Ep. 44 - L'ora drammatica della storia
La guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l’amore solleva. L’idolatria acceca, il Dio vivente illumina. Basta un poco di fede, una briciola di fede, carissimi, per affrontare insieme, come umanità e con umanità, quest’ora drammatica della storia. (Papa Leone XIV, Veglia di preghiera per la pace, 11 aprile 2026)
È la sera di sabato 11 aprile 2026, Papa Leone XIV ormai alla vigilia della partenza del suo lungo viaggio in Africa ha convocato in San Pietro una Veglia di Preghiera per la pace. Proprio la pace è diventata il tema caratterizzante del suo pontificato. Il Successore di Pietro non si nasconde che stiamo vivendo un’ora drammatica della storia…
La preghiera ci educa ad agire. Le limitate possibilità umane si congiungono nella preghiera alle infinite possibilità di Dio. Pensieri, parole e opere infrangono, allora, la demoniaca catena del male e si mettono a servizio del Regno di Dio: un Regno in cui non c’è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né ingiusto profitto, ma solo dignità, comprensione, perdono. Abbiamo qui un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo. Gli equilibri nella famiglia umana sono gravemente destabilizzati. Viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio, il Dio della vita. (…) Ovunque si avvertono minacce, invece di chiamate all’ascolto e all’incontro. Fratelli e sorelle, chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio. (Papa Leone XIV, Veglia di preghiera per la pace, 11 aprile 2026)
Nella Veglia per la pace di sabato 11 aprile, il Papa torna a denunciare l’abuso del nome di Dio da parte di chi lo utilizza per giustificare le guerre e le proprie strategie di morte. E con parole forti e chiare condanna l’idolatria del potere da parte di chi pretende di avere tutto il mondo ai propri piedi.
Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita. (…). Uniamo, dunque, le energie morali e spirituali di milioni, miliardi di uomini e donne, di anziani e di giovani che oggi credono nella pace, che oggi scelgono la pace, che curano le ferite e riparano i danni lasciati della follia della guerra. Ricevo tante lettere di bambini dalle zone di conflitto: leggendole si percepisce, con la verità dell’innocenza, tutto l’orrore e la disumanità di azioni che alcuni adulti vantano con orgoglio. Ascoltiamo la voce dei bambini! (Papa Leone XIV, Veglia di preghiera per la pace, 11 aprile 2026)
Leone XIV, che qualche giorno fa aveva invitato i cittadini a rivolgersi ai loro rappresentanti politici per fermare le pretese di chi minacciava di voler distruggere la millenaria civiltà iraniana, durante la Veglia di preghiera ha allargato l’orizzonte chiedendo a tutti coloro che credono nella pace di unire le proprie forze e di prestare ascolto alle più innocenti tra le vittime, i bambini, purtroppo uccisi a migliaia…
Cari fratelli e sorelle, certo vi sono inderogabili responsabilità dei governanti delle Nazioni. A loro gridiamo: fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte! Vi è però, non meno grande, la responsabilità di tutti noi, uomini e donne di tanti Paesi diversi: un’immensa moltitudine che ripudia la guerra, coi fatti, non solo a parole. La preghiera ci impegna a convertire ciò che resta di violento nei nostri cuori e nelle nostre menti: convertiamoci a un Regno di pace che si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica. (Papa Leone XIV, Veglia di preghiera per la pace, 11 aprile 2026)
La pace si costruisce a partire dalle nostre relazioni, ha ricordato Papa Leone nella Veglia dell’11 aprile. Credere nell’amore, credere in una politica che non considera sconvenienti le parole “pace” e “negoziato”. Serve una politica che – forte dell’appoggio della maggioranza dei cittadini del mondo – induca i responsabili delle nazioni coinvolte nelle guerre a perseguire finalmente la tregua e poi accordi di pace!
Andrea Tornielli