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2025.05.27 copertina podcast Leone dixit

Ep. 28 - Rimettere la spada nel fodero

Questa puntata speciale natalizia del podcast "Leone dixit" vuole dare risalto a parole del Papa che sono state poco valorizzate se non addirittura nascoste dai media. Stiamo parlando del Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2026. Dunque di un testo scritto. Un testo profondo e coraggioso, con parole inequivocabili contro il riarmo e il clima che lo sta favorendo. Ecco un primo estratto, che insiste sulla radice evangelica della non violenza:

Poco prima di essere catturato, in un momento di intensa confidenza, Gesù disse a quelli che erano con Lui: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi». E subito aggiunse: «Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore». Il turbamento e il timore potevano riguardare, certo, la violenza che si sarebbe presto abbattuta su di Lui. Più profondamente, i Vangeli non nascondono che a sconcertare i discepoli fu la sua risposta non violenta: una via che tutti, Pietro per primo, gli contestarono, ma sulla quale fino all’ultimo il Maestro chiese di seguirlo. La via di Gesù continua a essere motivo di turbamento e di timore. E Lui ripete con fermezza a chi vorrebbe difenderlo: «Rimetti la spada nel fodero». La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono resi complici. La grande parabola del giudizio universale invita tutti i cristiani ad agire con misericordia in questa consapevolezza. E nel farlo, essi troveranno al loro fianco fratelli e sorelle che, per vie diverse, hanno saputo ascoltare il dolore altrui e si sono interiormente liberati dall’inganno della violenza. Papa Leone XIV, Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2026

In un altro passaggio, Papa Leone mette in guardia dal rischio del diffondersi di una logica di contrapposizione, che fa consistere la sicurezza nella forza armata e nella deterrenza. È la logica che soggiace alla corsa al riarmo, per giustificare la quale si esalta la pericolosità dei “nemici”…

Sebbene non siano poche, oggi, le persone col cuore pronto alla pace, un grande senso di impotenza le pervade di fronte al corso degli avvenimenti, sempre più incerto. (…) Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina. Se la pace non è una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica. Nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze. Molto al di là del principio di legittima difesa, sul piano politico tale logica contrappositiva è il dato più attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e imprevedibilità. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui. Infatti, la forza dissuasiva della potenza, e, in particolare, la deterrenza nucleare, incarnano l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza. Papa Leone XIV, Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2026

Il messaggio di Papa Leone per la Giornata Mondiale della Pace che si celebra il 1° gennaio 2026 contiene anche dei dati altamente significativi, dai quali si evince la crescita costante degli investimenti negli armamenti. Ma il Successore di Pietro denuncia anche una certa propaganda che tende a dimenticare la lezione della storia:

Nel corso del 2024 le spese militari a livello mondiale sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del PIL mondiale.  Per di più, oggi alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l’enorme sforzo economico per il riarmo, con un riallineamento delle politiche educative: invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza. Papa Leone XIV, Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2026

Le guerre del Novecento sono state segnate dalla morte di milioni di persone, bambini, donne, uomini, anziani… Milioni di civili innocenti… La guerra è una barbarie ed è urgente educare alla pace invece di far crescere nell’opinione pubblica la paura per giustificare l’impiego di ingenti capitali per sofistiocati strumenti di morte: soldi che invece di essere usati per costruire scuole e ospedali compreranno droni, missili e bombe. Strumenti di morte che saranno purtroppo usati per distruggere scuole e ospedali…

Occorre denunciare le enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che vanno sospingendo gli Stati in questa direzione; ma ciò non basta, se contemporaneamente non viene favorito il risveglio delle coscienze e del pensiero critico. Papa Leone XIV, Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2026

Non manca, nel Messaggio di Leone, un accenno al ruolo e alla responsabilità delle religioni.

Le grandi tradizioni spirituali, così come il retto uso della ragione, ci fanno andare oltre i legami di sangue o etnici, oltre quelle fratellanze che riconoscono solo chi è simile e respingono chi è diverso. Oggi vediamo come questo non sia scontato. Purtroppo, fa sempre più parte del panorama contemporaneo trascinare le parole della fede nel combattimento politico, benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata. I credenti devono smentire attivamente, anzitutto con la vita, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome Santo di Dio. Perciò, insieme all’azione, è più che mai necessario coltivare la preghiera, la spiritualità, il dialogo ecumenico e interreligioso come vie di pace e linguaggi dell’incontro fra tradizioni e culture. In tutto il mondo è auspicabile che «ogni comunità diventi una “casa della pace”, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono». Oggi più che mai, infatti, occorre mostrare che la pace non è un’utopia, mediante una creatività pastorale attenta e generativa. Papa Leone XIV, Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2026

La pace non è un’utopia, la pace è possibile, la pace è necessaria e per i cristiani ha un nome, quello del Bambino nato a Betlemme. Non lasciamo solo il Papa a gridare nel deserto, in questo mondo distratto che sembra non rendersi conto del pericolo incombente e della necessità di contrastare la follia della guerra e del riarmo!

Andrea Tornielli

23 dicembre 2025