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2025.05.27 copertina podcast Leone dixit

Ep. 35 -La Scrittura, Parola di Dio e parola umana

Se (…) la Scrittura è parola di Dio in parole umane, qualsiasi approccio ad essa che trascuri o neghi una di queste due dimensioni risulta parziale. Ne consegue che una corretta interpretazione dei testi sacri non può prescindere dall’ambiente storico in cui essi sono maturati e dalle forme letterarie utilizzate; anzi, la rinuncia allo studio delle parole umane di cui Dio si è servito rischia di sfociare in letture fondamentaliste o spiritualiste della Scrittura, che ne tradiscono il significato. (…) Altrettanto riduttiva, d’altra parte, è una lettura della Scrittura che ne trascuri l’origine divina, e finisca per intenderla come un mero insegnamento umano, come qualcosa da studiare semplicemente dal punto di vista tecnico oppure come «un testo solo del passato». Piuttosto, soprattutto quando proclamata nel contesto della liturgia, la Scrittura intende parlare ai credenti di oggi, toccare la loro vita presente con le sue problematiche, illuminare i passi da compiere e le decisioni da assumere. Papa Leone XIV, udienza generale 4 febbraio 2026 

All’udienza generale di mercoledì 4 febbraio Papa Leone ha continuato la catechesi su Dei Verbum, la costituzione conciliare dedicata alla Parola di Dio, e ha messo in guardia dal rischio di letture fondamentaliste che di fatto tradiscono il significato della Parola perché non tengono conto del contesto storico e della parte avuta dagli autori nella scrittura. Queste letture fondamentaliste sono sempre avvenute lungo i secoli e continuano ancora oggi: la Bibbia viene strumentalizzata da chi cerca giustificazioni religiose per azioni di conquista o di distruzione. Anche le letture spiritualiste, che cercano ad ogni costo significati nascosti, mistici, allegorici, simbolici in ogni brano è da rigettare, perché trascurano il contesto storico, letterario e letterale del testo. E ricordiamo sempre che il rapporto tra Dio e l’uomo, e in particolare l’evento dell’incarnazione del Figlio di Dio, sono avvenimenti inscindibilmente legati alla storia e dunque mai riducibili a letture che li astraggano totalmente dal loro contesto. Allo stesso modo risulta riduttiva, spiega ancora il Papa, quella lettura che trascurando l’origine divina della Parola, appiattisca tutto solo sul passato considerandola solo un insegnamento umano e dunque non una realtà in grado di parlare all’umanità oggi.

Questo principio vale anche per l’annuncio della Parola di Dio: se esso perde contatto con la realtà, con le speranze e le sofferenze degli uomini, se utilizza un linguaggio incomprensibile, poco comunicativo o anacronistico, esso risulta inefficace. In ogni epoca la Chiesa è chiamata a riproporre la Parola di Dio con un linguaggio capace di incarnarsi nella storia e di raggiungere i cuori. Come ricordava Papa Francesco, «ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo, spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale». Papa Leone XIV, udienza generale 4 febbraio 2026

Nella stessa udienza del 4 febbraio Leone XIV ha ricordato che ogni annuncio della Parola di Dio che sia disincarnato, risulta inefficace, specie se utilizza linguaggi incomprensibili. La Parola di Dio è stata scritta per toccare i cuori delle donne e degli uomini di ogni tempo e di ogni luogo, facendo in qualche modo riaccadere gli eventi e offrendo ad ogni generazione e ad ogni essere umano la possibilità di scoprire sempre cose nuove per incarnare il messaggio nell’oggi.

Andrea Tornielli

10 febbraio 2026