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Le autorità parlano di oltre 2.000 morti, ma secondo le ong sarebbero almeno 12.000 Le autorità parlano di oltre 2.000 morti, ma secondo le ong sarebbero almeno 12.000 

Ep. 16 - L'Iran in rivolta

Non è una notizia fuori dai radar. Anzi: delle proteste in Iran stanno parlando tutti. Noi oggi lo faremo provando a guardare all’Iran dal punto di vista della sua società, delle sue persone

Non è una notizia fuori dai radar. Anzi: delle proteste in Iran stanno parlando tutti. Noi oggi lo faremo provando a guardare all’Iran dal punto di vista della sua società, delle sue persone. Certo, non possiamo non partire dai fatti: stiamo registrando questa puntata mercoledì 14 gennaio e ad oggi le autorità di Teheran parlano al New York Times di 3.000 morti nelle proteste. Secondo una fonte di CBS news, le vittime sarebbero invece 12.000. Internet, è oscurato. Le linee telefoniche, disponibili per pochi secondi. La polizia parla di almeno 300 arresti. Insomma, se è vero che oggi l’Iran non è fuori dai nostri radar, è altrettanto vero che questo paese è tagliato fuori dal mondo. Ed è per questo che ne parliamo.

Lo facciamo anzitutto con Luca Giansanti, che è stato ambasciatore italiano in Iran tra il 2013 e il 2014, e poi con la testimonianza di due giovani donne iraniane. Perché, ci ha detto Mina, una di loro, "l’Iran non è solo queste immagini. L’Iran è una terra con oltre settemila anni di storia e civiltà; una terra di cultura e di pensiero, un luogo in cui poeti come Hafez, Saʿdi, Ferdowsi, Rumi e Omar Khayyam hanno insegnato all’umanità, attraverso la poesia, la filosofia e la saggezza, come comprendere la vita. L’Iran è arte e architettura; tappeti che raccontano storie, edifici che sono ancora in piedi e gridano resistenza".

16 gennaio 2026