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Le forze governative yemenite pattugliano una strada nella città portuale di Aden Le forze governative yemenite pattugliano una strada nella città portuale di Aden  (ANSA)

Ep. 15 - Lo Yemen conteso

Il nord ai ribelli Houthi, il sud come un nuovo Stato indipendente: sono queste le proposte che aleggiano nei principali ambienti politici del Golfo. Oggi cerchiamo di capire da dove provengono, ma soprattutto come influiscono sulla popolazione yemenita

C'era una mappa che, giorni fa, circolava sul sito di informazione pubblica tedesco Deutsche Welle. Rappresentava una linea netta, quasi chirurgica, che divideva lo Yemen in due: il nord sotto controllo dei ribelli Houthi, il sud attribuito al Consiglio di Transizione. È stata presentata in questi giorni dai secessionisti ed è accompagnata da un progetto: una fase di transizione di due anni, un referendum e la proclamazione di uno Stato indipendente chiamato “Arabia del Sud”.

Tutt'altro che isolato, questo progetto rappresenta una fase di intensificazione del conflitto sul terreno e una frattura non solo fra yemeniti, ma anche fra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, principali alleati del governo. Dopo l'appello di Papa Leone XIV per "il popolo yemenita in preda alla fame e alla povertà" lanciato nel messaggio Urbi et Orbi di Natale, oggi cerchiamo di capire come questa situazione si sta ripercuotendo sulla popolazione locale e in particolare sulla piccola comunità cristiana. Lo faremo con il contributo di monsignor Paolo Martinelli, vicario apostolico dell'Arabia del Sud, quindi negli Emirati Arabi Uniti, in Oman e in Yemen.

09 gennaio 2026