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Un bambino uzbeko per le strade di Tashkent, AFP Un bambino uzbeko per le strade di Tashkent, AFP 

Ep. 20 - L'incognita demografica

Il declino demografico non è solo un problema economico o una variabile statistica. Riflette società più incerte, generazioni più fragili, una difficoltà crescente a immaginare il domani come uno spazio condiviso, in cui crescere insieme. La demografia, in fondo, parla di relazioni, parla di solitudine, parla di noi

La demografia non parla soltanto di quante case servono, di quanti lavoratori mancano o di quanto costa crescere un figlio. Parla soprattutto di scelte di vita, di rapporti, di aspettative sul futuro. Il declino demografico allora non è solo un problema economico o una variabile statistica: è uno specchio. Riflette società più incerte, generazioni più fragili, una difficoltà crescente a immaginare il domani come uno spazio condiviso, in cui crescere insieme. La demografia, in fondo, parla di relazioni, parla di solitudine, parla di noi. Ed è il fattore meno “fuori dai radar” che ci possa essere, anche se troppo spesso ce lo dimentichiamo.

Oggi ne parliamo con Gian Carlo Blangiardo, professore proprio di Demografia prima presso l'Università degli Studi di Milano e poi presso l’università Bicocca, presidente dell’Istat dal 2019 al 2023, oggi sindaco di Meina. Lo faremo partendo da una notizia interessante trapelata dal Tashkent Times, un giornale online dedicato interamente all’Uzbekistan: nel 2025, nel Paese dell’Asia centrale, sono stati messi a disposizione dei cittadini 106 mila nuovi appartamenti, il numero più alto di tutti i tempi. Eppure, il settore edilizio non riesce a soddisfare le esigenze demografiche. Le statistiche ufficiali parlano di oltre 200 mila nuove famiglie all’anno. E allora partiamo da questo dato apparentemente tecnico ma che, in realtà, ci apre a una questione molto più ampia: la demografia. Uzbeka, sì, quindi asiatica, infine europea, italiana.

13 febbraio 2026