Ep. 30 - La solidarietà, via di giustizia e di pace
Sorelle, fratelli, in questo nostro tempo sentiamo il bisogno di un disegno sapiente, benevolo, misericordioso. Che sia un progetto libero e liberante, pacifico, fedele, come quello che la Vergine Maria proclamò nel suo cantico di lode: “Di generazione in generazione la sua misericordia / si stende su quelli che lo temono”. Altri disegni, però, oggi come ieri, avvolgono il mondo. Sono piuttosto strategie, che mirano a conquistare mercati, territori, zone di influenza. Strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi. Ma la Santa Madre di Dio, la più piccola e la più alta tra le creature, vede le cose con lo sguardo di Dio: vede che con la potenza del suo braccio l’Altissimo disperde le trame dei superbi, rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili, riempie di beni le mani degli affamati e svuota quelle dei ricchi… (Papa Leone XIV, primi vespri e Te Deum in ringraziamento per l'anno trascorso, 31 gennaio 2025)
Nell’omelia del Te Deum di fine anno, il 31 dicembre 2025, Papa Leone ha parlato ancora una volta del capovolgimento delle logiche mondane portato dall’annuncio cristiano. Mentre il mondo rimane avvolto da strategie che fanno leva sulla potenza delle armi, della conquista, dello strapotere dei mercati, dei conflitti ammantati da motivi religiosi, lo sguardo di Dio proclamato da Maria parte dagli umili, dagli sfruttati, dalle vittime del potere. Lo vediamo purtroppo anche in questi giorni: il mondo ha davvero bisogno di un cambio di paradigma per evitare il baratro sempre più vicino della Terza Guerra Mondiale. Ha bisogno di un progetto di pace e misericordia che sappia assumere il disegno di Dio per un mondo riconciliato…
Se Dio è diventato uno di noi, ogni creatura umana è un suo riflesso, porta in sé la sua immagine, custodisce una scintilla della sua luce; e questo ci chiama a riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile e a esercitarci nell’amore vicendevole gli uni verso gli altri. Così, l’incarnazione ci chiede anche un impegno concreto per la promozione della fraternità e della comunione, perché la solidarietà diventi il criterio delle relazioni umane, per la giustizia e per la pace, per la cura dei più fragili e la difesa dei deboli. Dio si è fatto carne, perciò non c’è culto autentico verso Dio senza la cura per la carne umana. (Papa Leone XIV, Angelus 1 gennaio 2026)
All’Angelus del 1° gennaio 2026, Giornata Mondiale della Pace, Leone XIV ha spiegato quale conseguenza porta con sé il mistero dell’Incarnazione, del Dio che si fa piccolo, Bambino, e nasce nella povertà di una stalla in una sperduta periferia dell’impero romano. Dio diventa Uomo e ci insegna che ogni persona ha una dignità inviolabile e il modo concreto per riconoscerlo, il modo concreto per vivere nel quotidiano la fede cristiana, è promuovere la fraternità avendo cura dei fragili e difendendo i deboli. Come ha scritto nell’esortazione apostolica Dilexi te, il Papa ci ricorda che non c’è vero culto a Dio senza amore ai poveri, senza cura per la carne di Cristo dei nostri fratelli che soffrono.
Andrea Tornielli