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2025.05.27 copertina podcast Leone dixit

Ep. 48 - Non siamo un algoritmo

Non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male. Per tutti ci sono stagioni difficili; qualcuno però può avere l’impressione che non finiscano mai. Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni. È la menzogna pervasiva di un sistema distorto, che riduce le persone a numeri esasperando la competitività e abbandonandoci a spirali d’ansia. Proprio questo malessere spirituale di molti giovani ci ricorda che non siamo la somma di quel che abbiamo, né una materia casualmente assemblata di un cosmo muto. Noi siamo un desiderio, non un algoritmo! Proprio questa nostra speciale dignità mi porta a condividere con voi due domande. A voi giovani questo malessere chiede: “Chi sei?” Essere noi stessi, infatti, è l’impegno caratteristico della vita di ogni uomo e di ogni donna. “Chi sei?” è la domanda che ci facciamo l’un l’altro; la domanda, che silenziosamente poniamo a Dio; la domanda cui possiamo rispondere solo noi, per noi stessi, ma alla quale non possiamo mai rispondere da soli. Noi siamo i nostri legami, il nostro linguaggio, la nostra cultura: a maggior ragione, è vitale che gli anni dell’università siano il tempo dei grandi incontri. (Papa Leone XIV, Discorso all'Università "Sapienza" di Roma, 14 maggio 2026)

Incontrando studenti e docenti dell’Università La Sapienza di Roma, giovedì 14 maggio 2026, Leone XIV ha parlato al cuore dei giovani e ha affrontato le loro paure. Ha ricordato che anche nell’era digitale, anche e soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale, abbiamo bisogno di Dio e degli altri, abbiamo bisogno di incontri e di persone da guardare negli occhi. Ma il Papa subito dopo si è rivolto agli adulti…

A chi è più adulto il malessere giovanile domanda: “Che mondo stiamo lasciando?”. Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra. Si tratta di un inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale. La semplificazione che costruisce nemici va allora corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria. (Papa Leone XIV, Discorso all'Università "Sapienza" di Roma, 14 maggio 2026)

Viviamo nel tempo della polarizzazione e delle fake news, del linguaggio di odio, della semplificazione della realtà che crea nemici. E gli atenei hanno il compito di educare alla complessità della realtà e alla memoria.

In particolare, il dramma del Novecento non va dimenticato. Il grido “mai più la guerra!” dei miei Predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali. Ad esempio, nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune. Occorre inoltre vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile, affinché non de-responsabilizzino le scelte umane e non peggiorino la tragicità dei conflitti. (Papa Leone XIV, Discorso all'Università "Sapienza" di Roma, 14 maggio 2026)

Non chiamiamo “difesa” la corsa al riarmo che ingrassa i mercanti di armi e rende ancora più insicuro il mondo. Non affidiamo alle macchine la decisione sulla vita e la morte delle persone, ha detto il Successore di Pietro in quest’ora drammatica della storia.

Andrea Tornielli

 

19 maggio 2026