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2025.05.27 copertina podcast Leone dixit

Ep. 50 - Comunità vive e ospitali

Gesù, guardando le folle, non vede un problema da risolvere, vede una messe, vede il campo di Dio (…). Seminatore instancabile, Dio esce ogni giorno nel mondo e sparge con generosità nei cuori il desiderio dell’infinito, di una vita piena, di una salvezza che libera. Sì, grazie a Dio, la messe è molta. Il nostro primo compito è questo: fare nostro lo sguardo del Signore. Non lamentarci soltanto dei terreni induriti né soffermarci semplicemente ai dati statistici, ma saper vedere, con gli occhi del Risorto, il raccolto che Dio stesso ci prepara (…) La fede viene trasmessa e cresce dove ci sono comunità vive e ospitali, capaci di pregare e di ascoltare; comunità nelle quali la Parola di Dio non resta ai margini, ma illumina le scelte, dove l’Eucaristia è davvero fonte e culmine, dove i poveri non sono destinatari esterni di un servizio, ma fratelli e sorelle nei quali il Signore ci parla; dove i giovani sono volti e voci e storie con cui dialogare; dove le famiglie non sono lasciate sole e le ferite non vengono nascoste, ma portate davanti al Signore con umiltà; dove la fede diventa impegno effettivo nella società, nella politica, nella cultura. (Papa Leone XIV, Discorso alla 82ma Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, 28 maggio 2026)

Intervenendo all’assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, giovedì 28 maggio 2026, Papa Leone è sembrato riecheggiare le parole del giovane don Giovanni Battista Montini, assistente della FUCI, il quale scriveva che “il cristiano guarda al mondo non come a un abisso di perdizione ma come a un campo di messe”. Tanto della nostra testimonianza è determinato dallo sguardo con cui affrontiamo la realtà. Il lamento, la nostalgia del tempo che fu, rende cinici e finisce per rattrappirci. Il Papa chiede invece di saper guardare a come Dio opera nel mondo, attraverso comunità “vive e ospitali”, dove la fede è veramente incarnata.

Grande attenzione merita la forte richiesta di spiritualità che, soprattutto nei giovani, si fa strada e che si è espressa in maniera evidente in occasione del Giubileo dei giovani. La nuova generazione non ha preclusioni nei confronti del Vangelo; al contrario, molti, quando lo riscoprono, desiderano conoscerlo meglio, perché percepiscono che in esso si nasconde il segreto per essere veramente felici (…). L’evangelizzazione non fa affidamento sull’efficienza delle strutture o sulla rilevanza sociale, e nemmeno sul consenso che si può ricevere in qualche momento. Ciò che rimane essenziale è piuttosto avere fiducia nella guida dello Spirito Santo, seguire le strade che Lui indica per condurre molti a Cristo, alla sua parola che salva, al suo amore che rinnova la vita (…). La trasmissione della fede, in tale contesto, passa necessariamente attraverso l’incontro con persone e comunità che esprimono la gioia della fede cristiana e la coerenza di uno stile di vita evangelico. Non è certo annacquando i contenuti e ammorbidendo le esigenze che si può rendere attraente il cristianesimo, ma testimoniando con umiltà e coraggio “la via, la verità e la vita” che ha convertito e santificato tante persone. (Papa Leone XIV, Discorso ai partecipanti alla sessione plenaria del Dicastero per l'Evangelizzazione, 28 maggio 2026)

Il 28 maggio 2026, all’udienza per il Dicastero per l’Evangelizzazione, Leone XIV ha parlato del desiderio che alberga in tanti giovani e della necessità per la Chiesa di non fare affidamento sulle strutture, sul potere, sulle strategie costruite a tavolino, ma di fondare l’annuncio sulla guida dello Spirito Santo. Senza annacquare il messaggio cristiano, ma annunciando il cuore del Vangelo.

Andrea Tornielli

02 giugno 2026