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2025.05.27 copertina podcast Leone dixit

Ep. 47 - La pace nasce dentro il cuore

Il Rosario spinge lo sguardo verso i bisogni del mondo, come la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae sottolineava, proponendo in particolare due intenzioni che rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell’indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana. (Papa Leone XIV, Omelia della Messa nella Piazza Bartolo Longo a Pompei, 08 maggio 2026)

Da Pompei l’8 maggio 2026, nel giorno del suo primo anniversario di pontificato, Leone XIV, ha chiesto un rinnovato impegno di preghiera per la pace sulle orme del suo santo predecessore Karol Wojtyla.

Quando San Giovanni Paolo II indisse l’Anno del Rosario – l’anno prossimo si compirà un quarto di secolo –, lo volle porre in modo speciale sotto lo sguardo della Vergine di Pompei. I tempi da allora non sono migliorati. Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore. Lo stesso Pontefice, nell’ottobre 1986, aveva radunato ad Assisi i leader delle principali religioni, invitando tutti a pregare per la pace. In diverse occasioni anche recenti, sia Papa Francesco che io abbiamo chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare per questa intenzione. Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono. Da questo Santuario, la cui facciata San Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra Supplica. Gesù ci ha detto che tutto può ottenere la preghiera fatta con fede. E San Bartolo Longo, pensando alla fede di Maria, la definisce “onnipotente per grazia”. Per sua intercessione, venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo. Fratelli e sorelle, nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell’amore, questa potenza divina dell’amore che Gesù, il Signore, ci ha rivelato e donato. Crediamo in Lui, speriamo in Lui, seguiamo Lui! (Papa Leone XIV, Omelia della Messa nella Piazza Bartolo Longo a Pompei, 08 maggio 2026)

E a proposito di questa sequela, domenica 10 maggio 2026, al Regina Caeli, Papa Leone ha fatto chiarezza su un fraintendimento che talvolta circola tra i cristiani e cioè l’idea che l’amore di Dio sia un premio per il nostro essere fedeli, quando invece è la condizione per poter vivere i suoi comandamenti: possiamo amare Dio perché siano amati senza alcuna misura o calcolo da Lui.

Oggi nel Vangelo abbiamo ascoltato alcune parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli durante l’Ultima Cena. Mentre fa del pane e del vino il segno vivo del suo amore, Cristo dice: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti». Quest’affermazione ci libera da un equivoco, cioè dall’idea che siamo amati se osserviamo i comandamenti: la nostra giustizia sarebbe allora condizione per l’amore di Dio. Al contrario, l’amore di Dio è condizione per la nostra giustizia. Osserviamo davvero i comandamenti, secondo la volontà di Dio, se riconosciamo il suo amore per noi, così come Cristo lo rivela al mondo. Le parole di Gesù sono allora un invito alla relazione, non un ricatto o una sospensione dubbiosa. Ecco perché il Signore ci comanda di amarci gli uni gli altri come Egli ci ha amato (cfr Gv 13,34): è l’amore di Gesù a far nascere in noi l’amore. (Papa Leone XIV, Regina Caeli, 10 maggio 2026)

Andrea Tornielli

 

12 maggio 2026