Ep.2 - Il sogno alla prova della realtà
Questa volta il sogno si incrina. Non è più solo visione, ma diventa inquietudine, quasi un incubo: quello di un pianeta che cambia troppo in fretta, sotto il peso del clima che si altera e dell’inquinamento che cresce.
Nel racconto, la voce della scienza irrompe con lucidità: il climatologo Filippo Giorgi, che ha fatto parte dal 2002 al 2008, quale unico scienziato italiano, dell'organo esecutivo (Bureau) del’IPCC, il Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici vincitore del Premio Nobel per la Pace 2007, avverte che “le cose non stanno migliorando, anzi stanno andando sempre peggio”, ricordando che salvare il pianeta significa, in fondo, salvare noi stessi.
Eppure, anche dentro questo scenario, il sogno non scompare. Si trasforma in responsabilità nelle parole di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che invita a coltivarlo come spinta concreta: “Il sogno comune è quello di un mondo migliore, di un ambiente migliore”.
Dalla crisi nascono anche soluzioni possibili. James Sekitoleko, attivista ambientale, mostra come persino la plastica possa cambiare destino, perché “visto che la plastica già c’è, riduciamone la produzione e cambiamola in nuovi oggetti”.
Lo stesso vale per i materiali che usiamo ogni giorno: Roccandrea Iascone, responsabile comunicazione Consorzio Ricrea, racconta un ciclo che si rigenera, dove ciò che scartiamo può tornare a vivere, evitando che diventi rifiuto.
E poi c’è il mare, immenso e fragile insieme. Roberto Danovaro, biologo marino, ricorda che da lì possono arrivare risposte decisive per il futuro, ma solo se impariamo a proteggerlo e a usarlo in modo sostenibile.
Infine, lo sguardo si allarga fino alle grandi correnti del pianeta: Lorenzo Colantoni, giornalista e ricercatore ambientale, mette in guardia su ciò che rischiamo di perdere con i cambiamenti climatici, ma - con la sua mostra reportage lungo il percorso della Corrente del Golfo - lascia anche uno spiraglio: “Il nostro pianeta in una maniera o nell’altra ce la farà”.
Così, tra paura e possibilità, questo secondo episodio segna un passaggio decisivo: il sogno resta, ma deve fare i conti con la realtà. E forse proprio da questo confronto nasce la spinta più autentica al cambiamento.