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2025.05.27 copertina podcast Leone dixit

Ep. 43 - All'odio non si resti indifferenti

Come Pietro, che dapprima resiste all’iniziativa di Gesù, anche noi dobbiamo “apprendere sempre di nuovo che la grandezza di Dio è diversa dalla nostra idea di grandezza, perché sistematicamente desideriamo un Dio del successo e non della Passione”. Queste parole di Papa Benedetto XVI riconoscono lucidamente che noi siamo sempre tentati di cercare un Dio che “ci serve”, che ci faccia vincere, che sia utile come il denaro e il potere. Non comprendiamo invece che Dio ci serve davvero, sì, ma col gesto gratuito e umile di lavare i piedi: ecco l’onnipotenza di Dio. Così si compie la volontà di dedicare la vita a chi, senza questo dono, non può esistere. Il Signore sta in ginocchio per lavare l’uomo, per amore suo. E il dono divino ci trasforma. Col suo gesto, infatti, Gesù purifica non solo la nostra immagine di Dio dalle idolatrie e dalle bestemmie che l’hanno sporcata, ma purifica la nostra immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale, che si ritiene grande quando viene temuto. Vero Dio e vero uomo, Cristo ci dà invece un esempio di dedizione, di servizio e di amore (…) Davanti a un’umanità in ginocchio per molti esempi di brutalità, inginocchiamoci anche noi come fratelli e sorelle degli oppressi. È così che vogliamo seguire l’esempio del Signore. (Papa Leone XIV, omelia della Messa in Coena Domini, 2 aprile 2026)

Nella Messa in Coena Domini del Giovedì Santo 2 aprile 2026 Papa Leone ci presenta l’immagine di un Dio onnipotente nel servizio, un Dio che sta in ginocchio e si fa servo per amore, contestando con la Sua testimonianza l’idea dell’uomo che si crede potente quando vuole dominare gli altri, quando vuole vincere uccidendo i suoi simili. Il Vangelo è la più radicale contestazione della sete di potenza e della guerra che sta infiammando il mondo in quest’ora oscura per l’umanità. Il Successore di Pietro ce lo ricorda e ci chiede di metterci alla sequela di Gesù, dei suoi gesti e del suo amore infinito.

Nella luce della Pasqua, lasciamoci stupire da Cristo! Lasciamoci cambiare il cuore dal suo immenso amore per noi! Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l’altro, ma di incontrarlo! Ci stiamo abituando alla violenza, ci rassegniamo ad essa e diventiamo indifferenti. Indifferenti alla morte di migliaia di persone. Indifferenti alle ricadute di odio e divisione che i conflitti seminano. Indifferenti alle conseguenze economiche e sociali che essi producono e che pure tutti avvertiamo. C’è una sempre più marcata “globalizzazione dell’indifferenza”, per richiamare un’espressione cara a Papa Francesco. (Papa Leone XIV, Messaggio Urbi et Orbi, 5 aprile 2026)

Anche nel messaggio Urbi et Orbi della Domenica di Pasqua 5 aprile 2026 Leone XIV ha rivolto un appello diretto e pressante ai “signori della guerra” che stanno insanguinando il mondo facendo strage di civili innocenti al di fuori di ogni legalità internazionale. A ciascuno di noi è chiesto di lasciarci colpire dall’annuncio pasquale della resurrezione; è chiesto di non rimanere indifferenti di fronte a quanto accade, e di non abituarci alla morte degli innocenti vittime della sete di potere e di dominio degli scriteriati che scatenano le guerre dalle conseguenze incalcolabili.

Andrea Tornielli

07 aprile 2026