Ep.4 - In marcia verso il sogno... o verso la realtà?
Il sogno, al Villaggio per la Terra, si traduce in un’esperienza concreta che prende forma nella marcia collettiva e nelle voci di chi prova a immaginare — e costruire — un futuro sostenibile. A dare il ritmo è Giuliano Lucarini, percussionista e fondatore della Banda Caracca, che da anni lavora per “ritrovare quella radice popolare e sociale alla base anche della musica”, trasformando il suono in occasione di comunità .
La musica continua con il gruppo Gen Rosso, al suo sessantesimo anno di attività. Emanuele Chirco, direttore musicale del gruppo e Michele Sole, cantante, intrecciano arte e impegno, invitando ad “aprire gli occhi, ad aprire il cuore e a prendersi cura di tutto quello che c’è attorno a noi”: non solo ambiente, ma relazioni, persone, vita quotidiana.
Tra le giovani e i giovani di Ut Omnes (LUMSA), la riflessione si fa politica e responsabilità condivisa: Ilaria Romano e Mia Millington ricordano che la politica nasce per “promuovere la fraternità” e costruire un destino comune. Uno sguardo che si allarga con Angèle Mulibinge Kaj, fondatrice di Ut Omnes e studentessa di relazioni internazionali, che richiama la necessità di “un rapporto di parità, equilibrio e prosperità tra Europa e Africa”, mentre Antonio Costabile, affida al sogno la forza del cambiamento: “Far prendere per mano tutti gli uomini per farli camminare insieme”.
Accanto a queste voci, il Villaggio racconta anche l’impegno quotidiano verso chi è più fragile. Elio Mattei e Giovanni Gravina, volontari dell’associazione RomaAmor, testimoniano un’ecologia umana fatta di prossimità, con l’obiettivo semplice e radicale di “dare dignità alle persone”. Lo sport diventa invece strumento di inclusione nel progetto Passi solidali, narrato da Silvia Cataldi, docente di sociologia all’Università Sapienza di Roma, e da Antonio De Angelis, assistente sociale della cooperativa Il Cigno, dove anche una partita di calcio può restituire la possibilità di “sperare, sognare, di sentirsi parte di una comunità”.
Infine, lo sguardo si posa su chi vive il tempo della prova e della ricostruzione: Agostino Spolti, volontario dell’associazione Sempre Persona, accompagna detenuti e famiglie nel loro desiderio più profondo, quello di “ricominciare e di non sentirsi etichettati”.
Tra tamburi, musica, impegno sociale e sogni condivisi, si compone un mosaico di storie che parlano di ambiente e di umanità. Perché custodire la Terra significa anche imparare a camminare insieme.