Le voci dell'arte 25.07.2026
LE VOCI DELL’ARTE 37 pt 250726
Music: kings of convenience - gold in the air of summer
Le Voci dell’Arte tornano a intrecciarsi. Voci che viaggiano nel tempo, lo abitano, a volte lo mettono in discussione. Perché l’arte non è mai solo immagine, non è mai solo racconto: è un luogo dove ci si ferma, si guarda, si ascolta davvero. Oggi due voci, due luoghi, un solo mare a unirli. Da una parte la fotografia di Mimmo Jodice, che nella luce del sud ritrova l’eco delle statue antiche. Dall’altra la leggenda di una Grotta Azzurra, riscoperta duecento anni fa e capace ancora oggi di far sognare. Due modi diversi di guardare lo stesso mare. Due modi di credere che la bellezza, quando è vera, non passa mai.
Fino all’8 novembre, i Musei Nazionali di Matera, a Palazzo Lanfranchi, ospitano Mimmo Jodice. Mediterraneo, a cura di Carlo Sala: il ciclo più celebre di uno dei grandi maestri della fotografia italiana, scomparso da poco. Ottantatré immagini in bianco e nero — statue che sembrano respirare, mari senza tempo, templi e teatri di un Mediterraneo insieme reale e immaginato. È la prima grande mostra istituzionale dopo la scomparsa dell’artista, e anche l’occasione per una nuova edizione del suo libro più famoso, pubblicato nel ’95 dalla newyorchese Aperture.
Music: Vienna Teng - Harbor
Un mare che è memoria, dicevamo. Ma il Mediterraneo, prima ancora di essere fotografato, è stato leggenda. E c’è un luogo, non lontano, che duecento anni fa ha cambiato per sempre l’immaginario di un’isola intera: la Grotta Azzurra di Capri.
Il 17 agosto 1826 il pittore tedesco August Kopisch entra per primo in una grotta che nessuno, fino a quel giorno, aveva davvero guardato. Da quel gesto nacque il mito di Capri. Duecento anni dopo, fino al 18 ottobre, la Certosa di San Giacomo racconta questa storia nella mostra Il mito di Capri, a cura di Massimo Osanna e Luca Di Franco: opere d’arte, documenti, reperti archeologici, e nell’ultima sala un’esperienza in realtà aumentata che porta il visitatore dentro la grotta stessa, ieri e oggi.
Ai nostri microfoni: Luca Di Franco Direttore dei Musei e Parchi Archeologici di Capri
Music: Stars all seem to weep - Beth Orton
E allora forse la chiave di questa puntata sta in una frase antichissima, di un padre della Chiesa che al Mediterraneo apparteneva fino in fondo. Sant’Agostino, nelle Confessioni, si rivolgeva così alla bellezza:
“Tardi ti ho amata, bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amata!”
Bellezza antica, quella delle statue fotografate da Jodice e della Grotta Azzurra che il mare ha scavato migliaia di anni fa. Bellezza nuova, ogni volta che qualcuno la guarda per la prima volta — un fotografo negli anni Ottanta, un pittore tedesco nel 1826, noi, oggi, qui. È, in fondo, il mestiere di chi fa arte. Ed è, forse, anche il nostro.