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2025.05.27 copertina podcast Leone dixit

Ep. 57 - Il male non sfiguri l'umanità

Gesù spiega come, dopo i tanti miracoli compiuti, manifesterà definitivamente la sua gloria: sacrificando liberamente la sua vita e offrendo sé stesso sulla croce come pane spezzato. E precisa che lo stesso dovrà fare chiunque voglia continuare la sua missione: «Se qualcuno vuole venire dietro a me – ci dice –, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua». Gesù rivela, così, che solo l’amore salva. L’amore che Dio ci ha mostrato facendosi uomo, morendo e risorgendo per noi e, in risposta, quello con cui anche noi ci offriamo umilmente a Lui e ai fratelli: nella costanza fedele della carità di ogni giorno come nei gesti più straordinari, fino al martirio, a volte, come accade purtroppo anche oggi a molti cristiani, in varie parti del mondo. (…) Purtroppo non tutti comprendono la bellezza, la bontà e la concretezza di questo sogno del Creatore, anzi molti pensano che sia un’utopia. Porgere l’altra guancia – dicono – è da perdenti, donare di fronte al rifiuto è da ingenui, perdonare senza limiti è da deboli. Non c’è da stupirsi. Perfino per Pietro è stato difficile accettare questo modo nuovo e diverso di ragionare. Ma Gesù rimane categorico: solo la via dell’amore è la via della vita. (Papa Leone XIV, omelia Santa Messa nella Chiesa di Maria Santissima del Lago, Castel Gandolfo, 29 agosto)

Nell’omelia della Messa celebrata il pomeriggio di sabato 29 agosto 2026 nella chiesa di Maria Santissima del Lago a Castel Gandolfo, Leone XIV ha ricordato ancora una volta lo sconvolgente metodo di Dio, così lontano dai nostri umanissimi sogni di forza e di potenza: amare, amare anche il nemico, perdonare e perdonare senza limiti, porgere l’altra guancia. Ci viene quasi naturale ribellarci a questo modo così diverso di guardare le cose ed anche Pietro si è sentito rimproverare duramente – “Mettiti dietro a me, Satana” – quando si è opposto al destino annunciato da Cristo, quello della sua Passione, morte e Resurrezione. Il più grande errore che possiamo commettere è credere che questo insegnamento abbia a che fare soltanto con la nostra personale testimonianza e non sia anche una preziosa indicazione per le nostre società e per i rapporti internazionali… Il Papa lo ha spiegato così in un altro passaggio della stessa omelia:

Non illudiamoci. L’odio e la violenza non portano nulla di buono, ma solo distruzione e morte, sempre, anche quando sono risposta a ingiustizie subite. Lo vediamo ogni giorno, dal piccolo del nostro vissuto domestico alla grande scena del mondo. Tutto conferma quello che Gesù ci ha insegnato: «chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà». Cari fratelli e sorelle, abbiamo tanto bisogno di vita, di speranza, di serenità, di pace, in noi stessi, nelle nostre città, tra i popoli e le nazioni. Per questo, qualunque sia la ferita, qualunque l’offesa, non permettiamo al male di sfigurare la nostra umanità e di corromperci nel cuore! Non conformiamoci alla mentalità del mondo. Continuiamo ad amare, a donare, a perdonare. (Papa Leone XIV, omelia Santa Messa nella Chiesa di Maria Santissima del Lago, Castel Gandolfo, 29 agosto)

La violenza, la vendetta, innescano una spirale senza fine che rischia di distruggere tutto. Anche san Giovanni Paolo II, nel Messaggio per la Giornata mondiale della Pace all’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001, spiegò che non c’è pace senza giustizia ma non c’è giustizia senza perdono.

Andrea Tornielli

01 settembre 2026