Ep. 42 - "Le vostre mani grondano sangue"
Guardiamo a Gesù, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza. Lui, che si offre come una carezza per l’umanità, mentre altri impugnano spade e bastoni (…) Come Re della pace, quando uno dei suoi discepoli estrae la spada per difenderlo e colpisce il servo del sommo sacerdote, Egli subito lo ferma dicendo: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno» (…). Non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce, per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell’umanità. Fratelli, sorelle, questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: «Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue». (Papa Leone XIV, Omelia, Celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, 29 marzo 2026)
Sono forti le parole che Papa Leone ha pronunciato il 29 marzo nell’omelia della Messa della Domenica delle Palme. Di fronte a un mondo incendiato da guerre devastanti, dalle quali sembra ogni giorno più difficile uscire, il Successore di Pietro ricorda ancora una volta da che parte stare se si è cristiani. Cristo si è presentato come Re della pace, ha rifiutato ogni violenza e guerra. È un Dio che non si può strumentalizzare, come purtroppo anche oggi accade, per giustificare la guerra, qualsiasi guerra. Dagli interventi del Pontefice emerge una preoccupazione crescente per il degenerare della situazione internazionale.
Dinanzi alle molte ingiustizie che feriscono i popoli e alla guerra che dilania le nazioni, si leva costante la voce del profeta Geremia, proclamata oggi come salmo: «Cambierò il loro lutto in gioia / li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni». La purificazione dall’idolatria, che rende gli uomini schiavi di altri uomini, si compie come santificazione, dono di grazia che rende gli uomini figli di Dio, fratelli e sorelle tra di loro. Questo dono illumina il nostro presente, perché le guerre che lo insanguinano sono frutto dell’idolatria del potere e del denaro. Ogni vita spezzata è una ferita al corpo di Cristo. Non abituiamoci al fragore delle armi, alle immagini di guerra! La pace non è mero equilibrio di forze, è opera di cuori purificati, di chi vede nell’altro un fratello da custodire, non un nemico da abbattere. (Papa Leone XIV, Omelia presso lo Stadio Louis II, Viaggio Apostolico nel Principato di Monaco, 28 marzo 2026)
Nell’omelia della Messa di sabato 28 marzo allo stadio Luis II di Montecarlo, Papa Leone aveva parlato della guerra come conseguenza dell’idolatria del potere e del denaro. Colpisce ancora una volta il realismo del Vescovo di Roma di fronte a quanto sta accadendo: la sua voce è così diversa da quelle di chi giustifica la guerra in nome della religione o della democrazia, molto spesso celando dietro la cortina fumogena dell’ideologia e della propaganda la volontà di supremazia, gli interessi economici, e in particolare quelli dei mercanti di armi, denunciati molte volte da Papa Francesco e ora dal suo successore Leone XIV.
Andrea Tornielli