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Le voci dell'arte 08.08.2026

LE VOCI DELL’ ARTE 39 PT 080826

 

MUSIC: Nick Drake, Time Has Told Me

Le Voci dell’Arte” tornano a intrecciarsi anche quest'oggi. 

La puntata si muove tra due estremi che in fondo si toccano: una luce che riemerge dalla terra in una mostra romana, e la voce di un cantautore che si è appena spenta, ma che una mostra già esistente continua, quasi per caso, a far risuonare.

TRAILER.

Fino al 27 settembre, nelle sale ipogee delle Case Romane del Celio, a due passi dalla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, Roma ospita “Lumen ex terra”, il nuovo progetto di Helidon Xhixha a cura di Romina Guidelli e Andrea Poleschi. Sculture monumentali in acciaio lucidato a specchio dialogano con ambienti databili tra il II e il IV secolo dopo Cristo: una luce che, come dice il titolo, sembra emergere dalla profondità della terra.

Intervista a Romina Guidelli, curatrice.

C’è una luce, diceva Xhixha, che risale dalla materia. Ma c’è anche una luce che resta accesa nelle cose che qualcuno ha già creato, e che continuano a parlare anche quando chi le ha volute non può più raccontarcele di persona.

MUSIC: Cat Stevens  the wind

E' morto a Pavana, la sua Pavana, Francesco Guccini: aveva 86 anni. Allo Spazio Gerra di Reggio Emilia,  fino al 18 ottobre, è visitabile “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, a cura di Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri: una mostra pensata e realizzata mesi fa, quando Guccini era ancora vivo, per raccontare il suo rapporto con parola, memoria e tempo. Una mostra che è ancora in calendario  e che chi non ha avuto modo di visitarla può farlo come premesso sino a ottobre. Ascoltata oggi però quelle stesse parole risuonano inevitabilmente in modo diverso; dal 6 agosto , senza che nessuno l’avesse previsto, quegli stessi spazi sono diventati altro: non più solo un percorso biografico, ma quasi una replica, un’eco che risuona in un modo che chi l’ha allestita non poteva immaginare.

Intervista a Stefania Carretti e Lorenzo Immovilli, curatori.

 Sant’Agostino, si interrogava su cosa fosse davvero il tempo: qualcosa che sembra sfuggirci nell’istante in cui proviamo a definirlo, eppure è l’unica materia di cui sono fatti i ricordi.

E se c’è un brano che racconta cos’è per Guccini la radice, il luogo a cui si torna sempre, è “La Ziatta”: scritta nel dialetto di Pavana, parla di una casa, di una zia, di un mondo contadino che non c’è quasi più , eppure resta, intatto, ogni volta che qualcuno lo canta di nuovo. Forse è questo il modo più giusto per salutarlo: non con le parole italiane che tutti conoscono, ma con quel dialetto minuto, privato, che era la sua lingua più vera.

MUSIC:   Francesco Guccini La Ziatta

 

 

08 agosto 2026