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Le voci dell'arte 20.06.2026

LE VOCI DELL'ARTE 32 PT 200626 

 

Le Voci dell’Arte tornano a intrecciarsi in un nuovo appuntamento dedicato all’ascolto.

Oggi seguiremo il filo di alfabeti che non si leggono nei libri ma nella materia, nei segni lasciati dal lavoro umano, nelle tracce di una memoria collettiva che attraversa i secoli.

Ci porteremo prima a Brescia, tra le sale del Museo di Santa Giulia, dove l'opera di Franca Ghitti dialoga con duemila anni di storia; poi attraverseremo l'oceano per raggiungere la New York raccontata dall'obiettivo di Matilde Damele.

Due viaggi diversi, uniti da una stessa domanda: come può l'arte custodire ciò che rischia di essere dimenticato?

 

Franca Ghitti. Una storia di Altri Alfabeti

Museo di Santa Giulia, Brescia

Dal 16 giugno 2026 al 4 aprile 2027

Per la prima volta il Museo di Santa Giulia dedica una grande mostra monografica a Franca Ghitti, una delle figure più originali della scultura contemporanea italiana, a cura di: Fausto Lorenzi, Elena Pontiggia.

Un percorso che mette in dialogo le sue opere con il patrimonio romano, longobardo, medievale e rinascimentale custodito nel museo, restituendo tutta la forza di una ricerca nata dalla Valle Camonica e capace di parlare al mondo. Legni consumati, chiodi, ferri, utensili e memorie del lavoro diventano qui un linguaggio universale, un archivio poetico delle comunità umane.

 

 Elena Pontiggia curatrice:

 

Le Voci dell'Arte tornano a intrecciarsi in un nuovo appuntamento dedicato all'ascolto. Non soltanto quello delle parole, ma anche quello degli sguardi, delle attese, delle città che abitano la memoria e continuano a parlarci molto tempo dopo averle lasciate.

Oggi vi portiamo al Museo di Roma in Trastevere, dove fino al 13 settembre è possibile visitare la mostra New York della fotografa Matilde Damele. Un'esposizione che raccoglie quindici anni di vita e di osservazione nella Grande Mela, dal 1999 al 2014, e che trasforma le strade di New York in un paesaggio dell'anima.

Con la sua Leica analogica, Damele attraversa Brooklyn, il Bronx, la West Side e Coney Island come una moderna flâneuse, inseguendo non l'evento straordinario ma quell'attimo fragile e irripetibile in cui una persona, un gesto o una solitudine raccontano qualcosa di universale. Le sue fotografie sembrano sospendere il tempo: non documentano una città, ma la respirano, la abitano e la restituiscono come esperienza interiore.

Incontriamo oggi Matilde Damele per parlare di sradicamento, appartenenza, memoria e di quel misterioso dialogo che talvolta nasce tra chi osserva e ciò che viene osservato:

 

E così dalle materie antiche e ferite di Franca Ghitti, dai suoi legni, dai ferri, dai chiodi trasformati in scrittura, siamo giunti alla  New York di Matilde Damele: un altro alfabeto, fatto di luce, strade volti, prospettive urbane

Due mostre diverse, due modi di leggere il mondo, di ascoltare queste voci antiche o contemporanee, scolpite nella materia o catturate da uno sguardo, continuiamo acercare , come sempre, qualcosa che parla anche di noi.

 

 

20 giugno 2026