gli affreschi nelle Sale Paoline
Gli affreschi nelle Sale Paoline

Il significato del Giubileo attraverso i documenti

Fede, storia e arte introducono al significato del Giubileo attraverso l’esposizione di documenti e materiali ad esso legati. Dall’Archivio Apostolico provengono numerose Bolle di indizione dei Giubilei fino a quella del 2025, firmata da Papa Francesco il 9 maggio 2024.

La mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
La mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”   (Dmitri N. Smirnov)

Il primo Giubileo e la bolla di Bonifacio VIII

Un prezioso prestito della Biblioteca Apostolica Vaticana, esposto nella prima sala per un periodo limitato, prima di essere sostituito nei prossimi mesi da una copia conforme realizzata in occasione della mostra, è l’originale della Bolla di Bonifacio VIII Antiquorum habet, con cui venne indetto il primo Giubileo nel 1300. Il documento, seppur datato 22 febbraio 1300, stabiliva l’inizio dell’Anno Santo a partire dal 24 dicembre 1299, giorno di Natale, e fu letto nella Basilica Vaticana in occasione delle celebrazioni della Cattedra di San Pietro. Dopo essere stato deposto sull’altare maggiore, venne affidato ai canonici del Capitolo della Basilica per essere conservato nel loro archivio.

Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”

“Esponiamo documenti di estremo interesse che sono emanati direttamente dall'autorità pontificia”, commenta il Prefetto dell’Archivio Apostolico: “Dalle bolle di indizione dei giubilei ad altri che riguardano la vita concreta dei pellegrini e l'accoglienza della città di Roma con tutte le disposizioni dei Pontefici affinché questa accoglienza fosse la più adatta ad un momento tanto importante della vita della comunità cristiana”.

Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”

Un Giubileo ogni 25 anni

Significativa è la bolla Ineffabilis providentia, con cui nel 1470 Paolo II, considerando la debolezza della condizione umana, incline al peccato, e la brevità della vita terrena funestata da pestilenze ed epidemie, stabilì che il Giubileo fosse celebrato ogni 25 anni. Tale periodicità fu subito accolta da Sisto IV, che nella bolla Salvator Noster del 1472 esortava principi e autorità pubbliche a garantire lungo la via Francigena strade sicure e pedaggi a prezzi contenuti, così da proteggere i romei da ladri e malviventi, ma anche i pellegrini giunti nell’Urbe da ospitalità troppo esose. Pulizia, decoro urbano e affitti calmierati per prevenire estorsioni e truffe commesse da osti e albergatori ai danni dei forestieri venivano invece raccomandati, pena sanzioni, dal cardinale Federico Sforza, camerlengo della Camera Apostolica, nel bando sugli affitti in vista del Giubileo del 1650. Il provvedimento mirava a sfatare la cattiva fama di Roma, diffusa nelle guide per pellegrini e stranieri stampate in tutta Europa. “I Pontefici – osserva Padre Rocco Ronzani - intervenivano perché gli affittuari non sfruttassero il Giubileo per i loro profitti. L'Archivio Vaticano custodisce le grandi disposizioni dei vertici dell'autorità della Chiesa, ma anche la vita quotidiana dei fedeli e di tutti coloro che sono raggiunti dal bene che la comunità cristiana nel corso della storia distribuisce sia dal punto di vista spirituale, che temporale”.

Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”

Il segno dell'accoglienza di Dio

Tra i documenti esposti figurano anche testimonianze molto interessanti sull’accoglienza riservata a sedici pellegrini giunti dalla Svizzera e dalla Francia nel 1700, con la descrizione accurata dei pasti offerti loro e dei luoghi santi visitati.

Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”

“Il documento settecentesco – precisa il prefetto dell’Archivio Apostolico - proviene dall'archivio dell’arciconfraternita del Gonfalone e racconta i giorni di un pellegrinaggio di alcuni pellegrini d'oltralpe, savoiardi e francesi, che arrivano a Roma accolti a Piazza del Popolo dal cardinale titolare, patrono di questa arciconfraternita. Narra l'accompagnamento all'ostello e persino il menu che nei giorni di presenza a Roma viene offerto a queste persone. Il tema dell’accoglienza è centrale in ciò che a noi interessa trasmettere del messaggio del Giubileo. È la traduzione dell'accoglienza di Dio nel suo cuore, attraverso il suo amore e la sua misericordia, che ci riconcilia ci rende persone nuove”.

Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”

I grandi eventi del XX secolo

La mostra ospita anche pagine di storia più recente: quella del Giubileo del 1925, quando, quattro anni prima della stipula dei Patti Lateranensi, Pio XI lamentava che i fedeli avessero potuto recarsi liberamente alle soglie delle basiliche e delle tombe degli apostoli, soglie che il Papa «finché durano le presenti condizioni, non può e non deve varcare»; oppure quella del 1950, quando si svolse il primo Giubileo dell’era dei mass media e nel portico di San Pietro fu allestito un palco per circa duecento giornalisti, fotografi e operatori televisivi.

Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”

Vita ecclesiale e riconciliazione sociale

“Nella mostra - riflette Padre Ronzani - sono rappresentati documenti di indizione dei Giubilei che sono stati particolarmente importanti non solo come eventi ecclesiali, ma anche come strumenti di riconciliazione sociale. Penso in modo particolare alla bolla d'indizione Iubilaeum Maximum del 1950. Pio XII ha indetto un giubileo all'indomani del secondo conflitto mondiale con la finalità di un rinnovamento spirituale dei cristiani, ma anche per dare un contributo alla riconciliazione della società e alla ricostruzione del mondo dopo la grande tragedia della guerra”.

Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”

Dopo il Concilio Vaticano II, l'Anno Santo 1975 vide accorrere a Roma otto milioni e mezzo di pellegrini: è rievocato dalla Bolla di Paolo VI Apostolorum Limina. Infine, prima di arrivare alle celebrazioni del 2025, non poteva mancare la bolla Incarnationis mysterium, con cui Giovanni Paolo II traghettò la Chiesa nel terzo millennio. Un evento segnato dai mea culpa per i peccati commessi dai cristiani nei secoli, da importanti passi avanti nel dialogo ecumenico e interreligioso oltre che dal fortissimo segno di speranza dato al mondo dagli oltre due milioni di giovani convenuti a Tor Vergata con il Papa per la Giornata Mondiale della Gioventù del 15-20 agosto 2000.

Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”

Simboli e oggetti del Giubileo

L’esposizione include anche una ricca vetrina solitamente esposta nel percorso di visita dei Musei Vaticani. Proviene dal Reparto Arti Decorative e contiene oltre trenta oggetti simbolo dei Giubilei: mattoni, martelli e cazzuole, strumenti del rito di apertura e chiusura delle Porte Sante. Tra questi spiccano per bellezza quelli in argento, avorio e pietre preziose, realizzati nel 1925 per Pio XI da Pio Cellini su disegno di Biagio Biagetti, all’epoca responsabile artistico dei Musei Vaticani, che allestì nel suo ufficio, all’interno dell’Aula delle Benedizioni, una piccola fucina.

Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”
Le opere esposte nella mostra “Giubilei. Documenti rari dalle Collezioni Vaticane”

Il bastone del pellegrino

Immagine simbolo della mostra è l’insegna in marmo policromo del 1600, applicata sulla Porta Santa al momento della chiusura e indicante il luogo in cui veniva inserita la cassetta con le chiavi e le medaglie del Papa. Legato al pellegrinaggio che contraddistingue il Giubileo è infine un bastone in bambù della metà del XVII secolo, istoriato con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento dipinte a inchiostro nero, insieme allo stemma di Innocenzo X e a una rappresentazione della Basilica di San Pietro tratta da un’incisione di Greuter. È verosimile che appartenesse a quei pellegrini descritti nelle cronache dell’epoca, che entravano nella Città Eterna sorreggendosi a bastoni decorati con eleganti incisioni.

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20 marzo 2025, 12:00
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